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Arte

Degas, Lautrec, Zandò. Les folies de Montmartre in mostra a Pavia

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Le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia ospitano fino al 18 dicembre 2011 una mostra che mette sotto i riflettori i volti che hanno animato i locali chiave della Parigi di fine ‘800: dal Moulin de la Galette al Mirliton, dallo Chat noir al Moulin Rouge.

Il mito di Montmartre nasce proprio in quegli anni, quando la “Butte”, la collina abitata dagli artisti, subisce una trasformazione radicale da quartiere rurale a fulcro della vita notturna parigina.

Le guinguettes, semplici bistrot con giardino, evolvono in locali da ballo e l’indiavolato french cancan sulle musiche di Offenbach diviene la principale attrazione.

Caffè-concerto, teatri, baracche d’avanspettacolo, e ancora il circo, popolato da cavallerizze e acrobati, mettono in scena il gioco della vita per farne una metafora festosa.

A differenza degli impressionisti più tradizionali Degas, Lautrec e Zandò non dipingono en plein air il paesaggio naturale ma preferiscono immortalare sulle tela i protagonisti della parigi notturna. Ecco allora vedettes, impresari, clown, attrici, chansonniers, ma anche  prostitute, fioriste e strilloni.

Non solo ballerine quindi per Degas ma anche figure femminili colte nell’intimità della propria camera o alla toilette.

Zandò, degasiano a tutti gli effetti, elabora la lezione del maestro per trasferirla a Lautrec, che apprende questo vocabolario ma scrive un libro completamente nuovo.

La sua, infatti, non è solo una scelta artistica, ma anche di vita. La malformazione fisica lo allontana dalla società portandolo però a una scoperta più profonda della psicologia dei suoi modelli. Le donne da balera e le prostitute che lui stesso frequentava nelle case chiuse diventano i soggetti d’eccezione di opere che trasudano autenticità e dignità, come nella tela “A la Bastille (Jeanne Wenz)” in cui la cameriera del locale è colta in un momento di riposo dopo una dura giornata di lavoro.

Les folies de Montmartre non sono solo lustrini e paillettes, ma storie di uomini e soprattutto donne colti nella loro dimensione più intima, a volte malinconica.

L’esposizione presenta cento opere, tra pitture e grafiche, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, con un apporto speciale di prestiti dalla città di Toulouse.

A cura di Luxgallery

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