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Premi e concorsi

Successo di idee per la quarta edizione di K-idea

K_Idea_2012

Una borsa per biciclette trasformabile in giubbotto, un dispositivo per la cucitura rapida dei bottoni e un sistema per la produzione microeolica di energia in edifici residenziali. Sono questi i tre progetti, di cui due presentati da donne, vincitori della quarta edizione di K-idea, evento organizzato da Kilometro Rosso in collaborazione con Brembo, Jacobacci&Partners, MPXLab, Whirlpool e Umania. La manifestazione, diventata ormai un appuntamento fisso nell’agenda di chi si occupa di innovazione, si è tenuta lo scorso 15 marzo al Kilometro Rosso alla presenza degli inventori, aziende e un folto pubblico

Speciale Innovation – Parte seconda

Le tre idee sono state scelte tra un ventaglio di 85 proposte arrivate, sintomo di una forte volontà di innovare soprattutto in un contesto di crisi. Proposte giunte da tutta Italia che hanno visto come leit motiv dominanti il tema dell’Ambiente (per il 22 percento), del Design (per il 20 percento), dell’I.C.T. (per il 18 percento) e dell’Energia (per il 16 percento).

Gli “inventori” che hanno partecipato a K-idea non sono stati solo ricercatori e centri di ricerca (11 percento) ma soprattutto liberi professionisti (38 percento); rispetto all’anno precedente è raddoppiata la percentuale di idee proposte da donne, a conferma che “l’innovazione e la tecnologia abitano anche in luoghi non convenzionali”, come ha sottolineato Mirano Sancin, ideatore della manifestazione e direttore di Kilometro Rosso: “K-Idea, avviato in via sperimentale quattro anni fa, si inserisce oggi in un percorso consolidato di Kilometro Rosso nella diffusione dell’innovazione. Infatti accanto ai recenti accordi con prestigiose istituzioni scientifiche come il Laboratorio di luce di Sincrotrone Elettra di Trieste e l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, K-idea con proposte provenienti da ambienti originali e non convenzionali cerca di intercettare tutte le potenzialità creative e tecnologiche utili allo sviluppo di processi e prodotti ad alto contenuto innovativo. Queste sono particolarmente preziose in un momento di crisi e difficoltà come quello attuale, dove la propensione ad innovare tende a crescere in quanto, in una situazione di restrizione delle opportunità di mercato e di estrema concorrenza, l’impresa è alla ricerca di nuovi margini di profitto, e quindi è più aperta e disponibile al cambiamento e all’innovazione”.

Statistiche

Un’innovazione che per questa edizione di K-idea ha visto protagonisti inventori, donne e uomini di un’età compresa tra i 35 e i 50 anni (per il 54 percento) e provenienti per il 45 percento dalla Lombardia e il 55 percento dal resto d’Italia. I progetti vincitori sono stati selezionati da un apposito Comitato di Selezione composto anche da rappresentanti delle realtà sostenitrici dell’iniziativa (Brembo, Jacobacci&Partners, MPXLab, Whirpool e Umania) e sono: la Bik&Coat di Arianna Picerni e Mariangela Orsetti; I.R.W.E.S. – Integrated Roof Wind Energy System di Rossella Ferraro e il Cucibottone a spillo di Fulvio Buonavoglia. È inoltre stato segnalato dal Comitato per la particolare originalità e creatività l’inventore Ivan Lanzoni per i suoi progetti Green shadow, Smart Cities Garden ed Eco-Coffee system. Sono state inoltre segnalate 38 idee ritenute meritevoli ed originali. “Quest’anno – ha continuato Sancin – la qualità delle idee è stata decisamente superiore alla media delle passate edizioni. Un dato da rimarcare che dimostra il valore di questa manifestazione in relazione alla situazione congiunturale: come diceva Einstein, è nella crisi che sorge l’inventiva”.

Bik&Coat di Arianna Picerni e Mariangela Orsetti
Bik&Coat è un progetto completamente femminile, nato da un’idea di Arianna Picerni e Mariangela Orsetti. Si tratta di una borsa per biciclette trasformabile in giubbotto multiuso la cui ispirazione arriva dalla volontà di riciclare l’airbag delle automobili. “E’ una borsa versatile e di moda che può essere realizzata in diversi modi – ha spiegato Arianna Picerni -. Rappresenta sicuramente un nuovo modo di andare in bicicletta, completamente antiscippo con ben due strutture di ancoraggio”. L’invenzione, diventata un brevetto, si presenta come una sacca contenitore posizionabile su biciclette e motocicli e all’occorrenza può trasformarsi in una giacca da indossare. Il tutto grazie a delle aperture posizionate lungo il perimetro del cerchio da cui escono maniche e cappuccio di un impermeabile o giacca, cucito nella sacca o a se stante, ripiegato al suo interno. La borsa può essere staccata una volta parcheggiato il mezzo e la bicicletta, di per sé, resta quindi priva di bagagliaio. Le potenzialità di questa invenzione hanno determinato che il Bik&Coat potesse legarsi non esclusivamente alla forma iniziale e ai materiali di riciclo, ma a un universo e un mercato molto vari. La filosofia di questa invenzione è quella di coniugare in modo semplice, una funzione a una tendenza per interpretare le scelte del mercato, soddisfarne i bisogni e interpretarli in modo originale e accattivante.

Cucibottone a Spillo, di Fulvio Buonavoglia
Il dispositivo per la cucitura rapida dei bottoni ideato da Fulvio Buonavoglia permette di cucire un bottone senza particolari difficoltà, velocemente e ovunque, senza la necessità di particolari capacità manuali e senza dispendio di tempo e denaro. Si tratta fondamentalmente di un ago e un filo di nylon trasparente, con una scanalatura, associati a un piattino, con una linguetta per il bloccaggio del filo per mezzo della scanalatura presente. L’installazione avviene per le fascette di cablaggio in nylon, nel fissaggio dei fili elettrici. La differenza sostanziale è caratterizzata dal fatto che vi è una punta costituita da un ago, che la cinghia di fissaggio è costituita da un filo tondo e che questo filo penetra attraverso l’ordito del tessuto. Il Cucibottone a spillo è realizzato in materiale plastico trasparente e per questo può essere prodotto al minimo costo.

Integrated Roof Wind Energy System di Rossella Ferraro
L’invenzione IRWES nasce dalla necessità di ridurre inquinamento e costo dell’energia utilizzando luoghi e oggetti dove si consuma quotidianamente energia. Si tratta di un sistema per la produzione microeolica di energia in edifici residenziali che, sfruttando il vento che circonda un edificio e l’edificio stesso, produce un quantitativo di energia notevolmente superiore a qualsiasi sistema presente oggi sul mercato. La sua inventrice, Rossella Ferraro, è una ricercatrice e l’idea, come lei stessa ha spiegato, è stata realizzata grazie alla collaborazione con una collega olandese. Il sistema di basa su una serie di feritoie che permettono l’ingresso del flusso d’aria all’interno del tenno. Al di là delle feritoie una serie di canali a sezione variabile garantisce una consistente accelerazione del flusso per messo dell’eff etto Venturi. Il flusso viene accelerato e guidato verso il centro della struttura dove è posta una micro-turbina ad asse verticale. Il flusso d’aria che non riesce a penetrare all’interno della struttura, trova strada lateralmente o al di sopra dell’edificio. Quest’ultima porzione di flusso raggiunta la facciata opposta dell’edificio, genera una depressione che favorisce la fuoriuscita dell’aria che attraversa l’interno del tetto. L’energia prodotta da una turbina eolica è proporzionale al cubo della velocità del vento e grazie a IRWES può raggiungere valori molto elevati anche in aeree urbane. Confrontato con qualsiasi altro sistema microeolico presente sul mercato, IRWES produce un quantitativo maggiore di energia elettrica e può funzionare sia a basse che ad alte velocità del vento, può essere completamente isolato dall’edifi cio evitando problemi di vibrazioni e rumore, può essere adattato all’edifi cio senza intaccarne l’estetica e ha un ritorno d’investimento superiore ai sistemi micro-eolici oggi sul mercato. Come ha spiegato la stessa Ferraro, la sperimentazione in Italia è aperta “soprattutto nella parte costiera dove il vento è maggiormente presente”. Sul fronte del mercato si lavorerà soprattutto sugli edifici alti e residenziali.

Ivan Lanzoni e il design per le tecnologie green
Tre invenzioni accomunate da un unico filo conduttore: il design per le tecnologie green. Tre invenzioni che hanno permesso all’architetto Ivan Lanzoni di aggiudicarsi una segnalazione particolare da parte del Comitato di K-idea. Le tre idee sono: Green shadow, Smart Cities Garden ed Eco-Coffee system. La Green Shadow altro non è che un pannello solare di ultima generazione, un pannello flessibile, un sistema modulare che può essere applicato e incorporato nel tessuto di un ombrellone da spiaggia per potenziare le qualità di cose e oggetti che ci circondano. La Smart Cities Garden, nasce dall’idea di sfruttare una turbina eolica veticale in grado di produrre energia in modo silenzioso, senza avere elementi in movimento potenzialmente pericolosi come le pale delle turbine eoliche tradizionali. E quando il vento non c’è ci sono pannelli solari. Questa tecnologia potrebbe essere utilizzata per realizzare stazioni elettriche all’interno dei parchi urbani, lungo le strade o nei giardini delle abitazioni. Eco-Coffee system nasce dall’idea di realizzare una capsula di caffè riutilizzabile abbinata a un sistema di ricarica che eviti sprechi di caff è. Posizionata la cialda, con un sistema a molla che la tiene pressata sulla bocca del dosatore, e questa viene caricata agendo sulla leva di carico. Un sistema apri e chiudi a caduta. Inoltre, per agire anche sull’acqua, la vaschetta dell’acqua è pensata per contenere sali addolcitori e purificatori.

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