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Economy

Unicredit, la ripresa riparte dall’estero

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Guardare verso nuovi mercati può essere la chiave per tornare ad avere fiducia. Lo dice il settimo rapporto Unicredit sulle piccole imprese, dal quale emerge che gli imprenditori, soprattutto coloro che svolgono attività internazionali,sono più fiduciosi

Il punto di partenza per la ripresa è l’internazionalizzazione. E’ quanto emerge dal settimo rapporto Unicredit sulle piccole imprese: un documento basato su seimila interviste ad aziende con meno di cinquanta adetti e presentato da Roberto Nicastro, direttore generale del Gruppo. Saranno gli investimenti volti all’esportazione e all’internazionalizzazione a far risparmiare e guadagnare le Pmi, con benefici per tutta l’economia italiana.

La tanto declamata ripresa ha subito un rallentamento nel 2010 ma la domanda estera ha tenuto meglio di quella interna. Così, per gli esperti il futuro del Made in Italy è nell’Export, soprattutto verso Paesi emergenti ad alto tasso di crescita. Attualmente l’Italia è al settimo posto fra i paesi esportatori, con il 70% dell’Export rivolto verso i mercati maturi dell’Europa occidentale, vendendo prodotti made in Italy di qualità.Per consolidare il posizionamento competitivo è però necessario superare limiti come quelli dimensionali, che vincolano anche la presenza sui mercati: il 47,8% delle imprese opera su un solo mercato e il 21,8% su due. Secondo l’indagine, la partecipazione a filiere globali consente alle piccole aziende di far fronte ai costi fissi, spesso elevati, associati ai processi di internazionalizzazione e quindi di affacciarsi sui mercati esteri con maggiore autonomia.

Anche se ora solo il 20,5% delle imprese internazionalizzate appartiene ad un distretto, il 16,7% ad una filiera globale e l’8,5% ad entrambe. I risultati dell’indagine UniCredit, condotta su 6000 piccoli imprenditori italiani e oltre 200 Associazioni di categoria e Confidi, dimostrano come tra giugno e settembre 2010 prevalesse ancora l’incertezza, con l’indice di fiducia sintetico che scende da 93 a 91 a causa del protrarsi delle difficili condizioni a livello globale. Per i prossimi 12 mesi però gli imprenditori si mostrano ancora fiduciosi (104 punti come prima della crisi nel 2007). Ancora meglio coloro che svolgono attività internazionale, con 107 punti, più sicuri rispetto alla solidità della propria impresa.

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