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Pamar, una porta aperta su dinamicità e diversificazione

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pamar_2L’azienda di Renate, nata nella cantina del fondatore Angelo Redaelli come piccola fonderia per l’ottone, è oggi leader nella produzione di maniglie per i mobili. Per sconfi ggere la crisi ha ampliato i propri cataloghi, puntando su qualità e diversificazione

Un’azienda “eclettica”, legata da una parte alla forte tradizione familiare e radicata sul territorio e dall’altra capace di adeguarsi ai cambiamenti del mercato, dei tempi e alle esigenze di clienti provenienti da Paesi diff erenti. L’impresa Pamar di Renate, nel brianzolo, leader nella produzione di maniglie per mobili, ha fatto della qualità, del design di alto livello e della differenziazione i propri caratteri distintivi, ergo le armi per abbattere una concorrenza fatta di guerra di prezzi e imitazioni.

Forte di un fatturato di circa 7 milioni di euro, un organico di 70 persone e collaborazioni eccellenti sul fronte del design, l’azienda brianzola sta puntando su un’ampia gamma di prodotti innovativi, oltre al punto di forza caratterizzato dalle storiche maniglie. La sede della Pamar è a Renate, nel cuore dell’imprenditoria lombarda e del distretto del mobile ed è distribuita su due unità operative. In quello stesso paese, poco meno di sessant’anni fa, il fondatore Angelo Redaelli mise le basi per realizzare il proprio sogno: nella cantina della casa paterna installò una piccola fonderia per l’ottone per fabbricare maniglie per mobili. Erano gli anni della ricostruzione e della rinascita dopo la Seconda Guerra Mondiale. Pochi anni più tardi Redaelli passò dall’ottone a una nuova lega di alluminio, la zama, meno costosa e più facile da lavorare. Con il passare degli anni l’azienda si ingrandì e negli anni Novanta passò all’attuale stabilimento di Renate. “L’azienda è nata producendo esclusivamente maniglie per l’industria del mobile – racconta il figlio Marco Redaelli, attuale presidente di Pamar. Negli ultimi vent’anni abbiamo cambiato strategie proponendo prodotti diversi fatti con materiali differenti: metallo, vetro, plastica, legno e abbiamo aumentato l’utenza di riferimento, non solo produttori di mobili ma anche negozi, catene di distribuzione ecc”. Pamar cresce insieme al mercato, cambia tiro adeguandosi ai tempi e alle mode, senza perdere però la sua essenza originaria. “Siamo passati dall’essere classici al moderno – prosegue Redaelli – guardando soprattutto l’evoluzione del mercato. Il nostro segreto? Abbiamo le caratteristiche tipiche dell’azienda brianzola: determinazione, l’attaccamento ai nostri valori e la forte componente della manualità che da una parte può portare ad un aumento dei costi ma diventa comunque garanzia di prodotti innovativi e unici”. La vera e profonda trasformazione si concretizza a partire dagli anni Novanta quando Pamar incrocia le via del design in modo totalizzante, realizzando nuove maniglie da cui emergono le personalità e i linguaggi dei diversi design.

“Abbiamo avviato una serie di collaborazioni con architetti e designer importanti per diff erenziarci ulteriormente e identifi care e personalizzare ancora di più i nostri prodotti”. Prodotti che, come si diceva, non si sono fermati alle sole maniglie ma che oggi comprendono, ad esempio, passacavi, reggimensola, pomoli, ciondoli e reggitubi. “In questa fase di crisi ci siamo mossi cercando prima di tutto di diff erenziarci e scoprendo mercati nuovi. Ad oggi esportiamo il 50% circa dei nostri prodotti. Stiamo facendo il possibile per non fermarci: la chiusura di alcuni piccoli terzisti qui in Brianza ci ha portato a dover produrre alcune componenti nei nostri capannoni. Inoltre sono cambiate le tipologie di ordini: piccoli e personalizzati che hanno sicuramente aumentato il lavoro”. Marco Redaelli prosegue sottolineando la necessità di “essere elastici e aperti verso i cambiamenti, portando innovazione all’interno dell’organizzazione aziendale stessa”. Ora alla guida della Pamar, oltre a Marco, presidente, ci sono i fratelli Fabio, architetto e designer e Silvia, responsabile per la parte amministrativa. “Il design e la voglia di creare fanno parte del nostro DNA – racconta il Presidente -. Prima di avviare le collaborazioni con i designer, eravamo noi i creatori dei nostri prodotti, segno di una passione che ci portiamo dentro fi n dalle origini”. Una passione che continua nel tempo, accompagnata da una buona dose di ottimismo. “La voglia di uscire da questo momento critico c’è e si sente. Da parte nostra contiamo di mantenere più o meno lo stesso fatturato dell’anno scorso, senza alcuna flessione”.

La storia
La storia di Pamar ha inizio negli anni Cinquanta a Renate, centro lombardo destinato a diventare uno dei poli più evoluti nel settore della minuteria metallica e componentistica per mobili. Pamar è il sogno diventato realtà di Angelo Redaelli che ha iniziato la sua attività imprenditoriale nel campo delle maniglie per mobili e attraverso questo piccolo oggetto l’azienda è decollata assumendo in breve la dimensione e l’impronta di un’industria. Grazie ai figli Fabio, Marco e Silvia l’azienda è cresciuta e oggi conta due unità ad avanzata tecnologia che consentono di realizzare l’intero processo produttivo: stampaggio, pulitura, verniciatura, assemblaggio dei componenti, finitura. La produzione è realizzata tutta all’interno delle due fabbriche, a Renate. L’impegno dell’azienda si traduce in un’evoluzione continua del suo prodotto e della maniera di realizzarlo: impianti all’avanguardia, tecnologie sofisticate, controllo meticoloso di tutte le fasi. Un’azienda dinamica, dunque, in grado di soddisfare puntualmente qualsiasi richiesta del mercato, contribuendo alla diffusione del Made in Italy nel mondo.

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