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Economy

Moda a Milano: Un business da 150 miliardi di euro

milano moda uomo

Si è aperto il sipario sulla settimana della moda a Milano, evento tra i più importanti e conosciuti a livello mondiale e appuntamento imperdibile per gli addetti ai lavori. Solo in Lombardia il movimento del Fashion Business è enorme sia in termini di scambi che di immagine.

Il 48,58% della conoscibilità di Milano nel mondo è data dalla moda, l’indottto realizzato è di circa 27 milioni di Euro con oltre 9 mila imprese attive nelle produzione tessile, pelli e accessori fra Milano, Monza e Brianza, Varese e Como e un interscambio commerciale della Lombardia con il mondo pari a quasi 9 miliardi di Euro nei primi sei mesi dell’anno.

Il valore del brand delle sfilate milanesi – approfondito nel libro “L’importanza di chiamarsi brand”, edito da Guerini e Associati – è stimato dall’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza in circa 150 miliardi di euro, di cui 111 miliardi per Milano, e in misura minore anche per altre realtà locali vicine, come Monza e Brianza, Como e Varese.

L’indotto della settimana della moda

La settimana della moda genera un indotto di 27 milioni di Euro distribuiti fra shopping (15,2%) alloggio (62,1%) ristorazione (15,2%) e trasporti (3,2%). Il 73,8% dell’indotto ricade sul territorio milanese, il 12,5% nel comasco, l’8,2% in Provincia di Varese e il 5,5% in Brianza.

Le imprese dell’abbigliamento e l’interscambio commerciale

Sono oltre 9 mila le imprese attive nella produzione del tessile, confezione di abbigliamento e fabbricazione di articoli in pelle nelle quattro province lombarde, distribuite tra Milano (50,7%), Varese (24,4%), Como (15,1%) e Monza e Brianza (9,8%). E nei primi sei mesi dell’anno l’interscambio commerciale tra la Lombardia e il mondo di prodotti delle industrie tessili e dell’abbigliamento, pelli e accessori vale quasi 9 miliardi di Euro, circa la metà interessa Milano e Monza e Brianza (il 49,8% dell’interscambio lombardo), quasi 1 miliardo Como e 756 milioni di Euro Varese; il mercato di riferimento rimane l’Europa che assorbe il 62,0% dell’interscambio, cui segue l’Asia con il 27,1% dell’interscambio.

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