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Economy

Con la guerra in Libia i Lombardi si sentono un po’ meno Europei e un po’ meno amici dei Francesi

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Con la guerra in Libia e il flusso di immigrati, gli imprenditori lombardi si sentono un po’ meno europei, lamentando forse l’assenza di una comune regia politica dell’Unione. 1 lombardo su 3, infatti, si riconosce di più come italiano e 1 su 4 come cittadino del mondo, “solo” 1 imprenditore lombardo su 5 si sente cittadino europeo, quasi al pari del forte senso di identità e di appartenenza espresso per la propria Regione (17,3%).

E tra le nazioni europee gli imprenditori lombardi si sentono “più affini” a spagnoli (29,5%) e tedeschi (25%), e un po’ meno ai francesi (19,7%), anche se i cugini di Oltralpe, insieme alla Germania, sono i Paesi europei con cui la Lombardia commercia di più: con rispettivamente oltre 23 e 35 miliardi di Euro rappresentano il 16% ed il 24% sul totale dell’interscambio commerciale Lombardia – Europa. E proprio l’Europa resta per le imprese lombarde il principale mercato di riferimento globale, rappresentando oltre il 70% sul totale dell’interscambio (oltre 147 miliardi di Euro). Meno burocrazia, più infrastrutture: queste le richieste delle imprese lombarde per essere più competitive nel mondo e sostenere la ripresa. Oltre il 65% vorrebbe una burocrazia meno costosa e più efficiente, il 15% una maggiore dotazione infrastrutturale. È quanto emerge da stime ed elaborazioni a partire dall’indagine “Monza, Lombardia, Europa”, condotta dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, che ha coinvolto circa 750 imprese lombarde.

L’Europa delle imprese è una cosa reale, è fatta di consuetudini, di partnership, di partecipazioni incrociate per competere su un mercato sempre più globale – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza – La rete delle Camere di commercio italiane all’estero, è in grado di offrire alle imprese un sostegno effettivo, soprattutto a quelle piccole e medie imprese con servizi e piattaforme dedicate in ogni Paese. La Brianza del resto è una terra a vocazione manifatturiera che ha sempre lavorato in giro per il mondo veicolando prodotti dalla qualità elevata  e contribuendo quindi alla diffusione del Made in Italy. In quest’ottica di rafforzamento delle reti lunghe costituisce certamente un’opportunità ospitare in Brianza il Forum delle Camere di commercio italiane dell’Area Europa in collaborazione con Assocamerestero.”

Questo Forum, dove le Camere di commercio italiane in Europa si incontrano a Monza, – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano – è un momento significativo di confronto per il rilancio della nostra economia oggi sempre più connessa a una realtà globale. L’Europa rappresenta il punto di riferimento per le nostre imprese, concentrando il 70% di tutti gli scambi internazionali della Lombardia. Stiamo lentamente uscendo dalla crisi, come mostra la ripresa dell’interscambio nel 2010 rispetto al 2009, con una crescita verso l’Europa del +15,7% e verso il mondo del +17,1%. Dalle imprese vengono segnali incoraggianti che vedono nelle esportazioni una delle vie fondamentali per la ripresa dell’economia, con aspettative che toccano una crescita attesa del 7%, quasi raddoppiata rispetto allo scorso anno. Ecco perché i rapporti economici con l’Europa sono il percorso da imboccare anche come istituzioni nell’ottica di una collaborazione fattiva, a partire dall’incontro internazionale di oggi”.

E di Europa, internazionalizzazione, opportunità di business all’estero, si è parlato in occasione di “Monza chiama Europa”, il Forum delle Camere di commercio italiane all’estero Area Europa, che si è tenuto oggi presso la Villa Reale di Monza, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Roberto Formigoni Presidente Regione Lombardia, Carlo Sangalli Presidente Confcommercio e Camera di commercio di Milano, Carlo Edoardo Valli Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza, Augusto Strianese Presidente Assocamerestero, Ernesto Perri Ministero dello Sviluppo Economico, Marco Pizzi Rappresentante CCIE Area Europa Assocamerestero, Dario Allevi Presidente della Provincia di Monza e Brianza, Marco Mariani sindaco di Monza, Renato Cerioli Presidente Confindustria Monza e Brianza, Giovanni Barzaghi  Presidente APA Confartigianato Milano Monza, Giuseppe Meregalli Presidente Unione del Commercio Monza e Brianza, Aldo Romano Presidente e Amministratore Delegato STMicroelectronics, David Bevilacqua Amministratore Delegato Cisco Italia, Nino Anzani Amministratore delegato Gruppo Poliform, Alessandro Spada Ceo Vrv Group Spa e i Presidenti e i Segretari generali di 28 Camere di commercio italiane dell’Area Europa.

Tra le nazioni europee gli imprenditori lombardi si sentono “più affini” a spagnoli (29,5%) e tedeschi (25%), meno ai francesi (19,7%). E nonostante la Spagna rappresenti il 7% dell’interscambio commerciale, è considerato il Paese europeo dove è più facile investire (per il 22,5% dei lombardi), seguita dai Paesi dell’Est Europa (16,5%). Meno burocrazia, più infrastrutture: queste le richieste delle imprese lombarde per essere più competitive nel mondo e sostenere la ripresa. Oltre il 65% vorrebbe una burocrazia meno costosa e più efficiente, il 15% una maggiore dotazione infrastrutturale. Così come la riduzione dei tempi burocratici è il fattore considerato dalla maggioranza degli imprenditori lombardi (42%) per migliorare l’apertura ai mercati stranieri, oltre a prevedere maggiori incentivi per l’internazionalizzazione delle imprese (29,3%), e potenziare la rete dei soggetti che aiutano le imprese ad “andare” all’estero (21,1%). 

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