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Economy

Le imprese lombarde chiedono il federalismo

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I più federalisti sono gli imprenditori di Varese (68,3%) e Como (63,8%). E per oltre il 90% degli imprenditori lombardi la crisi ha avvantaggiato mafia e ‘ndrangheta offrendo un più “facile credito” e possibilità di commesse e lavoro

Più della metà delle imprese lombarde chiede il federalismo per contrastare il fenomeno delle organizzazioni criminali di stampo mafioso in Lombardia. Un fenomeno che preoccupa soprattutto in relazione alla crisi che, per oltre il 90% degli imprenditori lombardi, ha avvantaggiato mafia e ‘ndrangheta offrendo un più “facile credito” e possibilità di commesse e lavoro.

E per circa la metà degli imprenditori lombardi una maggiore trasparenza nella Pubblica Amministrazione è il mezzo più efficace per arginare la tentazione di scendere a patti con mafia e ‘ndrangheta, anche se quasi 1 imprenditore su 3 ritiene che un presidio del territorio da parte delle Forze dell’Ordine funzioni da deterrente contro le infiltrazioni a stampo mafioso. I più convinti del federalismo come ricetta anti-criminalità sono gli imprenditori di Varese (68,3%) e Como (63,8%), mentre a Milano e a Monza si punta sulla trasparenza nella P.A. e al presidio delle Forze dell’Ordine. Edilizia (64,3%), immobiliare (11,9%) e il new business rifiuti (12,3%) sono i settori più “permeabili” a infiltrazioni e collusioni. E’ quanto emerge dalla indagine “Economia, crisi e illegalità” condotta dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, che ha coinvolto circa 1000 imprese lombarde. “Un territorio che fa della legalità il valore, e si impegna a tutelarla in ogni suo aspetto, è un territorio ricco che attrae investimenti “veri”, “buoni” ed impresa – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza –. In questo momento tra crisi e ripresa, come istituzione non possiamo permetterci di abbassare la guardia, ma dobbiamo continuare a rafforzare la rete della legalità per sconfiggere ogni forma di illegalità che danneggia i cittadini e le imprese del territorio.” L’origine e le conseguenze delle organizzazioni criminali a stampo mafioso in Lombardia  La maggioranza degli imprenditori lombardi crede che la presenza delle organizzazioni criminali di stampo mafioso in Lombardia sia un fenomeno favorito dalla infiltrazioni della malavita nella Pubblica Amministrazione per ottenere appalti (49,8%). Per più di un imprenditore lombardo su quattro (27,3%) si tratta di un fenomeno naturale, legato alla ricchezza economica della Regione. Il 13,4% infine, ritiene che mafia ed ‘ndrangheta nel Nord del Paese siano derivate dalla presenza di detenuti al confino nel passato. Solo il 2,7% degli imprenditori lombardi pensa che si tratti di una campagna mediatica fatta dai giornali e dalle televisioni. I più convinti delle infiltrazioni della malavita nella Pubblica Amministrazione sono i bergamaschi (52,9%) e i milanesi (50,5%). Mentre gli imprenditori di Varese e Monza e Brianza ritengono che le organizzazioni criminali di stampo mafioso siano un fenomeno legato alla presenza di detenuti al confino nel passato (rispettivamente 20,7% e 20%). La principale conseguenza delle infiltrazioni mafiose consiste per gli imprenditori lombardi nel danno economico per l’intero sistema socio-produttivo (82,7%), come del resto pensano che mafia e ‘ndrangheta danneggino l’immagine del territorio (13,3%).


La crisi e le organizzazioni criminali a stampo mafioso. Il fenomeno delle organizzazioni criminali preoccupa soprattutto in relazione alla crisi che, secondo gli imprenditori lombardi, ha avvantaggiato mafia e ‘ndrangheta offrendo un più “facile credito” (57%) e possibilità di commesse e lavoro (35,7%).
Del resto il 33% delle imprese lombarde ritiene che gli imprenditori collusi con mafia e ‘ndrangheta “cedano” per non chiudere l’attività, sebbene la maggioranza creda che le collusioni non siano frutto di necessità, ma siano invece causate dalla voglia di incrementare il proprio giro d’affari.  A credere maggiormente che la mafia offra un più facile credito sono gli imprenditori di Monza e Brianza (60,6%), Como (63,8%) e Bergamo (61,8%). I mezzi per contrastare le organizzazioni criminali a stampo mafioso. Circa la metà degli imprenditori lombardi chiede una maggiore trasparenza nella Pubblica Amministrazione per contrastare il fenomeno delle organizzazioni criminali a stampo mafioso, anche se quasi 1 imprenditore su 3 ritiene che un presidio del territorio da parte delle Forze dell’Ordine funzioni da deterrente contro le infiltrazioni a stampo mafioso. Così come è importante per 1 imprenditore su 5 il ruolo delle associazioni di categoria e delle istituzioni locali.  Gli imprenditori di Brescia (58,3%), Como (52,2%) e Varese (51,2%) sono quelli che chiedono di più una maggiore trasparenza nella P.A., mentre a Bergamo (30,4%) e a Monza e Brianza (30%) sono le Forze dell’Ordine a rappresentare il mezzo più efficace per arginare il fenomeno di mafia e ‘ndrangheta.  Anche il federalismo rappresenta un rimedio utile contro le organizzazioni criminali per circa la metà delle imprese lombarde, e addirittura il 6,4% crede che sia capace di annullare completamente il fenomeno. Il federalismo non incide su mafia e ‘ndrangheta per il 37,2% dei lombardi e il 6,9% pensa addirittura che le riforme a stampo federalistico possano aggravare la situazione. I più federalisti sono gli imprenditori di Varese (68,3%) e Como (63,8%).
I settori dove operano maggiormente le organizzazioni criminali. Edilizia (64,3%), immobiliare (11,9%) e rifiuti (12,3%): questi i settori in cui, secondo gli imprenditori lombardi, operano di più le organizzazioni criminali a stampo mafioso. A Monza e Brianza gli imprenditori vedono nell’edilizia il settore dove le infiltrazioni sono più diffuse (74,4%), mentre a Brescia quasi 1 imprenditore su 5 crede che il new business dei rifiuti sia quello più permeabile a mafia e ‘ndrangheta.

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