close
Economy

Turismo d’affari, Milano tra le prime città

turismo_affari

Il turismo d’affari e congressuale genera a Milano un giro di affari di 2,6 miliardi di euro, pari a 86 mila posti di lavoro sul territorio. E fare affari a Milano conviene: al 15° posto, non è tra le città più costose per i businessman

Sono un esercito di 3,5 milioni di visitatori all’anno (pari al 70% del numero complessivo di turisti), si fermano in media 2 notti e spendono al giorno quasi 370 euro. E’ questo l’identikit del turismo d’affari a Milano (incluso il turismo congressuale e legato alla fiera). Il fatturato generato è di quasi 2,6 miliardi di euro, una cifra di business in grado di mantenere in media oltre 86 mila lavoratori a Milano, ovvero un posto di lavoro sul territorio ogni 41 turisti.

E ai businessman fermarsi a Milano per fare affari conviene. Se consideriamo la fascia più alta del turismo d’affari, in media una giornata a Milano costa 527 euro, lontano dagli 886 euro di Mosca, dagli 865 euro di Francoforte o dai 850 euro di Hong Kong. Anche Roma più cara di Milano per fare affari, con un costo giornaliero di 530 euro. Tra le 51 città più importanti per fare business al mondo, Milano è al 15° posto per il costo del soggiorno nella fascia business, guadagnando di competitività rispetto al 2009 (era al 10° posto). E il settore del turismo cresce a Milano: in un anno le strutture ricettive attive sul territorio sono cresciute del 5,5%, arrivando a 850 unità (di cui 668 alberghi). In particolare, si sviluppa l’offerta di soluzioni turistiche per soggiorni brevi o economicamente meno impegnativi come bed and breakfast e residence, (+19,6%) e gli alberghi (+4,2%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese e su dati provenienti dall’Economist Intelligence Unit – Economist. L’indice complessivo è calcolato tenendo presente il costo di 6 categorie (una notte in albergo, una cena di lavoro per due, un pranzo per uno, due viaggi di 5 km in taxi, l’acquisto di un quotidiano straniero, un drink in un hotel di lusso).

“Il turismo d’affari e congressuale – ha dichiarato Remo Eder, consigliere della Camera di commercio di Milano per il settore turismo – rappresenta un indotto importante per Milano, con ricadute in settori diffusi e significativi legati all’accoglienza e connessi con la vivibilità della città. La manifestazione BIT rappresenta una opportunità in questo senso per poter valorizzare sempre più questo segmento che ha un impatto particolare nel contesto dei flussi turistici. Un ambito, quello del turismo business e congressuale, su cui continuare a puntare per la valorizzazione di un comparto che è già un punto di riferimento a livello internazionale, anche in vista della costruzione del centro congressi a Milano più grande d’Europa e che rappresenta certamente un fattore di attrattività in vista di Expo.”

Il costo del turismo di affari. Con 527 euro giornalieri Milano si posiziona al 15° posto nel 2010 tra le principali città di business nel mondo per quanto riguarda il costo di un viaggio di affari di livello internazionale. Rispetto al 2009, Milano guadagna in competitività 5 posizioni (era al 10° posto). Roma precede Milano con un costo giornaliero di 530 euro. Milano è preceduta da altre 5 città europee: Helsinki, Dusseldorf, Barcellona, Madrid e soprattutto Francoforte (con un costo giornaliero di 865 euro). Prima Mosca con 885 euro. Al terzo posto Hong Kong (850 euro), al quarto Shangai (741 euro) e al quinto New York (732 euro). Se consideriamo le singole categorie di spesa, a fare bene alle tasche di chi viaggia per affari a Milano è soprattutto il costo per un pranzo per una persona: con 24 euro, è al 48° posto su 51 città. Solo Dubai, Atene e Stoccolma meno care. Ma il capoluogo lombardo conviene anche se consideriamo il costo di un quotidiano internazionale (al 37° posto), del pernottamento in albergo (al 22° posto con 193 euro) di un drink nel bar di un albergo di lusso (al 22° posto). Milano risulta invece più cara per le cene: per cenare per due persone (due porzioni a testa, compreso il vino) si arriva in media a pagare 172 euro (al 19° posto).

Il settore del turismo a Milano. A Milano sono presenti 850 strutture ricettive attive sul territorio, il 26,1% del totale lombardo, in crescita del 5,5% in un anno (pari a 44 imprese attive in più dal 2009). Un incremento quello milanese superiore al tasso di crescita regionale e nazionale del settore che si fermano al 2,5%. La ricettività milanese offre quasi settecento alberghi, il 28,8% del totale lombardo, 24 campeggi, 116 tra bed&breakfast e residence (il 22,2% del totale regionale) e 9 imprese che si occupano di gestione villaggi turistici. In un anno il settore cresce complessivamente ma si sviluppa soprattutto l’offerta di soluzioni turistiche per soggiorni brevi o economicamente meno impegnativi come bed and breakfast e residence, (+19,6%), i campeggi (+4,3%) e gli alberghi (+4,2%).

 

 

Business&Gentlemen

The author Business&Gentlemen