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Editoriali

Editoriale di Mauro Milesi – B&G numero 15 – Ottobre – Novembre 2010

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Expo 2015, eppur si muove

Eppur si muove. Dopo l’entusiasmo dei primi tempi e le successive infinite problematiche,l’expo 2015 di Milano compie finalmente un passo avanti. In un Paese abituatoalle complicazioni e alle lungaggini era ragionevole pensare che anche questo importante evento non facesse eccezione. In particolare, le liti sulla concessione dei terreni avevano suscitato nei mesi scorsi nuove preoccupazioni. Fortunatamente,in extremis, è arrivato il via libera del Consiglio generale della Fondazione Fiera Milano che ha confermato la disponibilità incondizionata delle aree del sito espositivo,così il Bie (Bureau International desExpositions) ha accolto favorevolmente il dossier di registrazione di Expo 2015 presentato a Parigi.

Adesso la prima data importante a calendario è il 23 novembre: dopo aver valutato compiutamente tutti gli incartamenti, il Bie si pronuncerà definitivamente sulla registrazione ufficialedell’Expo 2015. Insomma, il tempo per scherzare è finito, occorre rimboccarsi le maniche. Questo via libera diventa il nuovo punto di partenza per inserire la chiave e accendere finalmente il motore della macchina organizzativa. Cosa non da poco, perché questa macchina dovrà avere conducenti decisi e sicuri,una meccanica oliata e affidabile, un percorso ben definito nei modi e nei tempi. Tempi e modi non sono un dettaglio, ma la sostanza su cui basare concretamente l’intero processo. Ci aspettiamo una “scaletta”in cui siano ben definiti tutti i punti  e un programma che ne chiarisca i metodi esecutivi. Nell’interesse di tutti, non solo di Milano, della Lombardia e del Paese,ma anche degli operatori interessati, delle aziende e delle nazioni coinvolte e di quelle potenzialmente pronte a farsi avanti.

Come ha detto il direttore generale dell’Expo,Giuseppe Sala, è il momento di “fissarele regole d’ingaggio” per i partecipanti interessati all’evento e, successivamente, direndere operativi i contatti con le imprese fornitrici e gli sponsor. Intanto il tempo stringe e ci auspichiamo che questa fase sipossa concludere a breve, al massimo entrola fine dell’anno. Però c’è anche una questione di qualità. Dopo le promesse, sembrano spegnersi le intenzioni di avviare concorsi di progettazione d’architettura per le costruzioni della kermesse milanese. Anche in questo caso sarebbe una questione di tempo. Che nonc’è. Si procederà per gare d’appalto e anchese la Direzione Infrastrutture e Costruzioni dell’Expo 2015 assicura la salvaguardia della qualità grazie a un preliminare di indirizzo, qualche perplessità rimane. Soprattutto ci pare l’ennesima occasione persa. Perché un challenge tra progettisti e architetti di tuttoil mondo avrebbe certamente offerto valore aggiunto, innovazione, creatività, eccellenza,oltre che un ulteriore ritorno mediatico. Proprio in tema di appalti va sottolineata un’altra preoccupazione. Quella sulla vigilanza e sulla trasparenza delle aziende coinvolte. Ci auguriamo che l’Expo possaessere la piattaforma ideale per dare un nuovo esempio al Paese, per dimostrare che, quando c’è volontà e organizzazione,si possono fare le cose bene, tenendo lontane le unghie affilate della speculazione e della criminalità. Per questo è importante che possa nascere quanto prima una commissione di controllo sugli appalti che coinvolga prefettura, magistratura, Guardia diFinanza e tutte le istituzioni coinvolte alfine di avviare un percorso di prevenzione, evitando di correre ai ripari troppo tardi.

C’è anche il problema dei capitali da investire.Ovviamente la crisi non aiuta egli attori privati coinvolti – come nel casodi Fondazione Fiera e dei fratelli Cabassi- dovranno fare alla svelta i propri conti. Insomma, la “macchina Expo” ha finalmente acceso i motori, ma il ritardo accumulato, una eventuale riduzione dei finanziamenti e dei capitali investiti, probabilmente costringerà a ridimensionare la portata di questo evento. Noi, ovviamente,saremo felici di essere smentiti.

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