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Tecnica e arte, il mestiere dei torcedores

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La descrizione e il culto della lavorazione manuale del tabacco che dà vita ai sigari. Tradizione e passione si mescolano a esperienza e rigidi controlli: ecco lo stile della maison elvetica raccontato da Enrico Della Pietà, Brand manager di Davidoff per International Tobacco Agency

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Dopo esserci soffermati sull’arte dell’essicazione e della miscelazione del tabacco, in questo numero raccontiamo quello che potremmo definire un vero e proprio culto della lavorazione del sigaro. Un procedimento a metà tra arte e scienza, tra passione e ragione, dove ogni gesto è scandito da ritmi precisi, tecniche rigorose e straordinarie emozioni.

Questo è lo stile Davidoff dove ogni dettaglio produttivo è rigorosamente controllato e pianificato. Il tabacco già pronto per essere lavorato e trasformato in sigari arriva in CiDav (acronimo di Cigarros Davidoff), una magnifica struttura in stile coloniale, inaugurata a Palmarejo nel 1998 per rappresentare al massimo la filosofia produttiva di questo marchio di fama mondiale. In questa struttura, attrezzata con validissimi torcedores e sottoposta ad un continuo e maniacale trattamento igienico, vengono create le marche di proprietà della maison elvetica che tutti i fumatori conoscono (parliamo quindi di Davidoff, Wiston Churchill, Avo Uvezian, Griffin’s, Zino Platinum, Zino Classic, Bundle Selection e delle preziose Edizioni Limitate etc…). Qui avviene la lavorazione e la miscelazione del tabacco secondo procedimenti che mescolano tradizione e arte con le più ricercate tecniche di controllo qualità. Sulla base di precise esigenze organizzative, tutto il tabacco che entra in fabbrica viene analiticamente classificato per tipologia, zona di provenienza e qualità. Dopo la fumigazione, il tabacco fa il suo ingresso in “cucina”, cuore pulsante dell’intera struttura produttiva. Qui, su un lungo tavolo, le foglie vengono prima divise per tipologie, caratteristiche, provenienza e invecchiamento, quindi vengono assemblate in piccoli mazzi. Ma non si tratta di semplici fasci di foglie. Ognuno di essi, supervisionato da sapienti miscelatori, è destinato a comporre la tripa di un sigaro ben preciso e le foglie assemblate in questa stanza non si separeranno più fino alla produzione di diverse e preziose linee di sigari che tutti conosciamo. Nella fabbrica i torcedores lavorano con la stessa maniacale precisione degli orologiai svizzeri.

L’operazione di confenzione del sigaro consiste innanzitutto nell’arrotolare la miscela di foglie da ripieno in una sottofascia che consente di creare la cosiddetta pupa. Successivamente, la pupa viene inserita in un “molde” (stampo, in spagnolo), che è differente a seconda del formato e che le conferisce una particolare forma grazie a una pressa azionata a mano. Le fasce esterne, invece, dopo essere state selezionate e tagliate a regola d’arte, vengono avvolte con una calibrata pressione intorno al ripieno e alla sottofascia. E’ una fase delicatissima: questa operazione richiede infatti grande accuratezza perché serve a garantire al sigaro un tiraggio uniforme che altrimenti ne pregiudicherebbe la qualità. Alla fine, la testa del sigaro viene sagomata con maestria utilizzando il medesimo pezzo della fascia esterna e poi il sigaro viene tagliato nella lunghezza desiderata. Ogni singolo sigaro prodotto da Davidoff viene controllato manualmente da un supervisore e ogni minimo difetto ne determina lo scarto. La gloria o il declino di un sigaro passano attraverso gli abili gesti di questi straordinari artigiani e la selezione è severissima. Per questo, ogni sigaro Davidoff racchiude la storia, l’arte e il piacere di questo mondo straordinario al di là dell’oceano.

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