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Ferretti, a Genova ecco il 690 e l’870. A presentarli Alessandro Tirelli, brand manager Ferretti Yachts

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Il Salone Nautico di Genova 2011 non è solo l’occasione per scoprire le novità del mondo della nautica ma anche quali saranno le barche del futuro. Ferretti Yachts ha lanciato durante la rassegna ligure il 690 e l’870, nati dalla collaborazione tra lo Studio Zuccon International Project insieme all’AYT – Advanced Yacht Technology, il centro di ricerca e progettazione navale del Gruppo Ferretti e il team di architetti e designer del Centro Stile del Gruppo, che saranno in acqua nella primavera del 2012.

Il primo vanta un design esterno di grande impatto, dalla linea sportiva e filante, e spazi interni pensati per le famiglie, in linea coi modelli più recenti del brand. Il Ferretti 870, disponibile in versione standard roll bar o – a seconda della scelta dell’armatore – con hard top opzionale, è un nuovo momento di rinnovamento nella gamma delle “grandi” del cantiere.

A presentare i due progeti a Luxgallery è stato Alessandro Tirelli, brand manager Ferretti Yachts.

Quali sono i punti di forza di questi yacht?

Il 690 prende il posto del 681 ed è nato come idea tre anni fa. Si voleva creare una barca con caratteristiche peculiari che prima non c’erano, dando alla linea esterna una sportività che non è tipica del fly. Lo yacht richiama l’800 e il 720 per le vetrate continue ma volevamo una barca che fosse diversa dal 720. Abbiamo voluto ricreare il family feeling tipico delle barche del cantiere in ogni aspetto dell’imbarcazione, ad esempio con la cucina a poppa e non a prua e con un grande openspace che è una zona molto conviviale. Inoltre, c’è una netta separazione tra la cucina e la zona dell’equipaggio. La cabina armatoriale full beam è a centro barca con bagno a poppa e non laterale, per un maggior sfruttamento dello spazio. Il layout proposto è a tre o quattro cabine.

L’870 è uno sviluppo dell’800. Con questo yacht siamo venuti incontro a una richiesta di mercato che voleva un layout più standard rispetto all’800. Ne è nata una barca dall’impostazione più classica. La zona notte prevede tre cabine matrimoniali con una doppia, separate dal vano motori grazie al bagno e dal serbatoio, per difendere gli ospiti dal rumore. L’esterno si caratterizza per i grandi spazi, che hanno consentito di creare, tra le altrei cose, un bar nel pozzetto. L’attenzione ai dettagli si vede anche nella linea esterna, dove abbiamo un ribasso all’altezza del tavolo del salone per permettere a chi è seduto di non perdere il feeling con l’acqua. Il design non è minimalista ma non è accessivo. È lineare e pulito. Sono da segnalare dettagli di valore e l’uso di materiali di pregio. Non dobbiamo dimenticare le innovazioni per quanto riguarda la tecnologia che vanno verso una maggiore efficenza nel consumo e la manovrabilità.

A che tipo di clientela si rivolgono questi yacht di lusso?

Sono barche prevalentemente rivolte alle famiglie. Il 690 è per un’utenza giovane di 45-55 anni. Nei mercati emergenti piace molto perchè è una barca innovativa.

State pensando anche all’uso di tecnologie pensate per la difesa dell’ambiente, ad esempio i pannelli solari?

Siamo stati innovatori nell’ibrido con il Long Range di Mochi Craft. Siamo stati i primi a portarlo su una barca di così grandi dimensioni. Un progetto di questo tipo è un’innovazione che cambia il modo di utilizzare la barca. I nuovi mercati non sono interessati mentre c’è più attenzione in Europa.

di Caterina Varpi

A cura di Luxgallery

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