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La storia e lo sviluppo della tecnologia QR Code, inventata negli anni Novanta e arrivata oggi al grande boom. Ne parliamo con Giulia Baraghini, Presidente di QR Code Italia

Un codice a barre quadrato, dove si possono inserire diverse informazioni. Una nuova tecnologia nata per accedere velocemente a contenuti internet utilizzando lo “scatto” di uno smartphone. Stiamo parlando di QR Code e proprio per la divulgazione e standard d’utilizzo di questa innovazione è nata QR Code Italia, Associazione di riferimento tematica che collabora alla definizione di progettualità pubbliche e private su tutto il territorio nazionale.

Impegnata in ambiti tra loro assai eterogenei dall’editoria, all’advertising e marketing, dagli enti alle istituzioni e alle università, ha costituito al proprio interno altrettante aree di sviluppo e studio. Insieme a Giulia Baraghini, Presidente di QR Code Italia, parliamo del QR Code e delle sue applicazioni

QR Code, una tecnologia nuova o un’apertura ad orizzonti diversi, grazie all’Hi-Tech?
Parlare di QR Code vuol dire svelare i segreti di un piccolo e semplice codice binario racchiuso in un quadrato, apposto o stampato su un tradizionale mediadi tipo analogico (un muro, un giornale, un biglietto da visita, un prodotto), capace nella sua disarmante linearità grafi ca di dare vita a infi niti rinvii e rimandi, ad approfondimenti contenutistici e servizi creati da chi pubblica o divulga il QR Code stesso. La tecnologia che sta dietro al QR Code è datata alla metà degli anni Novanta, ma in realtà è nel 2010 che è esploso il grande boom, grazie alla diff usione sempre più capillare ad un pubblico assolutamente eterogeneo e non solo di manager e professionisti, degli smartphone indiscussa porta di accesso per la sua fruizione. Attraverso un semplice scatto fotografi co e un soft ware installato sul proprio telefono cellulare è possibile accedere tramite la connessione Internet a siti web, video, fi le audio o immagine: un’applicazione dalle vastissime opportunità di utilizzo che consente l’accesso ai contenuti con modalità interattiva utilizzando lo smartphone come un blocnotes da cui non ci separiamo mai. Ad oltre 15 anni dalla sua invenzione, il QR Code vede oggi una piena maturità, nell’era dei social network, di Facebook e dei blog e si ritaglia a pieno titolo un posto nel mondo del web 2.0 dinamico e personale, costruito da utenti sempre e ovunque connessi, dal loro background, dalle loro cyber-vite e dalle loro richieste di informazioni.

Quali sono i potenziali utilizzi di questo sorprendente piccolo quadratino, che vediamo con sempre maggiore frequenza nel nostro quotidiano?
Le applicazioni funzionali sono mille e più, dai beni culturali in senso lato all’arte, dalla sanità alla scuola, dai trasporti allo shopping ai concorsi. Capiterà di trovare questo “metalinguaggio” sempre più applicato a risvolti di vita per ora inusuali, e ciò probabilmente creerà anche dei mood e delle scelte di consumo potenzialmente più consapevoli: si pensi alla curiosità di conoscere più a fondo il contesto produttivo o la filiera di un alimento ancor prima di depositarlo nel carrello della spesa. In Italia l’utilizzo è stato abbastanza soft negli anni 2000. Si è di fatto registrato nel 2010 un notevole aumento del suo utilizzo, con applicazioni in svariati settori. Qualche esempio: in ambito editoriale Gazzetta dello Sport ha innovato a colpi di marketing il settore della carta stampata, fornendo al lettore con un apposito QR Code i video delle gesta sportive dei propri beniamini, facendo delle pagine rosa un media interattivo, in cui la passione sportiva può essere goduta a tutto tondo; nel mondo vinicolo le Dinamic Wine Labels le etichette di avveduti produttori, che strizzando l’occhio alla tecnologia, quasi a dispetto della notoria ricercatezza stilistica e d’immagine delle etichette, forniscono tramite la stampigliatura di un QR Code, informazioni aggiuntive sull’azienda, l’annata, i vitigni. Al ristorante o in enoteca, un valido aiuto per la propria cultura vitivinicola e per aff rontare con piacere e consapevolezza la degustazione e l’acquisto. Un breve excursus all’estero ci fa pensare a Pepsi in Danimarca e McDonald’s negli States, che hanno realizzato in modo indipendente delle campagne pubblicitarie contenenti QR Code: col semplice click dello scatto fotografi co l’utente ha potuto usufruire di buoni sconto, piuttosto che di informazioni su eventi sponsorizzati o dati nutrizionali. Tutto naturalmente in pochi secondi sul display del proprio telefonino! Per concludere: in occasione degli ultimi Giochi Olimpici Invernali di Vancover 2010, le città canadesi, da Toronto a Montreal sono state colorate da affi ssioni rese interattive dal QR Code: in quella occasione si è scatenato un eccezionale “eff etto passaparola” e si sono moltiplicate le adesioni alle off erte speciali e ai concorso promossi. Interessantissimo utilizzo nell’ambito della cultura è dato dalle edizioni di orientamento del Network delle Università Italiane che lo utilizzano estensivamente per rinviare all’off erta formativa di Università e Master, in modo da avvicinare il target giovane tramite una fruibilità esponenziale dei contenuti.

Quale apporto può dare QR Code alla Comunicazione e al Marketing?
QR Code è uno strumento eccezionale e duttile e può divenire un’importante leva competitiva di grande interesse. Ad oggi le già numerose declinazioni di QR Code vengono da alcuni rubricate tra quelle di proximity marketing per necessità di allocarle sotto un cappello già noto. Certo è che con QR Code sembrano essere maggiormente rispettati i diritti dell’utente che non riceve passivamente un’informazione (ad es. perché passa al tale numero civico di una via con la funzione bluetooth inopinatamente attiva), ma con l’atto volitivo dello scatto e dell’operosità per ottenere l’informazione si concretizza il “consenso informato”, punto cardine di tutta la legislazione italiana dettata in materia dal Garante della protezione dei dati personali. Di fatto l’utilizzo di QR Code sta diff ondendosi sempre più e una piccola grande rivoluzione sta contagiando marketing, pubblicità e grande distribuzione, ma affi nché tutto non passi per un fatto d’immagine, di modernità, di un’operazione maquillage fine a se stessa l’uso dei QR Code deve puntare a contenuti seri e fruibili, nel rispetto dell’utente, della spesa di connettività che vi è alla base e della richiesta consensuale per l’erogazione di informazioni o servizi: per quanto, dunque, si tratti di un tecnologia “free” è indubbio il dovere per progettisti, creativi ed operatori della comunicazione di dare vita a contenuti sempre all’altezza delle richieste dell’utente. L’Associazione Qr Code Italia si affi anca pertanto ad imprese ed enti nell’ideazione e perfezionamento delle progettualità a scopo divulgativo, di interazione, di archivio, conducendo per mano al corretto utilizzo di questa tecnologia secondo i corretti standard di fruizione di cui si fa portavoce e di cui è referente per il mercato italiano.

Qr Code Italia
Il Qr Code nasce nel 1994 ad opera di Denso Wave con lo scopo di soddisfare la tracciabilità dei pezzi di automobili nelle fabbriche di Toyota: la sua fi – nalità era quella di contenere una molteplicità di informazioni maggiore rispetto al codice a barre. L’applicazione immediata fu in ambito della gestione delle scorte a livello industriale e dall’inizio degli anni 2000, dopo il rilascio della tecnologia QR Code con licenza libera, ha preso piede dapprima in Giappone e poi nel resto del mondo con declinazioni in svariati campi. QR Code oggi è una tecnologia in grande sviluppo e la sua aff ermazione segue da vicino le sempre più numerose applicazioni del mobile nella vita quotidiana e il pervasivo diff ondersi di smartphone, dotati di fotocamere evolute. Il QR Code (Quick Reponse Code), un semplice codice binario formato da quadratini variamente composti può memorizzare fi no a 4.296 caratteri di testo oppure 3 Kb a 8 bit ed è leggibile da qualsiasi telefono cellulare o smartphone dotato di fotocamera (per eff ettuare lo scatto), di soft ware dedicato residente (per l’eff ettiva lettura del codice) e di una connessione Internet attiva, per la fruizione del contenuto.

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