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Economy

L’illegalità costa 10,5 miliardi di euro alle imprese lombarde

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Falsi in bilancio, reati societari, contraffazione, ma anche corruzione sono tra i problemi maggiormente sentiti dalle imprese lombarde alle quali l’illegalità costa 10 miliardi e mezzo di euro all’anno. E nel frattempo si pensa all’introduzione di un “bollino blu” per le imprese virtuose

Supera i 10 miliardi e mezzo di euro all’anno il danno dovuto all’illegalità per le lombarde, circa 13 mila euro a impresa. In un focus sulle imprese lombarde, esclusa Milano, pesano di più falso in bilancio, reati societari, contraffazione e concorrenza sleale: sono infatti il problema maggiormente sentito per il 39% delle imprese mentre, come conseguenze, più forti nel resto della Lombardia, Milano esclusa, l’abbassamento del margine di guadagno (25,4% delle risposte) e i minori investimenti (15,7%).

Il 61% è molto favorevole alla proposta di un “bollino blu” da assegnare alle imprese virtuose. Emerge da un’indagine della Camera di commercio di Milano su oltre 100 imprenditori lombardi, esclusi i milanesi per i quali è stata condotta un’analoga indagine, a settembre 2010. Nuove norme in materia di responsabilità delle imprese: maggiore certezza, flessibilità, efficacia, a vantaggio dell’economia. Oggi in Camera di commercio si discute del disegno di legge di modifica del decreto legislativo 231/2001 in materia di responsabilità amministrativa degli enti. Del progetto di modifica, che tra l’altro prevede una certificazione per le imprese virtuose, se ne parla alla presenza, tra gli altri, di Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, di Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano, di Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, Roberto Pinza coordinatore del progetto di ricerca dell’Arel, Agenzia di Ricerche e Legislazione, Claudio De Albertis, membro di Giunta della Camera di commercio di Milano. L’incontro è stato organizzato dalla Camera di commercio di Milano unitamente all’Arel, agenzia di ricerche e legislazione, e PricewaterhouseCoopers.

“L’illegalità, in tutte le sue forme, è un grave danno per il sistema imprenditoriale – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano -. In particolare, la mancanza di trasparenza rappresenta per l’economia un costo significativo. Contrastarla con misure idonee ma soprattutto premiare le tante imprese virtuose che operano garantendo sicurezza e legalità significa anche sostenere la nostra competitività sia in Italia che all’estero”.

Come funziona la legge attualmente in vigore
Il Decreto Legislativo n. 231 dell’8 giugno 2001 ha introdotto nuovi principi in materia di responsabilità degli Enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da alcuni reati, fra i quali i reati contro la Pubblica Amministrazione, i reati societari, gli illeciti di abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato, i reati con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico, i reati contro la personalità individuale, i reati informatici, i reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime in violazione delle norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, nonché i reati di ricettazione, riciclaggio ed impiego di proventi di attività criminose e, di più recente, introduzione i reati di criminalità organizzata, i reati di frode in commercio, i reati di contraffazione di marchi e brevetti, i reati di violazione del diritto d’autore ed i reati di intralcio alla giustizia.
Il Decreto prevede una forma specifica di esonero dalla sopraccitata responsabilità: l’adozione ed efficace attuazione di “modelli di organizzazione, di gestione e di controllo” idonei a prevenire i reati nonché l’istituzione di “un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo” che abbia “il compito di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza dei modelli, di curare il loro aggiornamento”.

Punti salienti della proposta di modifica
1
.misure semplificate per le piccole e medie imprese: le funzioni di controllo possono essere affidate ad un soggetto interno all’ente purché in possesso di adeguate garanzie di indipendenza;
2.vengono richiesti requisiti più stringenti e puntuali nell’adozione dei modelli organizzativi;
3.il Ministero istituirà un elenco di soggetti pubblici o privati cui affidare la certificazione di idoneità del modello organizzativo adottato tramite il rilascio di un cosiddetto “bollino blu”, per le imprese questa modifica introdurrà un elemento di maggiore chiarezza nella definizione e ripartizione delle responsabilità. Uno volta ricevuto il bollino blu spetterà al Pubblico Ministero l’onere di provare il difetto organizzativo o l’inefficacia del modello da cui è derivato il reato;
4.infine, nel caso in cui l’impresa o l’ente abbia adottato un modello, che ha ottenuto la certificazione di cui sopra, non si applicano a titolo di misura cautelare, le sanzioni interdittive. Quindi in caso di reato l’attività dell’ente o dell’azienda non si paralizza, l’ente o l’azienda sono esonerate dalle misure cautelari più gravi come l’interdizione dai rapporti con la Pubblica amministrazione, fino alla decisione della sentenza.

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