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Ecosostenibile

Bocconi e Commissione europea insieme per discutere di energia e clima

futuro del mercato elettrico, Bocconi, Commissione Europea

L’università e l’esecutivo Ue aprono un Forum di confronto sui temi, presentato giovedì 17 febbraio in Bocconi dal rettore Guido Tabellini e dal vicepresidente della Commissione europea, responsabile per industria e imprenditoria, Antonio Tajani. Tema del primo incontro, il rilancio della competitività europea e il futuro del mercato elettrico.

Le scelte europee in tema di sviluppo sostenibile, di liberalizzazione e integrazione dei mercati e di innovazione tecnologica hanno un impatto crescente sulle decisioni pubbliche nazionali e locali e costituiscono il presupposto per politiche di rilancio della competitività nella Ue. I target del 20-20-20, realizzabili solo attraverso un mercato energetico integrato, sono al centro della nuova strategia Europa 2020 per il rilancio della crescita e dell’occupazione.

Per affrontarne la portata, lo IEFE Bocconi e la Commissione europea hanno dato vita al “Forum sulla politica europea per l’energia l’ambiente e la competitività”, una serie di incontri a porte chiuse che coinvolgeranno esperti, rappresentanti di istituzioni e stakeholder. Il Forum è stato presentato in Bocconi dal rettore Guido Tabellini e dal vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, durante il primo appuntamento incentrato sul futuro del mercato elettrico.
 
La nostra università e la Commissione europea hanno avviato questo forum”, ha detto Tabellini, “nella convinzione che questi temi abbiano ormai assunto una rilevanza che esula dai confini settoriali, con importanti ripercussioni sulla struttura industriale europea. Gli obiettivi di sostenibilità del sistema energetico richiedono oggi risposte di respiro globale e politiche di intervento che guardino al lungo periodo. Inoltre, qualsiasi strada si voglia intraprendere per assicurare uno sviluppo sostenibile dei sistemi energetici, non si possono trascurare i problemi di equità e di impatto che le scelte energetiche globali e il cambiamento climatico potranno avere sui paesi in via di sviluppo. Il Forum si propone quale strumento per contribuire efficacemente a indirizzare e governare i processi evolutivi in corso grazie a momenti di scambio e confronto tra i ! diversi stakeholder”.
 
Siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione industriale, paragonabile a quella della seconda metà del XVIII legata ad alcune invenzioni, quali la macchina a vapore”, ha detto Tajani. “Come allora, anche l’attuale graduale uscita dal carbone e dal petrolio si basa su R&S e innovazione. La posta in gioco sono mercati emergenti e la creazione di centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro qualificati. I 251 miliardi di dollari investiti nel 2010, con raddoppio rispetto al 2008 nonostante la crisi, e l’affermazione della Cina come nuova regina dell’energia verde con 51 miliardi di investimento e relativo sorpasso delle Americhe e dell’Europa, ci danno un’idea della competizione che si è aperta per la leadership sulle green tech. La politica industriale Ue punta a difendere questa leadership partendo dalla realizzazione di un vero mercato europeo dell’energ! ia“. Ricordando le conclusioni del primo Consiglio europeo sull’energia del 4 febbraio, Tajani ha inoltre aggiunto che “è emersa al massimo livello una forte volontà politica di accelerare l’apertura e integrazione del mercato da effettuarsi entro il 2014. Con conseguenze essenziali per la competitività Ue, tra cui bollette meno care per le imprese, accesso alla rete dei fornitori di rinnovabili, sviluppo di Smart grid e auto elettriche, maggiore sicurezza di approvvigionamento e creazione di nuovi posti di lavoro“.
 
La presentazione del Forum è stata anche l’occasione per avviarne i lavori: il focus di questo primo incontro è stato il futuro del mercato elettrico, partendo dalle evidenze emerse dal rapporto dello IEFE Bocconi “La generazione di energia elettrica in Italia a 10 anni dal Decreto Bersani” e dalla considerazione della fase di forte evoluzione che, oggi, sta caratterizzando i settori elettrici, evoluzione che potrebbe mettere in crisi il modello organizzativo adottato al momento della liberalizzazione.

 
 

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