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Arte

Vanitas. Lotto, Caravaggio, Guercino nella Collezione Doria Pamphilj

Dedalo e Icaro di Andrea Sacchi

Lorenzo Lotto, Jusepe de Ribera, Caravaggio, Guercino, Mattia Preti, Domenico Fetti, Andrea Sacchi vengono messi a confronto.

Dal 20 maggio al 25 settembre 2011, la Società Arti Doria Pamphilj, presieduta dalla Principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj, propone nel Palazzo di famiglia in via del Corso a Roma, “Vanitas”, rassegna ideata da Massimiliano Floridi e curata da Francesca Sinagra, che racconta, per mano di grandissimi artisti, aspetti diversi della fugacità della vita terrena.

Sono capolavori di pittura, scultura, oggetti decorativi, libri e musica, che nei secoli sono entrati a far parte del patrimonio di famiglia e che offrono spazio ad una specifica riflessione interdisciplinare su un aspetto tutt’altro che minore della cultura europea in età moderna.

Nella rassegna, quattro le sezioni tematiche che rappresentano la molteplicità di questioni legate alla Vanitas.
La prima sezione è dedicata alla pittura di genere e presenta una selezione di nature morte che, come noto, costituirono un espediente simbolico spesso adottato dai pittori per alludere alla brevità della vita. Tavole imbandite, vassoi di frutta matura, cacciagione accatastata e minuziosamente descritta dal naturalismo della pittura sei e settecentesca sono soggetti che con efficacia svolgevano il compito di ricordare allo spettatore la precarietà dell’esistenza.

Passando alla seconda sezione si abbandonano i soggetti profani per affrontare le origini religiose del tema, partendo da San Girolamo, il santo studioso che traducendo l’Ecclesiaste importa nel mondo latino il concetto di Vanitas. E poi, le immagini barocche della Maddalena che con la sua rinuncia ai valori effimeri della vanità femminile incarna una diversa sfumatura del trionfo sulla caducità delle cose mondane. Spiccano capolavori come il San Girolamo di Ribera e la Maddalena di Caravaggio.

Segue una sezione, dedicata al ritratto, che è anche la più ricca e presenta una scelta di dipinti con elementi allegorici quali teschi, orologi, fiori e sarcofagi. La rassegna è arricchita anche da una serie di ritratti e busti di filosofi antichi che, testimoniando della presa che il tema della Vanitas aveva anche in relazione alle sue presunte radici filosofiche, rendono conto di un vero e proprio genere in voga nel Seicento.

L’ultima sezione tematica è dedicata al cardinale Benedetto Pamphilj, collezionista, fortunato mecenate di artisti e musicisti e poeta, autore del celebre oratorio Il Trionfo del Tempo e del Disinganno musicato da Georg Friedrich Händel nel 1707.

Alla fine del percorso si offre una riflessione sul tema della vanità e dei sensi attraverso i ritratti di membri delle ultime generazioni della famiglia Doria Pamphilj.

Ad accompagnare l’esposizione, è prevista una selezione di orologi, reliquie, piccoli oggetti decorativi, stampe e libri che da secoli svolgono la funzione di memento mori nei palazzi e nelle cappelle di famiglia.

A cura di Luxgallery

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