close
Economy

Più spazio a donne e giovani

spazio_donne_giovani

Continua lo speciale di B&G dedicato all’evoluzione del mercato del lavoro. A porre l’accento sulla necessità di mettere in gioco la forza lavoro ancora poco utilizzata, e cioè le donne e i giovani, è Tito Boeri, docente di economia del lavoro all’Università Bocconi di Milano

Speciale Mercato del lavoro – Parte seconda

Uno squilibrio troppo forte tra offerta dei laureati e domanda delle imprese. Un punto su cui Tito Boeri, docente di economia del lavoro all’Università Bocconi di Milano, ha voluto mettere l’accento. Se da una parte infatti c’è un eccesso di laureati in facoltà quali Scienze Politiche, Sociologia, Psicologia, Biologia, Agraria, Architettura, Lettere e Lingue, sul fronte del lavoro si assiste a un aumento della domanda per Chimica, materie giuridiche, medico-sanitarie, Economia, Ingegneria.

“Ci sono posti vacanti nei servizi e per la manodopera specializzata – sottolinea il professor Boeri -. La situazione che si è venuta a creare è una conseguenza della globalizzazione, della terziarizzazione e della maggior competitività a livello globale”. Cosa dare? Per il docente della Bocconi bisogna agire sul sistema formativo, università in primis. “Non c’è mai stata una vera riforma universitaria. Non esiste meritocrazia e le facoltà vengono scelte in maniera ancora troppo superficiale. Se al contrario la scelta fosse percepita come un vero investimento e si recepissero le effettive domande del mercato, arriveremmo alla qualità”.

Boeri chiama in causa anche un secondo campo d’azione, ergo la forza lavoro “ancora inutilizzata”, le donne e i giovani. “Non mi preoccupo del declino demografico della forza lavoro ma delle donne e dei giovani che restano ancora sottovalutati, nonostante siano la fascia più istruita. Bisogna cambiare le regole di ingresso nel mondo del lavoro e dare spazio a loro”. Il problema tutto “italiano” resta “la mancanza di eccellenze”. “Abbiamo bisogno di un salto di qualità – conclude Tito Boeri -. Oggi prevale un mondo che non ci fa competere”.

Vai alla prima parte >>
Vai alla terza parte >>

Vai alla quarta parte >>

Business&Gentlemen

The author Business&Gentlemen