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Arte

Dalì il genio al Castello aragonese di Otranto. La mostra della settimana

dali il genio

Pittore, scultore, scrittore, illustratore, scenografo, disegnatore di gioielli e di mobili: ecco le diverse sfaccettature di uno stesso artista, Salvador Dalì.

Dalì il genio” è la mostra che fino al 25 settembre 2011 rende omaggio alla sua arte nel suggestivo scenario del Castello di Otranto.

La rassegna accoglie 6 sculture originali in bronzo e una selezione di 54 incisioni originali, che spaziano nel mondo del surreale per illustrare temi e testi letterari e che testimoniano la grande capacità grafica del maestro catalano.

Le sculture paiono la materializzazione dei personaggi che Dalì dirige nella sua opera grafica, attori che si muovono in scena nonostante le loro articolazioni molli, senz’ossa, raccontando ognuna la sua storia più o meno eroica.

Ecco le opere scultoree che si trovano in mostra: il maestoso “Elefante cosmico”, “Perseo”,  “Hombre sobre delfin”, “Trajano a caballo”, “Mujer desnuda”, “Mujer con faldas”.

Sotto i riflettori anche una selezione di incisioni tratte dalle serie “Il Castello di Otranto”, “Fiabe giapponesi”, “Tristano e Isotta” e “Les amours jaunes”.
Opere completamente diverse per registro, tono, epoca ma collegate l’un l’altra dall’incredibile riconoscibilità delle figure allungate di Dalì, delle sue fughe vertiginose di linee, della sua inconfondibile indole provocatoria.

Le serie grafiche in mostra sono legate a testi molto diversi, per epoca, per registro, oltre che per trama – ha spiegato la curatrice Alice Devecchi Per ognuna si può intuire quale elemento abbia agganciato l’attenzione di Dalì permettendogli di affrontare con i suoi strumenti figurativi la narrazione per immagini. Le sculture paiono la materializzazione dei personaggi che Dalì dirige nella sua opera grafica, attori che si muovono in scena nonostante le loro articolazioni molli, senz’ossa, raccontando ognuna la sua storia più o meno eroica”.

Ecco un altro appuntamento con l’arte da segnare in agenda per l’estate 2011.

A cura di Luxgallery

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