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Economy

Il valore reale dell’azienda. Evoluzione da capital value a intangible value

intangibles values

Qual è il valore reale di un’azienda e quali sono gli elementi che lo determinano sono questioni su cui si è dibattuto a lungo e che hanno ancora oggi diverse interpretazioni. Un’evoluzione continua nel pensiero accademico, sociale e imprenditoriale

La definizione classica economica di azienda è “un’organizzazione di uomini e mezzi finalizzata alla soddisfazione di bisogni umani attraverso produzione, distribuzione o consumo di beni”, concetto da non confondersi con quello definito nell’art. 2555 del codice civile. Soddisfazione che genera solitamente uno scambio economico non necessariamente monetario, se prendiamo come dogma quanto scrive Chris Anderson, guru di Wired, in “Free – The future of a radical practice”.

La misurazione del valore può essere data dal mercato (market value) o essere soggettiva (intangible value) ed è quest’ultimo quello più difficile da misurare. Per la misurazione del valore intangibile si potrebbe partire dai core values, ovvero dal sistema di idee (knowledge), attività e attributi (capabilities) considerati importanti nel formare l’azione dell’impresa in genere. Azioni che si trovano formalmente nello statement of core values, la dichiarazione del sistema di valori propri dell’impresa. Per esempio quelli di Mars 68Inc. “qualità, responsabilità, reciprocità, efficienza e libertà” o di McDonald’s “qualità, servizio e pulizia”.

Ovvero il motivo della sua esistenza e cosa la contraddistingue da tutte le altre. L’azienda è parte di un eco-sistema meglio conosciuto come catena del valore (value chain). Un modello che permette di descrivere la struttura di una organizzazione come un insieme limitato di processi. Teorizzato da Michael Porter nel 1985 nel suo bestseller “Competitive Advantage: Creating and Sustaining Superior Performance”, secondo questo modello un’organizzazione è vista come un insieme di 9 processi, di cui 5 primari e 4 di supporto. La catena del valore (value chain) definisce il contributo delle singole attività aziendali alla definizione e allo sviluppo di un sistema di offerta in grado di creare valore per il mercato ed è supportata dalla tecnologia impiegata in azienda. La catena del valore è l’insieme delle attività necessarie per produrre e commercializzare beni e servizi.

Ma come spiegare le differenze di valore attribuite alle aziende da parte delle comunità, che è diverso dal valore di mercato? La classifica Fortune Global 500 è una lista dei primi 500 gruppi economici mondiali, è pubblicata ogni anno dalla rivista Fortune ma stilata in base al fatturato (market value). Altra classifica quantitativa è quella prodotta dalla Millward Brown (società statunitense specializzata in ricerche di mercato), che analizza parametri finanziari e di distribuzione ai quattro angoli del globo. Emerge dalla classifica che avere un brand forte è un valore intangibile differenziante in tempi di crisi (per esempio Apple, Facebook, Google, Toyota), o che ecologia, internet e mondo cinese in crescita influenzano direttamente i risultati di importanti marchi automobilistici. Secondo la teoria di Milton Rokeach (è stato uno psicologo sociale presso la Michigan State University) i valori sono legati ai bisogni ma si manifestano ed esprimono in modo più vicino a noi. Sono le rappresentazioni mentali dei bisogni individuali, istituzionali, sociali e si distinguono tra:

  • Valori Terminali
    le nostre convinzioni rispetto ai nostri obiettivi
  • Valori Strumentali
  • indicano le nostre convinzioni su come raggiungere i valori terminali.

La conoscenza dei valori è un utile strumento per conoscere le motivazioni dei comportamenti. Il focus sulle tematiche legate al ruolo delle risorse intangibili nell’economia delle imprese appare in costante crescita, dimostra come gli intan-gibles possano costituire il vero “salto di qualità concreto”.

Gli asset intangibili non descrivono l’insieme di beni immateriali di un’azienda ma, piuttosto, una serie di risorse non facilmente traducibili in termini finanziari. Negli asset intangibili di un’organizza-zione possiamo comprendere:

  • Capitale Umano
    inteso come le conoscenze, le abilità e le esperienze delle persone e può essere strettamente individuale ma anche dell’organizzazione
  • Capitale Organizzativo
    l’insieme di conoscenze che rimangono all’impresa
  • Capitale Relazionale Esterno rappresentato dal valore dei rapporti con la clientela, con i fornitori, con i business partner, con i centri di ricerca & sviluppo
  • Capitale Sociale
  • la fiducia prodotta dalla socialità
    le interazioni sociali e le istituzioni formali create dalla socialità
  • Proprietà Intellettuale
  • che comprende i brevetti, i marchi registrati e i diritti di copyright in possesso dell’azienda.

La continuità aziendale è fondamentale per gli equilibri socio-economici della comunità in un mondo sempre più competitivo, fluido e glocalizzato (come lo definisce Zygmunt Bauman sociologo polacco).

testo di Alberto Claudio Tremolada. Manager di Metatech GroupConsigliere e socio Adaci sez. Lombardia/Liguria (Ass. It. di Management degli Approvvigionamenti)

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