close
Varie

Vi racconto il successo di Panasonic

lamperti_panasonic

Intervista a Claudio Lamperti, amministratore delegato di Panasonic Italia, sulle nuove tendenze del mercato dell’elettronica di consumo. La storia di un colosso del settore

“Sappiamo che lo scenario economico è così complesso e diffi cile, sempre più imprevedibile e pericoloso, che la sopravvivenza di un’impresa dipende dalla quotidiana attivazione dell’ultimo grammo di intelligenza. Un’impresa può contrastare le turbolenze e le forze avverse del mercato e quindi sopravvivere solo attraverso lo sfruttamento della performance mentale di tutti i collaboratori”. Parola di Konosuke Matsushita, fondatore del colosso Panasonic, uno dei più grandi nomi per l’elettronica di consumo al mondo che oggi può contare sull’intelligenza e sul lavoro di 25mila ingegneri in tutto il mondo, capaci di brevettare ogni anno una media di 7-8 mila pezzi tra componenti e prodotti. Sono numeri che raccontano la storia di un’Innovazione all’interno del settore dell’elettronica di consumo, snocciolati e commentati dal nuovo amministratore delegato per l’Italia, Claudio Lamperti.

Qual è lo stato di salute del settore dell’elettronica di consumo?
L’elettronica di consumo sta andando molto bene; è uno dei pochi settori che continua a registrare numeri in crescendo. Da gennaio a oggi gli incrementi sono stati a doppia cifra grazie, soprattutto, a determinati eventi che hanno dato un’ulteriore spinta al settore, vedi i Mondiali di calcio. A livello di dati, fi no a fi ne ottobre la crescita si assestava attorno al 10 per cento circa. Il traino principale è sicuramente il televisore che rappresenta il 22 per cento del mercato.

In un contesto comunque favorevole su cosa punta Panasonic?
In Italia stiamo puntando sulla tecnologia del tv al plasma; su prodotti eccellenti del ramo LCD; su Lumix, il nostro brand di riferimento per le macchine digitali. Cerchiamo di non tralasciare nessun tipo di prodotto. Ci sono settori quali la cura della persona dove non siamo ancora un player molto grande ma piano piano stiamo entrando nel mercato, rendendoci visibili attraverso nuovi prodotti quali rasoi, regola barba e regola capelli. Insomma cerchiamo di rendere l’offerta più varia, puntando sulla base comune di eccellenza e tecnologia.

L’elettronica di consumo è, più di altri, soggetta a continue innovazioni e a nuove tecnologie che si alternano molto velocemente. Cosa significa per voi innovare? L’innovazione per noi è tutto, è la nostra ragione d’essere. Siamo dei produttori, non degli industriali. L’azienda vive perché ci sono 25mila ingegneri che lavorano per noi e, grazie alle loro capacità, inventano prodotti e tecnologie nuove tutti i giorni. Spendiamo il 6% circa del nostro fatturato in Ricerca e Sviluppo, una cifra che nel corso degli anni non è mai scesa. Vogliamo creare prodotti sempre nuovi per rispondere nel miglior modo possibile alle esigenze del consumatore, arrivando a soddisfare i loro bisogni e, in alcuni casi, a crearne di nuovi. Le tecnologie e i prodotti che vediamo qui in Italia rappresentano solo la punta dell’iceberg dell’intera produzione Panasonic: in Giappone infatti ci sono centinaia di prodotti che qui da noi non ci sono, alcuni penso non arriveranno mai perché restano molto legati alle caratteristiche tipiche del mercato giapponese.

Qualche esempio?
In Giappone produciamo mobili per le cucine: entrando nello showroom Panasonic infatti, è possibile scegliere i pannelli e i colori per creare la propria cucina. Oppure si possono trovare prodotti per lo stoccaggio dell’energia: i nostri ingegneri hanno creato una specie di grandi batterie che permettono di raccogliere l’energia prodotta dai propri pannelli fotovoltaici o quella comprata nelle ore in cui l’energia costa meno, così da poterla stoccare nei momenti di bisogno.

Il motto del fondatore di Panasonic, Konosuke Matsushita era: “Se qualcosa è nuovo e di buona qualità, allora lo si vende bene”. Un motto che diventa quanto mai attuale in un contesto come il vostro dove qualità e innovazione fanno la vera diff erenza….Come mettete in pratica questi due importanti e fondamentali valori?
Si tratta della “Parabola dell’acqua”. È sicuramente in motto quanto mai attuale che l’azienda ha fatto suo già nel lontano 1918. La nostra realtà vive per fare dei prodotti assolutamente innovativi, sfruttando le tecnologie più avanzate. È stato così in passato quando fu inventato il primo portalampada con presa elettrica e l’adattatore per due luci, conosciuto anche come doppia presa. Molte delle scelte e delle idee del fondatore restano attuali e importanti punti di riferimento per tutti.

Ricopre il ruolo di amministratore delegato da poco meno di sei mesi. Cosa sente di aver imparato e appreso da una realtà come Panasonic?
Panasonic mi ha trasmesso la cultura del “fare il prodotto” perché qui la cosa essenziale è produrre, costruire, realizzare. Il concetto del “fare” viene vissuto in modo quasi viscerale: si lavora per essere sicuri che tutto ciò che porta il marchio dell’azienda sia realmente la miglior espressione del prodotto.

Cosa sente di aver portato invece della sua esperienza?
Se devo pensare a un valore aggiunto portato da me penso di aver rinsaldato il legame con il mondo dei retailers e dei consumatori fi nali che Panasonic prima aveva messo un po’ da parte per privilegiare la fase costruttiva. Diciamo che ho aiutato chi a sua volta può aiutare noi a proporre le eccellenza che produciamo.

Difesa dell’ambiente e green-economy sono altri due fattori da cui non si può più prescindere. Come state lavorando su questi due fronti?
Per noi l’energia verde e la gestione dell’ecologia sono temi fondamentali tanto è vero che il nostro presidente ha annunciato che entro il 2018 dovremo diventare l’azienda numero uno nella Green Innovation Technology. E ancora prima, entro il 2012, ci siamo posti diversi obiettivi: progettare e lanciare prodotti ad alta effi cienza energetica e a basso consumo, segnalandoli con l’etichetta verde “co ideas”; ridurre l’emissione di CO2 in tutte le unità produttive di Panasonic nel mondo; promuovere impegno e coscienza ecologica tra i dipendenti e i consumatori; istruire 100mila bambini attraverso un programma ad hoc sull’importanza ecologia per la sopravvivenza del pianeta.

Cosa ha imparato della mentalità giapponese che permea l’azienda?
Sicuramente il concetto della condivisione e del “fare” puntando all’eccellenza. Qui in azienda facciamo riunioni lunghe non sottraendo tempo al lavoro perché spesso si svolgono di notte. In questi incontri si discute di tutto per arrivare a decisioni condivise da tutti. È un modo di lavorare a cui non ero abituato e che fa parte della mentalità giapponese. Sul fronte del controllo, quasi maniacale, dei prodotti, ogni elettrodomestico che viene spedito ad esempio via aerea, viene controllato dai giapponesi prima della consegna al cliente.

Quale valore aggiunto può portare invece l’Italia?
Sicuramente la creatività. I giapponesi adorano il nostro Paese e la nostra cultura. Non sono abituati al nostro modo di vivere abbastanza caotico e disordinato ma di contro sono aff ascinati dalla creatività e dalla nostra capacità di saperci adattare a qualsiasi situazione.

Il 2010 è stato l’anno del lancio del 3D. Cosa ha portato questa nuova tecnologia?
Il 3D è sicuramente una tecnologia trasversale a tanti prodotti e settori. È partito dal canale dell’entertainment legato al televisore per poi svilupparsi anche nelle fotocamere e videocamere. Il 3D può essere applicato anche al mondo dell’educational rendendo, ad esempio, più digeribili argomenti quali la geografi a o la medicina. Le cose che si possono fare sono numerose. Il 2011 vedrà il boom della tecnologia 3D e ogni giorno riscontriamo un’accelerazione esponenziale del settore: fi no a fi ne settembre si parlava di Avatar come di una materia che poteva fare vedere un fi lm in 3D. Oggi abbiamo tre televisioni, Sky, Mediaset e La7 che si contendono gli eventi in 3D. Panasonic è sponsor della trasmissione su La7 dei Cariparma Test Match di rugby, di fatto il primo evento in Italia ad essere trasmesso in diretta 3D su un canale free del digitale terrestre. Per la prima volta tre partite del torneo, Italia-Argentina (Verona), Italia-Australia (Firenze) e Italia-Isole Fiji (Modena) sono andate in onda in 3D.

Su quali altre tecnologie punterete per il 2011?
Amplieremo la gamma delle macchine fotografi che soprattutto per il segmento delle lenti intercambiabili; rivitalizzeremo la gamma delle videocamere attraverso il 3D e introdurremo grandi novità a livello di prodotto consumer. Lanceremo sul mercato nuovi modelli di televisori Led e LCD di qualità alta, a livello del plasma.

Quanti brevetti escono dagli stabilimenti Panasonic ogni anno?
Una media di 7-8mila brevetti all’anno, considerando anche la componentistica, i semiconduttori e tutti gli apparati per migliorare l’effi cienza energetica. Brevettiamo tutto quello che i 25mila ingegneri realizzano.

Da dove provengono tutti questi ingegneri?
Sono per lo più giapponesi ma molti provengono da tutto il mondo. L’obiettivo di Panasonic è quello di delocalizzare nei vari Paesi per avere un approccio più globale e meno legato al Giappone. Si pensi che gli amministratori delegati dei diversi Stati oggi sono localizzati. Fino a cinque anni fa non era così. L’obiettivo è quello di potenziare tutti gli altri mercati e passare dall’attuale 50% di fatturato realizzato in Giappone a un 45-40% , senza naturalmente diminuire il fatturato ma aumentando la produzione nei Paesi Emergenti e in Europa.

Che obiettivo di mandato si è dato?
Per quest’anno una crescita del 20% e siamo già al 30%. Anche per il 2011 e per il 2012 l’obiettivo è di aumentare del 20% ogni anno. Oggi l’Europa rappresenta l’11,7% del mercato di Panasonic e l’Italia deve recuperare un certo gap.

In che senso?
L’Italia storicamente cerca il design e il fattore estetico, a scapito spesso della funzionalità e della tecnologia. Noi produciamo prodotti eccellenti, all’avanguardia nella tecnologia ma non sempre allo stesso livello sul fronte del design e l’Italia in questo non perdona. Il nostro compito e il nostro obiettivo è quello di convincere il consumatore dell’importanza della qualità e della tecnologia che permea ogni prodotto.

Panasonic
Panasonic Italia, filiale italiana di Panasonic Corporation, è stata fondata nel 1980 e ha la sua sede principale a Milano in viale dell’Innovazione n. 3. Altri uffici commerciali e di rappresentanza sono stati aperti a Roma. L’azienda commercializza prodotti con il marchio Panasonic e fin dalla sua fondazione si ispira alla filosofia della società madre, che pone al primo posto degli obiettivi aziendali l’individuo e il soddisfacimento delle sue esigenze. Panasonic Italia impegna oltre 200 persone tra dipendenti e agenti. Grazie a una distribuzione attenta e capillare, i suoi prodotti sono oggi distribuiti da oltre 1.100 punti vendita tra i più qualificati in Italia. Panasonic Italia si è così dotata di una rete commerciale e di assistenza tecnica, capace di consigliare e assistere i propri clienti tramite un’eccezionale offerta di prodotti e soluzioni integrate per l’ufficio e il tempo libero, supportata da un collaudato ed efficiente servizio post-vendita.

Business&Gentlemen

The author Business&Gentlemen