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Personaggi

Quando il matrimonio diventa un business

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angelo_gariniIntervista a Angelo Garini, il più famoso wedding planner d’Italia. Per lui l’organizzazione di matrimoni è diventato un vero e proprio business

Principesco o essenziale, in una località glamour o nella villa di famiglia, con tanti invitati o riservato ai familiari. Il giorno del matrimonio è un momento indimenticabile e il compito di Angelo Garini è quello di idearlo esattamente come gli sposi se lo sono sempre immaginato e se è possibile, più bello ancora. Abbiamo incontrato Angelo nel suo studio di Milano, un accogliente salotto dove conversare tra confetti, alzatine e libri e ci siamo fatti raccontare la ricetta del matrimonio perfetto, almeno per un giorno.

Lei è architetto quali sono le affinità tra l’interior design e l’arte del ricevere?
Il fil rouge che caratterizza il mio lavoro è lo spirito creativo che non pone limiti alla ricerca del bello. Io ho un’idea rinascimentale dell’architettura fondata sull’equilibrio degli elementi.
Ad esempio, per me la tavola è la massima espressione dell’”architettura da camera”, cura di ogni dettaglio, studio degli spazi e ricercatezza nella scelta dei fiori, emblema della bellezza.
Quello che faccio, insomma, è mosso dalla voglia di realizzare qualche cosa di unico.

Cosa rende speciale il giorno del sì e cosa non può mancare?
Direi fiori e musica il tutto magistralmente studiato da una regia attenta. Ogni dettaglio durante il matrimonio fa la differenza e vale la pena di essere pensato e calibrato a seconda delle esigenze.

Che tipo di persone si affidano a lei?
I miei clienti sono persone che, indipendentemente dal budget che hanno a disposizione, vogliono realizzare un momento davvero unico. Il matrimonio è rimasto ancora un evento di rappresentanza sociale, un momento dove non solo gli sposi, ma anche le famiglie si espongono e vogliono che tutto sia perfetto.

Le è capitato di rifiutare un lavoro perché le richieste degli sposi non erano di suo gusto?
Diciamo che chi si affida a me sa esattamente ciò che vuole e ciò che io posso offrigli. Nessuno sceglie di venire alla Garini Immagina a scatola chiusa.

E’ più difficile soddisfare le esigenze della sposa o capire quelle dello sposo?
In realtà il rapporto è paritario.La differenza fino a qualche anno fa la faceva la figura della mamma della sposa. Tranne in qualche famiglia davvero altolocata dove la signora ha mantenuto questo ruolo, oggi non è più presente se non nella fase finale ovvero durante il giorno del matrimonio stesso.

Da cosa prende ispirazione per i suoi eventi?
Sono la location e l’ambiente a fornire ispirazione. La scelta a quel punto sta nell’optare per soluzioni in accordo e contrasto. Diciamo che a differenza di qualche tempo fa il tema per il grande giorno deve essere il matrimonio stesso. Le scelte stilistiche che si fanno sono legate al gusto e alla ricercatezza ma il fulcro deve restare il momento indimenticabile dei due sposi.
Lavorando in tutta Italia molto spesso gli sposi arrivano da me con la scelta della villa per il ricevimento o della Chiesa per la funzione già opzionati, a me non resta che ascoltarli e trasformare il tutto esattamente come se lo erano immaginati, con qualche tocco magico in più.

Ogni evento ha la sua storia, ha qualche aneddoto davvero particolare da raccontarci?
Di episodi stravaganti ce ne sono molti. Per un matrimonio a Venezia ci siamo fatti recapitare la torta direttamente da New York, i due sposi americani non potevano proprio farne a meno. Un’altra volta invece ho organizzato un matrimonio a Alagna in Val Sesia e solo la mattina dell’evento, quando hanno consegnato la wedding cake, ho scoperto che esiste Alagna anche in provincia di Pavia. Per fortuna il largo anticipo ci ha salvato e gli sposi non si sono accorti di nulla.
Un ultimo aneddoto è legato all’ultimo matrimonio che ho organizzato a Capri, dislocato in 4 location diverse. Gestire gli spostamenti degli ospiti non è stato semplice ma il risultato, impagabile. Diciamo che tutto è possibile.

Che caratteristiche deve avere un wedding designer?
Le caratteristiche imprescindibili per chi vuole fare questo lavoro sono la creatività, la capacità empatica e la pazienza.
Il wedding designer deve essere una guida per i futuri sposi ma io dico sempre che deve camminargli di fianco perché le scelte, seppur indirizzate, devono essere loro.

Cosa significa eleganza per lei?
Essere senza apparire ecco che cos’è per me l’eleganza. E’ un modo di vivere che ti porta a ricercare la bellezza in ogni momento e a trasformare ogni cosa, anche la più semplice, in un momento glorioso.

Francesca Zottola

A cura di Luxgallery

 

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