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Oggi l’head hunting si fa direttamente on line

Experteer

Cambiare lavoro in un periodo come quello attuale può essere un’impresa. Con Experteer non è più così. Un sito assolutamente innovativo, un punto d’incontro on line per i player del lavoro ad alto profilo Experteer rappresenta anche una finestra privilegiata sull’andamento dell’economia in genere. Nadia Siliano, responsabile marketing di Experteer Italia ci parla dei trend lavorativi dell’ultimo anno e verso quale direzione sta andando il mercato

Per manager e dirigenti che vorrebbero dare una svolta alla loro carriera la ricerca di nuove possibilità professionali non è mai stata così semplice. La rete in molti settori si è dimostrata un punto d’incontro privilegiato e lo è anche in quello delle risorse umane. Molti sono i siti dedicati alla ricerca e selezione del personale ma risulta difficile per i profili alti trovare offerte valide nella moltitudine di quelle presenti nei siti generici. Da questa semplice considerazione nasce un’idea geniale e del tutto innovativa: uno spazio on line riservato al mercato del lavoro di livello medio alto, un portale dove i player di questo specifico settore possono trovarsi.

Non un sito di ricerca del lavoro come gli altri ma focalizzato sul mercato occupazionale ai vertici. Questa è la formula vincente di Experteer. In un periodo in cui il risparmio di tempo nella selezione dei propri collaboratori è fondamentale e non è più possibile sbagliare, uno strumento come questo, mirato su figure professionali senior non può che essere un successo. Una proposta innovativa, mai vista prima che grazie all’avanzata tecnologia di matching, confronta qualifiche, esperienze e obiettivi professionali di ciascun candidato e gli segnala le offerte più adatte a lui.

Nato nel 2005 in Germania Experteer in soli 11 anni è diventato un punto di riferimento in tutta Europa. Più di 2 milioni di utenti europei e oltre 400.000 candidati solo in Italia sono alcuni numeri che danno un’idea dello sviluppo di Experteer in così breve tempo. Telecomunicazioni, industria meccanica e impiantistica, automotive e vehicle manufacturing e information technology, questi sono solo alcuni dei settori che dal suo osservatorio privilegiato Experteer ha individuato come trainanti dell’economia italiana nel 2011.

Dall’analisi dei dati sull’andamento dei trend occupazionali Experteer riscontra anche che nonostante il difficile periodo economico che stiamo passando, un incremento delle ricerche rispetto al 2010 c’è stato, segno che l’economia del nostro Paese si sta lentamente riprendendo. Abbiamo chiesto a Nadia Siliano, responsabile marketing del sito italiano di spiegarci nel dettaglio come funziona Experteer e quali sono gli attuali trend occupazionali.

Iniziamo parlando di come nasce Experteer. Da dove arriva l’idea di un portale dedicato all’incontro tra domanda e offerta di figure professionali di alto profilo?
Experteer nasce in Germania nel 2005 da una semplice esigenza degli head hunter che nella loro ricerca di figure professionali di profi lo medio alto non avevano una piattaforma web comune. Esistevano già siti per la ricerca di lavoro ma non per il loro target. La Holtzbrinck Ventures GmbH, sussidiaria di uno dei principali gruppi editoriali tedeschi ha intuito questo deficit e sedendosi a tavolino con i cacciatori di teste ha sviluppato il form di Experteer. Una piattaforma dall’impostazione molto precisa che rispecchia la sua origine tedesca.

Il vostro portale è focalizzato su posizioni professionali senior, cui non tutti possono aspirare. Non tutti quindi possono iscriversi ad Experteer. In che modo avviene il recrutement dei candidati?
In effetti esistono una serie di barriere in entrata per Experteer. La prima è sicuramente il messaggio che trasmettiamo. In tutte le nostre comunicazioni chiariamo che il servizio che forniamo è destinato solo a manager e dirigenti.  In secondo luogo i canali a cui ci rivolgiamo non sono generalisti ma rivolti ad un target ben definito che corrisponde al nostro, quindi siti e riviste specializzate. Per quanto riguarda la rete poi ci preoccupiamo che le keyword che utilizziamo siano ben definite per ricerche specifiche. Una volta che l’utente arriva sul sito ribadiamo ulteriormente il concetto che Experteer è solo per fi gure professionali medio alte. In più chi decide di iscriversi comun-que si trova di fronte un modulo che risulta non essere userfriendly e che ha una serie di dati obbligatori vincolanti come una retribuzione annua maggiore o uguale a 40.000 euro. Nonostante tutti questi accorgimenti alcuni utenti che non soddisfano i nostri requisiti si iscrivono lo stesso. Per questo il nostro staff è composto da professionisti delle risorse umane si occupa di fare anche una selezione posteriore.

Lo stesso vale per gli head hunter?
In questo caso la situazione è un po’ diversa. Dobbiamo essere certi dell’affidabilità dei cacciatori di teste. Per questo operiamo un’attenta selezione interna che inizia con la verifica dell’autorizzazione ministeriale che tutti gli head hunter devono avere.

Come avviene la ricerca e selezione dei candidati?
Ci sono due modalità di selezione. La prima è diretta. Gli head hunter e i responsabili delle risorse umane delle aziende accedono al nostro database dei candidati e operano una ricerca mirata sui profili che meglio si adattano alle loro esigenze. La seconda è indiretta e avviene per annunci. L’azienda o il cacciatore di teste pubblicano on line l’offerta di lavoro e sono gli utenti che scelgono se candidarsi. Sono impiegate molto entrambe, spesso in modo combinato.

Dal vostro osservatorio privilegiato, come sta andando il mercato in questo periodo? Il mercato in generale è sicuramente in crisi, in tutti i settori e in tutti i Paesi. Diciamo che all’estero si è riscontrata una ripresa più veloce rispetto a quella italiana. Gli head hunter in Italia hanno meno posizioni aperte ma allo stesso tempo, nell’ultimo anno è emerso un incremento di ricerche rispetto allo stesso periodo del 2010. Questo è un indice di ripresa tenendo anche presente però che la crisi ha dato una spinta al mercato del lavoro on line. Settori che prima non impiegavano Experteer per le nuove assunzioni ora lo fanno. Parlando di cifre rispetto allo scorso anno l’incremento maggiore si è registrato nelle fasce di retribuzione tra i 60–80mila euro, con un +26% e tra 100-150mila euro con un + 42 %.

In questo contesto quali sono i profili più ricercati?
In generale i settori trainanti sono le telecomunicazioni, l’industria meccanica e impiantistica, l’automotive, l’elettrotecnica e meccanica, il commercio insieme all’information technology.

Quali invece quelli che più di altri faticano a trovare lavoro?
Quelli meno richiesti sono quelli legati alla ricerca, alle scienze in generale e all’insegnamento. Si riscontra anche una diminuzione dei tassi di crescita per quanto riguarda il settore pubblico.

Parlando dei prossimi anni, che iniziative Experteer ha in programma per il futuro?
I servizi offerti dal nostro portale sono in continuo aumento sia per i candidati che per le aziende. Il nostro staff di professionisti può fornire per esempio un aiuto concreto per la revisione del curriculum vitae. Ci stiamo inoltre impegnando nel potenziamento delle nostre funzionalità di ricerca e per stare al passo con i tempi e con le nuove tecnologie. In più ci stiamo interessando ai mercati emergenti. Per ora siamo un punto di riferimento per l’Europa ma in futuro vedremo.

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