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Focus imprese

Amplifon punta sull’innovazione

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franco_moscettiAmplifon, società italiana multinazionale, ha scelto di scommettere sulla creatività e l’innovazione. Ce ne parla il Ceo Franco Moscetti, nella terza ed ultima parte dello speciale di B&G dedicato alla creatività in azienda

Come reagire alla complessità del mercato? Utilizzando l’innovazione e rispondendo tempestivamente ai nuovi bisogni del mercato. Parola di Franco Moscetti, Ceo di Amplifon, società italiana multinazionale con sede a Milano, leader mondiale nella distribuzione di sistemi uditivi (apparecchi acustici) e nel loro adattamento e personalizzazione alle esigenze dei pazienti ipoacusici.

Secondo lo stesso Moscetti la complessità è data da tre aspetti: in primis la volatilità per poi passare al fattore “people intensive” e alla necessità di adeguarsi alle richieste di paesi e mercati diversi. “In passato – spiega il Ceo di Amplifon – si facevano piani quinquennali o triennali. Oggi è tutto più volatile: la domanda non è mai costante, i consumi sono soggetti alla crisi, alla pubblicità e ad una serie di dinamiche che vanno comprese e gestite. Sul fronte del people intensive, si lavora con tante persone quindi il successo è prima di tutto legato alla necessità di trovare un giusto e premiante sistema di fidelizzazione della clientela. Il terzo livello è dato dal doversi adeguare a Paesi, mercati e abitudini differenti”. In linea con quanto emerso dalla ricerca di IBM, anche per Moscetti la creatività resta la strategia migliore a cui affidarsi. “Bisogna essere creativi nel senso di essere innovativi e intraprendere i bisogni emergenti organizzandosi in maniera adeguata e facendo il possibile per essere competitivi e seguire soprattutto le innovazioni tecnologiche”. Amplifon oggi è il leader mondiale nella commercializzazione ed applicazione personalizzata degli apparecchi acustici con una quota di mercato dell’8% e una presenza consolidata in 14 paesi; nel 2008 Amplifon ha venduto più di 560.000 apparecchi acustici con un ricavo consolidato di 641 milioni di euro.

L’adeguamento ai tempi e ai mercati è passato prima di tutto dalla tecnologia. “Nel corso degli anni siamo passati dalle protesi preistoriche e analogiche a quelle digitali con una micronizzazione dei componenti per arrivare a una quasi invisibilità delle protesi stesse – spiega Franco Moscetti -. Abbiamo inoltre rinnovato l’aspetto delle abitudini di acquisto cambiando la localizzazione dei negozi che sono stati spostati dai secondi piani dei palazzi, come fossero studi medici, ai piani terra, sul fronte strada. Sono stati resi più attraenti lanciando come messaggio quello di una migliore qualità di vita”. Nella gestione della complessità e quindi nella promozione di quella creatività da applicare alla gestione aziendale un ruolo centrale è giocato, appunto, dalla figura dei Ceo: “Le aziende nel bene o nel male sono come una squadra di calcio: hanno dei giocatori, un allenatore che può cambiare nel tempo e un amministratore delegato che deve sempre essere credibile, coerente e convincente. Deve sapersi esporre in prima persona su questi problemi. Deve essere insomma il primo creativo dell’azienda, sapendo valorizzare le risorse che ha a disposizione. Per quanto mi riguarda, da sempre, lavoro molto sulle risorse umane: chi opera con me non deve assolutamente essere uno yes man ma deve confrontarsi ed essere un grande professionista”.

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