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Dalle reti d’impresa un progetto per Expo 2015

infrabuild

Far parte di una rete d’impresa oggi è la scelta vincente per essere competitivi in tempi di globalizzazione e di mercato mondiale e i fondatori di Infrabuild lo sanno bene. Dieci aziende, dieci PMI lombarde insieme per diventare grandi pur mantenendo intatto il loro DNA aziendale

Mantenere la propria identità aziendale ma crescendo a livello quantitativo e soprattutto qualitativo. Questo è il concetto che sta alla base delle reti d’impresa, un nuovo modello di business che negli ultimi anni ha preso sempre più piede nel nostro Paese.

Il numero delle reti d’impresa infatti è aumentato esponenzialmente dal 2010, questo perché in un mercato globale come è quello attuale le aziende hanno dovuto trovare un modo per restare competitive e la rete d’impresa si è dimostrata la scelta vincente. Ne è una testimonianza concreta Infrabuild, il primo network d’imprese di Confindustria Giovani Imprenditori a livello nazionale. “Infrabuild – ha dichiarato Marco Brivio, CEO di BMS srl, socio e fondatore di Infrabuildè nata come risposta ad una semplice esigenza: creare nuove idee per essere competitivi anche a livello internazionale. Restando separate le PMI hanno poche possibilità di emergere, unendosi invece possono condividere risorse, conoscenze ed esperienze e offrire un servizio migliore e più completo, dall’inizio alla fine del lavoro”.

La rete infatti permette la verticalizzazione del lavoro; non solo una fase della commessa quindi ma tutte, dall’ideazione alla realizzazione. Le aziende che compongono Infrabuild, tutte leader nel loro settore, sono specializzate nella fornitura di prodotti e servizi per le infrastrutture e la mobilità sostenibile e spaziano dall’ingegneria alla produzione di materiali per l’edilizia.

Sei delle aziende che fanno parte del network provengono dalla provincia di Monza e Brianza, le altre sono dislocate in quelle di Varese e Bergamo. Una realtà fortemente localizzata che forte delle esperienze delle singole imprese è in grado di operare a livello mondiale e di presentare progetti innovativi, realizzabili attraverso la convergenza delle esperienze, punto cardine di questa nuova cultura che in molto si distanzia da quella tradizionale, ancora fortemente radicata. “Nella aziende italiane – ha continuato ancora Brivio – si tende a non condividere il proprio know how. I manager preferiscono tenere per sé le proprie idee, hanno paura e in questo modo non fanno crescere il proprio business. Bisogna superare il nanismo dell’economia italiana. La condivisione è un elemento fondamentale per noi.

Condivisione che va al di là dei confini della rete, che si estende ad altre aziende e a centri di ricerca a livello nazionale. Assolari, Cava dell’Isola, Betoncablo, STV Castiglioni, BMS, BMS IMPIANTI, Resin Glass Lissone, Partecipazioni industriali, Sering e JPS engeneering, sono questi i soggetti che compongo il network lombardo, che ormai un anno fa hanno dato vita a questa nuova formula di impresa, che prima di allora non aveva neanche una normativa cui fare riferimento.

L’idea infatti ha iniziato a prendere forma già nell’ottobre del 2010. Le 10 aziende avevano già avviato importanti punti di contatto in occasione del Convegno delle infrastrutture lombarde, organizzato ogni anno da Confindustria, e tutte collaboravano al Laboratorio infrastrutture. Per passare dall’idea al progetto però Infrabuild ha dovuto attendere una legislazione dedicata, arrivata, almeno in parte, solo l’anno seguente. “Quando abbiamo scelto di formare Infrabuild – ha continuato Brivio – ci conoscevamo già perché partecipavamo a diversi tavoli di discussione organizzati da Confi ndustria ma abbiamo dovuto aspettare che ci fosse una legge che legittimasse le reti d’impresa prima di poter concretizzare il progetto”.

E Confindustria, soprattutto Monza e Brianza, ha avuto una parte importante non solo nella nascita ma anche nello sviluppo di Infrabuild. L’attuale presidente di Confindustria Giovani Imprenditori, Jacopo Morelli è stato tra i primi a parlare di reti d’impresa e Renato Cerioli, presidente di Confindustria Monza e Brianza ha creduto molto in questo network tanto da sostenere la candidatura del progetto di Infrabuild per Expo 2015: Eco-village.

Innovazione e sostenibilità queste sono le parole d’ordine di questo complesso all’avanguardia. I lavori sono iniziati in questi giorni e porteranno alla costruzione di un quartiere dove verranno implementate attività ad alto valore di ecosostenibilità e risparmio economico come: recupero dell’acqua piovana, generazione di energia rinnovabile, trasporti ecosostenibili e costruzione di edifici a basso impatto ambientale. Grazie all’impiego delle costruzioni a secco e del legno massello superiore gli edifici di Eco-village non sono solo sostenibili dal punto di vista ambientale ma possono essere realizzati on demand e con minori tempi di realizzazione.

Grazie alle nuove tecniche – ha spiegato ancora Brivio – e ai nuovi materiali impiegati nella costruzione di Eco-village è possibile scegliere in cantiere in base alle proprie esigenze. In questo modo non ci sono vincoli per il cliente e per il costruttore non ci sono rischi. In più i tempi si riducono del 25%.

Diversi vantaggi quindi che non esulano però dal confort delle abitazioni, anzi. Eco-village è ispirato ad un nuovo concept di vita che mette al primo posto lo stare bene. “Oggi – ha dichiarato Brivio – si lavora con i numeri perdendo di vista quello che è davvero importante. La casa deve essere il luogo in cui si sta bene e in tempi in cui le persone rifl ettono molto e con molta attenzione su ogni acquisto piccolo o grande che sia questo fattore diventa determinante”.

Il valore del lavoro di Infrabuild è stato riconosciuto non solo da Expo 2015. Alcuni dei progetti ideati dalla rete d’impresa saranno esposti anche al Maxxi di Roma. Progetti così ambiziosi e importanti non sarebbero stati possibili se le PMI fossero rimaste separate. Unirsi in un network è stata la scelta vincente.

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