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Architettura - Design

Intervista a Celeste Dell’Anna. Nuovo spazio espositivo a Milano per il designer

Celeste dell’Anna

Interior designer di fama internazionale Celeste Dell’Anna da sempre abbina creatività e arredi di lusso.

Personaggio eccentrico e di grande cultura dal 1983, firma progetti esclusivi per residenze private, alberghi, yacht e jet privati, con importanti realizzazioni nelle località più esclusive al mondo dalla Costa Azzurra all’Engadina passando per Italia, Inghilterra e Stati Uniti.

Da qualche settimana Celeste Dell’Anna ha inaugurato un nuovo spazio espositivo omaggio alla sua espressione creativa.

Caratterizzato da dettagli pensati per raccontare il tempo che scorre e l’idea per viverlo al meglio questo negozio miscela sapientemente contemporaneo e classico.

Modello gli spazi arredandoli in equilibrio e in armonia con la personalità di chi li vive” ha dichiarato Celeste Dell’Anna, Luxgallery lo ha incontrato per farsi raccontare tecnica e poetica di un designer sopra le righe.

Design e arte come convivono in un oggetto?

Fondamentalmente essi sono due aspetti della medesima spinta creativa. La linea di confine tra Design ed Arte spesso si fonde nelle creazioni dell’artista o del designer quando quest’ultimo travalica l’aspetto dell’oggetto legato alla specifica funzione.

Molte delle sue creazioni uniscono diversi materiali, qual è il suo rapporto con la materia?

Molti materiali possono essere utilizzati per raggiungere uno scopo creativo, sia singolarmente sia in combinazione tra loro. Quasi tutti i materiali mi sono familiari. Restano determinanti l’intuizione e la spinta emotiva per un loro armonico utilizzo.

Come nasce il nuovo spazio espositivo ?

Il mio Spazio di Milano risponde all’esigenza di offrire ai miei clienti un impatto visivo immediato del mio mondo creativo. Non tutti possono intuirlo da un progetto o da bozzetti, pur dettagliati e descrittivi. Ecco quindi che entrando nello Spazio di viale Monte Grappa ci si può immergere in quello che è il mio ambiente di colori, armonie e sensazioni, comprendendo così con immediatezza ciò che le mie creazioni vogliono trasmettere a livello emotivo.

Da cosa trae ispirazione per le sue collezioni?

Credo che la realtà di tutti i giorni sia la maggiore fonte di ispirazione per ognuno di noi. Certamente sono fondamentali le cognizioni di Storia dell’Arte e del nostro passato artistico in generale, ma è la contemporaneità che tiene vivo l’entusiasmo creativo, la ricerca del bello e di ciò che mi sorprende per la sua particolarità, che si può incontrare anche per strada, camminando e guardando con curiosità tra le vetrine e tra la gente.

In concomitanza con il Salone del Mobile 2011 ha presentato una collezione ispirata all’avanguardia sovietica, che importanza hanno queste iniziative?

La parola stessa avanguardia mi affascina. Ho voluto rappresentare, non senza una certa audacia, il movimento politico e soprattutto sociale che ha costretto l’ancien regime zarista a lasciare il posto alla spinta creativa dinamica e stilizzata del nuovo stato sovietico. Mi è venuto alla memoria un parallelismo con la Rivoluzione Francese e tutto ciò che essa ha rappresentato per la nuova spinta artistica e creativa nell’Europa intera, in quanto non ci si è resi conto che anche oggi è in atto una rivoluzione epocale poiché non osservare l’impatto delle spinte delle nuove economie asiatiche porterebbe a cambiamenti inderogabili.

Se dovesse scegliere un oggetto che la rappresenti maggiormente cosa sceglierebbe? E un luogo?

Sceglierei un tetraedro stellato perché sono affascinato dalla geometria quando questa rappresenta lo spazio, le emozioni e le tensioni. Il luogo invece è Firenze, perché ancora oggi, in questa città meravigliosa, si respirano fervore, creatività e dinamismo che l’hanno resa grande e che il suo giovane sindaco Renzi sembra interpretare nella sua misurata carica di energia rivoluzionaria.

Di Francesca Zottola

A cura di Luxgallery

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