close
marinelli

L’intervento effettuato nell’industria di pizzi e tessuti per l’intimo femminile di Zingonia (Bergamo), che oggi ha recuperato competitività sui mercati internazionali mettendo in sicurezza lo stipendio dei 190 dipendenti. Non solo: nei piani futuri un nuovo polo industriale dell’abbigliamento

Si è conclusa con successo la ristrutturazione del debito per la società di abbigliamento  Iluna Group Spa di Zingonia (Bergamo). Le linee di debito a medio termine del gruppo, pari a 9,5 milioni di euro, sono state riscadenziate a 15 anni; è stato inoltre erogato un nuovo finanziamento da 3 milioni di euro con la medesima scadenza quindicennale. Il rimborso è soggetto a un periodo di preammortamento di 18 mesi, durante il quale la società potrà pagare solamente la quota interessi rimandando la restituzione della quota capitale.

La ristrutturazione, iniziata nell’ottobre 2009, conclude positivamente un processo di alleggerimento finanziario avviato già nel corso dell’anno passato con la dismissione della divisione seamless del gruppo, per permettere una maggiore focalizzazione sul core business aziendale. Per ILuna, fondata nel 1969 a Zingonia, nel Bergamasco, da Luigi Annovazzi, è stata elaborata una opportuna strategia allo scopo di sfruttare il momento di depressione del mercato, per riposizionare l’azienda e salvare i posti di lavoro. E i risultati mantengono la promessa: i 190 stipendi degli attuali dipendenti oggi sono al sicuro. “Lo annunciamo con molta soddisfazione  – commenta Michelangelo Marinelli, il manager che alla testa di TurnAround Consulting ha guidato l’operazione -. L’attenzione alle persone è per noi primaria in tutte le nostre attività. Nella maggior parte dei casi, secondo la nostra esperienza, non è licenziando che si salva un’azienda. E’ come se un medico invece di curare la persona, tagliasse via via le parti ammalate.  Le soluzioni contro la crisi richiedono invece piani strategici, non solo tattici, e implicano capacità manageriali. Questa è la vera sfida anche per il Paese”. Iluna Group, specializzata nella produzione di tessuti e semilavorati per confezionisti di intimo e corsetteria femminile, è così pronta ad affrontare il mercato in una posizione finanziaria più solida e con un nuovo vantaggio competitivo rispetto ai competitor internazionali, che hanno risentito delle difficoltà contingenti del settore. A fronte di un gran numero di situazioni di crisi (la concorrente francese Noyon, in amministrazione controllata per oltre un anno, la tedesca Corvett è stata liquidata, la Brunett ceduta ai cinesi), Iluna Group ha invece le risorse e la stabilità necessarie per allargare la propria quota di mercato.

La strategia per il futuro prevede un focus del gruppo sulla qualità dei prodotti, vero punto di forza del Made in Italy e da sempre promosso come assett  del business dall’Amministratore Unico di Iluna Group Furio Annovazzi. “Negli ultimi due anni la concorrenza sul prezzo praticata dei produttori asiatici ha creato difficoltà alle aziende europee meno solide. – spiega Annovazzi- Oggi, però, chi è riuscito a restare sul mercato può cogliere i frutti di un’inversione di tendenza: sia che si parli di b2b (business to business) o di b2c (business to customer), le preferenze degli acquirenti si orientano sempre più nettamente verso prodotti in grado di rispondere agli elevati standard di sicurezza e qualità dell’Unione Europea, che molti fornitori asiatici non sono di fatto in grado di rispettare”.  Aggiunge Marinelli: “Nei mesi a venire Iluna Group  potrebbe proporsi come vero e proprio polo di aggregazione per un processo di build-up in Italia e all’estero nel settore dei pizzi e tessuti per l’abbigliamento femminile, tramite l’intervento di fondi di private equity o di investitori interessati. Proprio in virtù della crisi sarebbero da valutare acquisizioni di società a prezzi interessanti, potenziando ulteriormente la posizione e il ruolo di Iluna sul mercato. Dopo lo sforzo compiuto per l’efficientamento dei costi, l’azienda potrà così tornare a investire e ad affermarsi con maggiore forza sul mercato internazionale, traendo il massimo vantaggio dalla fuoriuscita di numerosi competitor e da un rapporto euro-dollaro favorevole per chi esporta”.

Per la ristrutturazione, Iluna Group ha goduto della fiducia e dell’appoggio di 5 tra i principali istituti di credito italiani: Intesa San Paolo, Banca Popolare di Bergamo, Unicredit Corporate Banking, BNL e Mediocredito Italiano. Nel tempo la società è stata protagonista di una intensa fase di sviluppo che la posiziona a livello di leadership europea. Dopo un’ampia diversificazione sotto il profilo industriale, l’azienda ha poi dovuto fronteggiare una fase di difficoltà economica che, dopo diversi interventi in equity da parte della Proprietà, a partire dal 2008 e in conseguenza anche della generale crisi dei mercati, si è riverberata sotto il profilo finanziario. La dimensione del giro d’affari, dopo un quadriennio stabilizzato a circa 30 milioni di euro (2005-2008), ha subito una flessione a circa 20 milioni di euro nel 2009, dovuta alla contrazione dei consumi in seguito alla crisi finanziaria, ed alla chiusura del ramo d’azienda del “seamless” (abbigliamento senza cuciture) conclusasi nel 2009. I primi mesi del 2010 confermano un trend di ripresa degli ordini e del fatturato, che risultano in linea con il budget per l’esercizio in corso di 24 milioni di euro.

Business&Gentlemen

The author Business&Gentlemen