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Economy

Azienda come ecosistema per aumentare l’impiegabilità in mercati fluidi locali e globali

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Professionista, commerciante, imprenditore, industriale in economia di concorrenza imperfetta, fra gli scopi principali avrebbero quello di massimizzare il profitto.

La Responsabilità Sociale d’Impresa è un paradigma pregnante di qualsiasi attività e da tempo argomento dibattuto a livello mondiale, collocandosi nella problematica concernente lo sviluppo sostenibile/etico e l’importanza che riveste nelle scelte finali dei consumatori.

I risultati di numerose ricerche italiane ed europee mostrano che i consumatori premiano le imprese valutate socialmente responsabili. Iniziativa strategica di cittadinanza d’impresa più ampia al mondo è il Global Compact delle Nazioni Unite. Proposto per la prima volta alla fine degli anni 90 durante il World Economic Forum di Davos, dall’ex segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan, nasce dalla volontà di promuovere un’economia globale sostenibile: rispettosa dei diritti umani e del lavoro, della salvaguardia dell’ambiente e della lotta alla corruzione.

Anche la Commissione Europea adotterà entro l’autunno del 2011 una nuova politica pubblica in materia di responsabili-tà e sostenibilità d’Impresa. In “The Big Idea: Creating Shared Value” pubblicato nel numero  di gennaio/febbraio 2011 di Harvard Business Review, Michael E. Porter (economista statunitense e professore della nota Harvard Business School dove dirige l’Institute for Strategy and Competitiveness) e Mark R. Kramer (senior fellow della Kennedy School Harvard University e co-founder FSG Social Impact Advisors) sostengono che non sono i bisogni economici convenzionali a definire i mercati e creare valore condiviso, ma quelli della comunità.

Che difficoltà/problemi sociali creati da un’impresa sono un boomerang e la rendono meno capace di creare valore/competere; al contrario allineare gli scopi dell’impresa con quelli della comunità garantisce performance migliori, più sostenibili e durature. Per Michael E. Porter la competitività di un’impresa e la comunità sono strettamente interconnessi. L’impresa sul territorio ha di fatto la stessa funzione delle chaebol Coreane (esempi sono Hyundai, LG e Samsung) o keiretsu Giapponesi (esempi sono Mitsubishi, Mitsui e Toyota) ovvero è raggruppamento di stakeholders che operano insieme ma indipendentemente con lo scopo di perseguire obiettivi comuni e definiti. Brand leader come General Electric, Google, IBM, Intel, Nestlé e Wal-Mart hanno già avviato importanti iniziative per creare valore condiviso.

Come afferma Vandana Shiva fisica ed economista indiana tra i massimi esperti internazionali di ecologia sociale “possiamo sopravvivere come specie solo se viviamo in accordo alle leggi della biosfera, che può soddisfare i bisogni di tutti se l’economia globale rispetta i limiti imposti anche dalla sostenibilità”.

Un’economia ecologica da non confondere con sostenibile, dove in equilibrio simbiotico di  interessi  (o economia di scopo) si crea un ecosistema a vantaggio del benessere stakeholders: prendendo a prestito la  bioeconomia teoria economica proposta da Nicholas Georgescu-Roegen (è stato un economista rumeno) e Kenneth Boulding (è stato un economista statunitense).Pensate a personaggi che hanno scritto pezzi della storia economica del nostro paese come Falk e Olivetti; in tempi più recenti Brunello Cucinelli che con la sua impresa umanistica (leader nel cashmere) ha avuto nel 2010 un incremento del 28,3% dei ricavi a quota Euro 203 milioni e un utile di Euro 17,4 milioni (+112,6%). Per Brunello Cucinelli è necessario torna-re a mettere al centro dell’impresa l’uomo, il rispetto dell’uomo e del suo lavoro rendono un’impresa speciale”. Come il Gruppo Bonfiglioli attivo da oltre 50 anni con al timone Sonia Bonfiglioli (Presidente e CEO) , fra i leader mondiali nelle trasmissioni di potenza per applicazioni industriali e macchine semoventi. Ha sviluppato negli ultimi anni una sensibilità ambientale e sociale con competenze specifiche nella green economy (Eolico e Fotovoltaico) e progetti come “Cheerfutureland Bonfiglioli”.

Con il motto “il dare ha lo stesso valore del ricevere” il Gruppo Bonfi glioli ha dato vita al progetto di solidarietà aziendale nato dall’esigenza di realizzare qualcosa di concreto, senza passare attraverso grandi organizzazioni internazionali, ha portato all’inaugurazione della nuova Home For Children, dove ospitare parte dei ragazzi accolti da Prema Vasam (associazione indiana nata dagli sforzi dello psicologo infantile Anto Selvyn Roy). O realtà come la Geico Spa di Cinisello Balsamo (Mi) leader nel settore impianti completi di verniciatura per il settore automotive. L’illuminato Ali Reza Arabnia presidente e Ceo, dopo la fine del periodo di crisi, ha deciso di restituire ai suoi lavoratori parte dei compensi venuti meno con la cassa integrazione degli anni 2009/2010.

Riconoscendo come il benessere dei lavoratori sia fondamentale per la crescita e il successo dell’Azienda come ecosistema. Esempi che dimostrano come creare ecosistemi simbiotici paga in termini di business, considerato che il valore dell’impresa si è ormai spostato dagli asset tangibili a quelli intangibili.

Fatturato, capannoni, macchinari e giacenze sono valori a bilancio ma in tempi di crisi e, con la svolta epocale in corso, l’offerta sul mercato supera la domanda. Basta fare un giro in molte zone industriali: spesso si aspetta che il concorrente sia in difficoltà/chiuda per acquisire quello che rimane (affitto ramo d’azienda)  o direttamente la Clientela in cerca di alternative. E quello che rimane è praticamente pari a zero se non in molti casi debiti da pagare.

Per prendere a prestito una frase di Sebastiano Zanolli, manager illuminato del gruppo Diesel oltre che noto formatore/scrittore di successo, bisogna mantenere alta la propria impiegabilità. Impiegabilità sociale che non riguarda più solo le persone ma anche le Aziende. Brand storici come Jaguar-Land Rover (di proprietà della società indiana Tata Motors) o Volvo (ora del gruppo industriale cinese Geely), dimostrano come gli asset tangibili sono facilmente acquisibili soprattutto in tempi di crisi; ma quello che interessa, ed è stato compreso da tempo da paesi come Cina ed India, per qualifi carsi sul mercato, è l’asset intangibile ovvero brand, know out e tutto l’ecosistema che ruota attorno.

Un’economia di convenienza che diversamente necessiterebbe, per avere successo nelle nuove attività, come scrive Jack Welch ex famosissimo Ceo di General Electric nel suo libro “Vincere”, di “Investire abbondantemente, e affidare i ruoli di leadership ai collaboratori più ambiziosi e più appassionati”. Ma servono molte se, tempo e fare cultura mix che non sempre è possibile se non si è già leader (come la General Electric). Non si può contare più su asset tangibili come valore condiviso localizzato pensando comunque di essere al riparo da difficoltà/problemi sociali creati da eventuali delocalizzazioni, salvo che il brand sia simbiotico con il luogo (Ferrari-Maranello). Il brand Land Rover ha infatti inaugurato un nuovo stabilimento realizzato a Pune in India per soddisfare il mercato locale: produzione che ovviamente non verrà fatta negli stabilimenti europei.

Con perdite per l’ecosistema sociale in termine di valore creato. James Moore (consulente statunitense) sostiene che per portare le Aziende da un’era all’altra, devono interpretare l’ecosistema evolvendosi e innovando in sintonia con l’ambiente.

Peter Senge (scienziato statunitense e direttore del Center for Organizational Learning presso la MIT Sloan School of Management) famoso per la teoria sulla Learning Organization, sostiene che le aziende apprendono attraverso l’azione e l’esperienza dei suoi membri. In sintonia con quanto Henry Mintzberg (accademico Canadese studioso di scienze gestionali, ricerca operativa, organizza-zione e strategia) teorizza che la strategia effettivamente realizzata è quella “emergente”, ovvero sono l’insieme di decisioni che i singoli manager adattano alle circostanze esterne.

Le organizzazioni che apprendono sono quelle con persone che costantemente migliorano per creare il proprio futuro. Descrive l’apprendimento sulla base di cinque discipline che permettono alle persone di apprendere quando sono inserite in un contesto organizzativo:

  • Padronanza personale: imparare a aumentare la propria capacità di raggiungere i risultati che più desideriamo e costruire ambienti in cui tutti i membri sono incoraggiati a sviluppare sé stessi e gli scopi che si sono prefi ssati
  • Modelli mentali: sono la “mappa” implicita di quanto ci circonda, indagabile attraverso la riflessione continua e il chiarirsi degli obiettivi che si vogliono raggiungere. L’indagine sui propri modelli mentali consente di comprendere come questi influenzano le nostre azioni e le nostre decisioni
  • Visione condivisa: la creazione di un’immagine desiderabile e condivisa del futuro, inclusi i metodi e i principi sulla base dei quali realizzarlo, permette di potenziare il senso di appartenenza al gruppo
  • Apprendimento di gruppo:realizza l’abilità di pensiero collettivo e dialogico in gruppo, che consente lo sviluppo di competenze ed abilità superiori alla somma dei talenti individuali
  • Pensiero sistemico: sono modalità di pensiero e di linguaggio in grado di descrivere e comprendere il comportamento dei sistemi in termini di forze e di relazioni.

Questa disciplina aiuta a comprendere dei sistemi in termini di forze e relazioni. In questo modo è possibile comprendere come realizzare i cambiamenti in modo più efficace all’interno dei sistemiUna terza ondata intangibile impatta sulle Aziende con l’abbattimento di qualsiasi barriera burocratica, organizzativa e spazio-temporale: le persone si interfacciano ovunque con chiunque.

Come sostiene Alvin Tofler (scrittore statunitense e futurologo) in “The Third Wave”: “l’umanità ha di fronte il più profondo sconvolgimento sociale, senza rendercene conto siamo impegnati nella costruzione di una civiltà completamente nuova. ”Un processo di trasformazione inne-scato dalle nuove tecnologie corrispon-dente all’aff ermazione dei self-media.Dalla standardizzazione di massa alla self-customisation di massa; esempi sono il cohousing (un nuovo modo di abitare con spazi/servizi condivisi tra persone che si sono scelte e con cui si è progettato la comunità residenziale sono più di mille gli insediamenti di questo tipo nel mondo) o il coworking (condivisione comune in affi  tto a tempo di spazi lavorativi resi disponibili da aziende).

Aziende come ecovillaggi quali “Le Mogliazze” cooperativa bioagricola (antico borgo rurale sui monti della Val Trebbia) del Dott. Piero Mozzi, che dispensa consigli anche su Salute e Natura TV.

La guida passa agli ecosistemi, in tempi di cambiamenti strutturali dell’economia, porre al centro il concetto di responsabilità è determinante.Come disse Kaoru Ishikawa (è stato professore universitario e influente innovatore della gestione qualità): “Le aziende esistono all’interno di una società per soddisfare le persone che appartengono a quella società”; uno dei requisiti e obiettivo principale dei Sistemi Gestione Qualità (fra cui le iso 9001) è la capacità di soddisfazione dei bisogni di tutti gli stakeholders.

di Alberto Claudio Tremolada, Customer & Supplier Relationship Manager Fonderie – Consigliere e socio Adaci sez. Lombardia/Liguria (Ass. It. di Management degli Approvvigionamenti

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