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Economy

Crolla la fiducia dei lavoratori italiani

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La difficile fase economica e il riacutizzarsi della crisi hanno avuto un forte e generalizzato contraccolpo sulla fiducia dei lavoratori dipendenti italiani nel secondo semestre 2011.

Il dato generale dell’Indice di Fiducia dei lavoratori dipendenti italiani – realizzato da Gi Group in collaborazione con OD&M Consulting -,  è diminuito a ottobre di oltre 5 punti rispetto ad aprile 2011, arrivando così a 31,6 su una scala da 0 a 100 punti, il valore più basso mai raggiunto, – inferiore anche ai 36 punti di giugno 2009 – frutto di un pessimismo trasversale al genere, alle fasce d’età, all’inquadramento, alla dimensione aziendale e ai territori che ha portato a un generale appiattimento verso il basso dei dati.

Il livello di fiducia in questa ultima rilevazione è diminuito particolarmente nelle seguenti categorie di lavoratori la cui fiducia era più alta nella precedente rilevazione e nei seguenti sotto-indici:

  • Giovani under 30 (33 punti, – 6 rispetto ad aprile 2011); anche se il dato resta superiore al resto della popolazione, questa perdita di fiducia è grave, se si considera che fino ad ora era rimasta stabile e nella precedente era addirittura aumentata.
  • I dipendenti Quadri  (33,5 punti, – 6 rispetto ad aprile 2011) che si riallontanano così dal livello dei dirigenti registrato ad aprile scorso
  • I Lavoratori delle Medie Imprese  (32,5 punti , – 7,5 punti rispetto ad aprile 2011) che così si riavvicinano al sentiment dei dipendenti della PMI
  • I Lavoratori del Nord Italia, il calo è generalizzato a Nord Ovest (32 punti, – 6 rispetto ad aprile 2011) e a Nord Est (32,5, – oltre 7 punti rispetto ad aprile 2011), dati che spingono a un allineamento verso il basso anche a livello territoriale
  • La fiducia nel mercato del lavoro (37,6 punti, – quasi 9 punti rispetto ad aprile 2011)
  • La fiducia nelle istituzioni nazionali e sovranazionali (17 punti, -3 rispetto ad aprile 2011, -10 rispetto a giugno 2009)

In questo preciso momento storico, fiducia e crescita sono strettamente correlate, ma soprattutto non ci può essere crescita senza fiducia – commenta Stefano Colli-Lanzi, Amministratore Delegato di Gi Group – A questo proposito ritengo sia necessario prima di tutto affrontare il problema del debito, sia a livello Europeo che a livello Italiano. Per quanto riguarda l’Italia, dobbiamo renderci conto che avere un debito pubblico di queste dimensioni pregiudica ogni possibile azione. Ricorrendo ad una metafora, oggi il nostro Paese è simile ad una vecchia casa in cui urgono lavori di ristrutturazione. Allo stesso tempo l’incendio del debito non dà margini di manovra. E’ assolutamente necessario quindi, prima di tutto, risolvere il problema del debito, magari anche attraverso decisioni che al momento possono sembrare impopolari, ma che servono per procedere a cambiamenti strutturali, su diversi temi, di cui il Paese ha bisogno. Tra questi cambiamenti strutturali un tema importante riguarda il mercato del lavoro – continua Stefano Colli-Lanzi – Ritengo a tal proposito che sia necessario applicare quelle riforme, che la BCE ci chiede, per un mercato del lavoro: più  flessibile, più sicuro, più equo e pertanto meno duale di quanto non lo sia oggi. Si tratta di riforme a costo zero, che vanno nella direzione della flexicurity e che dovrebbero essere tra le priorità all’interno delle riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno.”

Nell’ambito del forte calo generalizzato di fiducia che ha riguardato tutte le categorie, compresi diplomati e operai, i “meno pessimisti” restano i dirigenti (36 punti), i lavoratori della Grande Impresa (35) e i laureati (33); da segnalare che, in particolare, i dirigenti sembravano aver già anticipato il riacutizzarsi della crisi con il loro lieve calo di fiducia registrato ad aprile (41 punti, – 0,70 rispetto a ottobre 2010).

I 4 sotto indici; valori positivi e valori negativi

Tutti i sotto-indici sono scesi raggiungendo il minimo storico. Sui valori più alti si confermano gli indici legati al mondo del lavoro: Fiducia nell’Azienda (46 punti, – 6 rispetto ad aprile 2011, – 1 rispetto a giugno 2009) e Fiducia nel Mercato del Lavoro (37,6 punti, – quasi 9 punti rispetto ad aprile 2011, – 5 da giugno 2009), nonostante siano gli indici che sono calati maggiormente rispetto alla precedente rilevazione.

Più contenuto il calo di fiducia nella situazione personale (25,6 punti, – 3 rispetto ad aprile 2011, – 1 rispetto a giugno 2009), mentre in ulteriore trend negativo la fiducia nelle istituzioni nazionali e sovranazionali (17 punti, – 3 rispetto ad aprile 2011, -10 rispetto a giugno 2009).

Nel clima generale di sfiducia riemerso negli ultimi mesi, sembra che gli italiani continuino, però, a credere nelle capacità della propria azienda di affrontare positivamente la difficile fase attuale: tra i singoli item, da segnalare, che il valore più alto della rilevazione è relativo alla fiducia nella situazione economico-finanziaria attuale dell’impresa (51 punti).
Sempre nell’ambito della fiducia verso l’impresa si registrano gli unici due valori positivi della rilevazione; la fiducia dei lavoratori del Nord Est (50,95) e dei lavoratori della Grande Impresa (50,85).

Viceversa, il valore più basso della rilevazione riguarda la capacità del Governo di migliorare la situazione del mercato del lavoro (10 punti).

Indice di Fiducia per Mercato:

L’Indice più elevato di fiducia generale si riscontra nelle Società di Servizi (32,4 punti), mentre fanalino di coda di questa classifica è invece la Sanità (27,8 punti, – 7 rispetto ad aprile)

A livello funzionale, come nella precedente rilevazione, l’Indice più elevato si registra nell’area della Direzione Generale (36 punti) anche se comunque in flessione di 4 punti seguita dall’area Risorse Umane e Organizzazione (34 punti) e dall’area Marketing e Vendite, Commerciale e Comunicazione (33 punti).

Rilevazione continua: chiunque può partecipare

L’Indice di Fiducia dei lavoratori dipendenti italiani – giunto alla sua sesta edizione – è una rilevazione statistica nazionale semestrale basata su 3.700 lavoratori dipendenti rappresentativi di tutte le categorie professionali e sull’intero territorio italiano. Sono diplomati (36%) e laureati (31%) e appartenenti ad una fascia d’età compresa per lo più tra i 41 e i 50 anni (37%) e nella fascia 31-40 anni (42%).

L’indice Gi Group di Fiducia dei Lavoratori è aperto ad altri contributi e basta collegarsi al sito: www.indicedifiducia.it.

Alla fine delle compilazione del questionario è possibile confrontare il proprio indice di fiducia con quello generale.

Business&Gentlemen

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