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claudio_dubbiniDalla consulenza all’edilizia passando per gli investimenti nel turismo. Una carriera ricca per Claudio Dubbini, ingegnere bergamasco con la passione per le antiche costruzioni e per il lavoro di qualità. Nel 2006 ha acquistato un’abbazia in Umbria che ha trasformato in un resort di lusso

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Una carriera professionale costruita sul fi l rouge della qualità. Claudio Dubbini, ingegnere chimico e imprenditore bergamasco, è passato dalla consulenza aziendale all’attività edilizia dove continua ad applicare quegli stessi principi per il miglioramento dei processi produttivi imparati e fatti suoi negli anni della consulenza.

Oggi Dubbini è diventato un vero e proprio imprenditore edile, passando dalle ristrutturazioni di edifici storici e privati tra Venezia e Bergamo a veri e propri investimenti nel settore tra cui, l’ultimo e più importante, la realizzazione di un resort in Umbria, a San Faustino (a Pietralunga, in provincia di Perugia), ricavato da un’antica abbazia del 1200 (Abbazia di San Faustino) e operativo da poco meno di un anno.

Claudio Dubbini, ci può ricostruire la sua carriera professionale?
Mi sono laureato in ingegneria chimica e per sette anni ho lavorato nella consulenza aziendale per una società di Milano. Qui ho iniziato ad occuparmi di qualità totale applicata alle imprese quindi partecipazione, miglioramento dei processi produttivi, analisi di dati e tecniche statistiche applicate agli organi di processo. Dodici anni fa, circa, un amico mi coinvolse in una ristrutturazione a Venezia e da lì è nata la passione per l’edilizia, diventata con gli anni la mia occupazione principale; ho aperto la mia azienda e ho intrapreso la mia nuova avventura. Anche qui, come nella società di consulenza per cui lavoravo, ho tentato di portare il concetto di qualità di servizio e di prodotto. E oggi più che mai i sistemi di qualità sono elementi portanti per il settore e diventano l’unico elemento di diff erenziazione in un mercato complesso e in grave diffi coltà.

E’ partito da Venezia quindi. Passione per le costruzioni d’epoca?
Si, molta. Inoltre ho iniziato negli anni in cui, soprattutto a Venezia, c’era il boom del settore. Mi piace scoprire cose antiche e rimetterle a nuovo senza perdere comunque l’impronta passata. L’ultimo investimento ne è la prova.

Il San Faustino Resort?
Esatto. Si tratta di un antico monastero, a seicento metri di quota, a San Faustino, in Umbria. L’ho conosciuto via internet e per curiosità, durante un viaggio di lavoro, mi sono fermato da quelle parti e l’ho visto. Era il 2005. Diciamo che è stato amore a prima vista per la sua meravigliosa collocazione: sorta sulle rovine di un insediamento romano e di una successiva torre longobarda, l’edifi cazione dell’Abbazia è stata completata dai benedettini nel 1289 e ha mantenuto intatto il suo fascino. Non ho voluto perdere tempo e nel 2006 l’ho acquistata; nel giugno dello stesso anno sono partiti i lavori per la ristrutturazione che ha mantenuto l’atmosfera di un’architettura medievale, rievocata dalle ceramiche artigianali, dai lumi in ferro battuto, dai tessuti pregiati. Questo progetto mi ha impiegato 4 anni tra acquisto e lavori. Devo dire che ne è valsa la pena: tra viaggi continui, ritardi burocratici e il lavoro in sé, oggi le soddisfazioni sono tante. È un luogo senza tempo, bellissimo. Sembra di essere in un altro mondo, immerso nella natura e a contatto con la vita più genuina.

Come sta andando il mercato delle ristrutturazioni?
Non bene, come l’edilizia in generale d’altronde. In contesti quali Venezia restano comunque gli unici interventi possibili da fare. Altri sbocchi sono le riqualifi cazioni di vecchie aree industriali. Purtroppo si sta speculando molto sul fronte delle nuove costruzioni e questo ricade sulla qualità di vita, sulla viabilità e sul mercato stesso. Il futuro resta la nuova edilizia incentrata sul risparmio e sull’effi cienza energetica: case di classe A, sistemi domotici ad alta tecnologia, fotovoltaico, impianti geotermici, isolamenti, niente più metano ecc.. Personalmente sto puntando proprio su queste cose, su una qualità che alla fi ne premia e che la gente cerca, nonostante i costi siano comunque più alti. Il motivo? Il risparmio per chi acquista queste tipologie di casa è dell’ordine del 70% all’anno. Inoltre la qualità della costruzione stessa è migliore rispetto a una casa convenzionale: è praticamente scomparso il mattone, sostituito dal cemento armato e da divisori in cartongesso.

Oltre alla crisi economica quali sono gli altri ostacoli che rallentano il settore?
Sicuramente la burocrazia. Me ne sono reso conto proprio con il progetto in Umbria: due anni e mezzo per avere la linea telefonica e più di anno e mezzo per avere l’Enel. L’eccesso di burocrazia è il problema dell’Italia, a tutti i livelli. La legislazione inoltre è molto complicata e articolata; i regolamenti cambiano di Comune in Comune e non sono sempre facili da comprendere; le leggi si contraddicono e alla fi ne chi ne risente è il tessuto imprenditoriale e quindi l’economia.

In un contesto non facile cosa potrebbe aiutare a rialzarsi, il prima possibile?
Rischio di essere ripetitivo ma sicuramente la qualità. Il cliente è diventato molto attento. È bombardato da informazioni, ha la possibilità di conoscere e approfondire. Il livello tecnico e soprattutto critico si sono alzati e l’acquirente non si ferma al solo aspetto estetico ma vuole capire come è costruita la casa. Le imprese devono adeguarsi a questo cambiamento dotandosi di un sistema di qualità che diventa garanzia di un certo servizio. I tempi sono mutati: non è più suffi ciente il bravo muratore, è necessario invece l’aggiornamento continuo sui nuovi materiali, le innovazioni tecnologie e sul mercato in generale. Chi non riesce a stare al passo con tutto questo è destinato a morire.

Consulente, imprenditore edile e da poco anche imprenditore nel settore del turismo con il resort in Umbria…
Esatto ed è stato il motivo per cui ho intrapreso questa nuova avventura. L’Italia ha delle potenzialità enormi nel turismo, non le manca nulla. Nessun Paese ha quello che abbiamo noi anche se la crisi si è fatta sentire anche qui soprattutto per una questione di prezzi. Non è possibile competere con nazioni dove il costo del personale è un decimo rispetto al nostro. Sono costi altissimi che incidono sull’intero andamento. In alcune zone addirittura si apre solo per alcuni mesi all’anno nonostante il costo del personale sia veramente alto ed è il costo principale. E in certe zone alla fi ne si apre per una stagione molto breve nonostante le occasioni e le opportunità da cogliere ci siano anche negli altri mesi.

Come si sopravvive?
Per quanto ci riguarda ci stiamo muovendo molto sul turismo individuale, sui matrimoni (tanti gli stranieri che vengono apposta per sposarsi), su convegni, meeting, eventi aziendali ed eventi culturali. Il turismo individuale ormai è diventato un turismo da last second: si decide sempre all’ultimo secondo quando partire e noi dobbiamo essere pronti e accettare questa situazione.

Un altro sogno nel cassetto?
Dopo la “fatica” di San Faustino per cui ho dovuto viaggiare molto, vorrei godermi la famiglia e un po’ di tranquillità.

San Faustino resort
Sorta sulle rovine di un insediamento romano e di una successiva torre longobarda, l’edificazione dell’Abbazia è stata completata dai benedettini nel 1289. Durante la seconda guerra mondiale, l’Abbazia San Faustino fu sede del quartier generale di una brigata partigiana che si opponeva alle forze di occupazione. Immerso nelle dolci colline umbre, il Resort conta complessivamente 16 alloggi, dotati tutti di moderni comfort; sono arredati con mobili d’epoca, tessuti pregiati e lampade antiche o in ferro battuto. La chiesa dell’Abbazia, con affreschi del 1500, è divenuta oggi un suggestivo salone che può ospitare meeting ed eventi; il bar nella sacrestia, con volte in pietra, offre la possibilità di degustare e acquistare i prodotti della zona. Nel giardino che circonda l’Abbazia, in posizione panoramica, troviamo la piscina riscaldata, con solarium.

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