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Vino e ristorazione

Gelato, orgoglio made in Italy: alla scoperta della Gelateria Possi di Brescia

gelateria Possi di Brescia

Il gelato italiano è famoso in tutto il mondo. La Gelateria Possi di Brescia dal 1975 è un esempio di eccellenza del gusto made in Italy.

A garantirlo, oltre all’impagabile soddisfazione dei clienti, anche i diversi titoli accumulati in questi anni come, ad esempio, miglior sito internet al mondo nel settore gelateria, “Artista del gelato” assegnato dal Gruppo Illy Caffè e poi ancora miglior gelato per celiaci in Italia insignito dall’A.I.C., l’Associazione Italiana Celiachia.

Insomma 35 anni di storia che oggi rivivono un nuovo inizio grazie al restyling dei locali seguito dall’architetto Antonio Gardoni in perfetto e riconoscibilissimo Possi’s style. La prima vera rivoluzione infatti è avvenuta all’incontro con William Raineri uno dei migliori grafici a livello europeo che ne ha seguito il rilancio di immagine attraverso un nuovo stile di comunicazione.

Abbiamo incontrato Paolo Possi e ci siamo fatti raccontare il segreto di questo successo.

Com’è nata la collaborazione con il designer William Raineri?

La collaborazione con l’agenzia Raineri Design (www.raineridesign.com) è nata in un modo molto curioso, nel febbraio 2005. Mi trovavo in Nuova Zelanda per una vacanza con un mio carissimo amico e durante un trekking gli parlavo del mio lavoro. In quell’occasione gli ho esposto il mio desiderio di entrare attivamente nella ditta di famiglia e reinventare l’immagine di una gelateria ormai storica in Brescia. Volevo trasformarla in modo da conquistare le nuove generazioni, pur non disturbando i vecchi clienti.
Fu allora che mi promise di farmi conoscere una sua persona di fiducia, un professionista del settore della comunicazione, con il quale già collaborava da tempo e con ottimi risultati.
Tornati in Italia ci fu un incontro tra me e William Raineri nella sua agenzia a Brescia.

William mi fece raccontare a ruota libera le mie intenzioni sulla gelateria e mi chiese cosa volevo che l’immagine del mio logo trasmettesse al cliente finale. Tre settimane più tardi William si presentò da me con un “book”, un vero e proprio libro sul quale vi era la presentazione del mio nuovo LOGO. Fu un amore a prima vista: il vecchio logo non era scomparso, ma era valorizzato l’elemento gelato, come desideravo. Quello era ed è lo scopo di tutto.
Fu un nuovo inizio. Nell’estate del 2005 si iniziò a vedere il nuovo logo prendere sempre più spazio all’interno della gelateria eclissando quello vecchio, fino alla completa scomparsa. Ora sento che parlo davvero a tutti i miei clienti!

Da cosa prende ispirazione il Possi’s style?

Il Possi’s style é uno stile elegante e sportivo allo stesso tempo , la confezione del gelato molto particolare con una carta color avana con l’elenco di tutti i gusti che abbiamo fatto col tempo, l’elastico azzurro e bianco che richiama i colori aziendali e l’adesivo che funge da sigillo. Quando una persona la porta a casa sua o di amici una confezione di gelato Possi fa percepire che all’ interno non ci sarà un gelato qualunque ma un gelato di qualità.
La Shopper stessa sembra quella di una boutique di moda.
Il Possi’s style é stato ripreso anche dall’architetto Antonio Gardoni che con il suo progetto ispirato alla riviera romagnola degli anno ‘60 in chiave moderna é riuscito a trasmettere la sensazione di sentirsi a proprio agio come in vacanza al mare anche se si é in una città come Brescia.
La sensazione di non sentirsi mai a disagio sia in giacca e cravatta che in jeans.

Com’è nato il progetto del gelato per celiaci?

Era il 2004 e una cara amica, che soffre di celiachia, ci ha sottoposto la questione. L’abbiamo subito presa a cuore e da qui è iniziato un percorso, iniziato con l’informazione.
Di fatto il gelato è un prodotto per tutti, anche per chi soffre di intolleranza al glutine, ma il suo processo di lavorazione e alcune aggiunte possono renderlo comunque a rischio di contaminazione e, dunque, pericoloso a chi soffre di celiachia.

Dunque avete dovuto cambiare il vostro modo di lavorare…

Abbiamo contattato l’Associazione Italiana Celiachia (A.I.C.), punto di riferimento in Italia, e abbiamo fatto un corso A.I.C., sostenendo un esame finale: non è sufficiente non usare farine per dichiarare il proprio gelato senza glutine, ma bisogna stare particolarmente attenti che le materie prime utilizzate non siano lavorate da macchinari venuti a contatto con farinacei. Una volta prodotto il gelato senza glutine bisogna conservarlo senza contaminarlo, impedendone il contatto con eventuali briciole di coni con glutine. Per questo motivo è bandito il cono fatto con la spatola, ma è obbligatorio il porzionatore, che viene lavato dopo ogni cono con acqua corrente. Tutto il personale è stato addestrato e l’A.I.C. invia periodicamente ispettori che accertano che la situazione sia costante nel corso del tempo.
A Brescia siamo gli unici che hanno ufficializzato il proprio prodotto fino a vederlo inserito nel registro nazionale degli alimenti senza glutine, in cui compaiono gli unici prodotti autorizzati a poter utilizzare la dicitura ”senza glutine”.
La soddisfazione, per noi e per l’amica, è stata doppia quando l’Associazione Italiana Celiachia ci ha assegnato il premio per il miglior gelato per celiaci in Italia!

Fate grande attenzione agli ingredienti che usate, com’è cambiato il modo di fare il gelato nei vostri 35 anni di storia?

Il modo di fare gelato in 35 anni é cambiato tantissimo questo perché é aumentata la concorrenza in modo esponenziale e le ditte di semilavorati propongono prodotti sempre più gradevoli soprattutto facili da utilizzare quindi chiunque può fare un gelato buono.
Ecco che nasce l’esigenza di distinguersi dagli altri.
Per avere un gelato di eccellenza serve oltre all’esperienza del gelatiere – che in questo caso é fondamentale – anche una ricerca costante delle materie prime migliori.
Questo é il “segreto di Pulcinella” per avere un gelato di qualità!
L’esperienza é data da anni e anni di tentativi, esperimenti, cambiamenti e anche di errori, ma sopratutto è importante non accontentarsi mai dei propri successi.

Ad esempio, la ricerca di materie prime di eccellenza serve per distinguersi da tutti gli altri, ma non vuol dire scegliere da un catalogo di una ditta il gusto che più si avvicina a quello di un prodotto naturale, bensì significa avere la pazienza e la cura di scegliere accuratamente (e senza badare al prezzo) la frutta più matura, il latte migliore, le uova più fresche. Infine, bisogna avere il coraggio di sospendere dalla produzione un gusto (anche se richiesto dalla clientela), se non si é soddisfatti del risultato ottenuto con quei prodotti. E ricominciare.
Questa accuratezza di particolati comporta costi superiori, ma è uno sforzo che si traduce in bontà, genuinità e freschezza.

Anche il gelato può definirsi un’eccellenza del made in Italy?

Certamente. Lo prova il fatto che in tutto il mondo la gelateria italiana è apprezzata e riconosciuta.
E trovo importante divulgare al meglio la differenza tra un gelato artigianale e di qualità e uno che non lo è. Il cliente deve sapere che alla base del processo di un buon gelato sta una ricerca che è sia garanzia di salute, sia di gusto. Il gusto è o non è una caratteristica del “made in Italy”?

Qual è il gusto dell’estate 2011?

Il gusto dell’estate? É difficile rispondere, perché ogni anno le ditte si inventano diversi gusti, alcuni impensabili, pur di incrementare il fatturato. Negli anni noto però che i gusti classici sono sempre i più gettonati. Vale quindi la pena di adoperarsi per migliorarli al massimo e farli diventare un segno distintivo della propria attività.
Ad esempio, il nostro cavallo di battaglia, oltre alla crema, rimane lo zabaione: un gusto antico, e spesso snobbato da molti colleghi. La nostra ricetta dello zabaione fa risaltare la qualità delle uova fresche e la bontà di un ottimo Marsala. Il cliente lo apprezza proprio per la pienezza di sapore che lo rende inconfondibile!

A cura di Luxgallery

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