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Personaggi

Intervista a Livio Suppo, Direttore marketing e comunicazione Honda Racing

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Honda Racing Corporation è il reparto corse leader mondiale della Honda Motor Co LtD ( fra i maggiori costruttori automobilistici e motociclistici ) formatasi nel 1954 e pluricampione nel motomondiale

Speciale Business continuity management – Parte Terza

Da uomo Ducati a responsabile marketing/comunicazione Honda HRC, cosa è cambiato per Lei in pista/fuori passare da un brand storico Italiano al maggiore produttore mondiale di moto Giapponese?
Sono due realtà ovviamente molto diverse. Da un punto di vista manageriale è molto stimolante un cambiamento così grande.
Se in Ducati eravamo in pochi a prendere tutte le decisioni, in Honda chiaramente la struttura è molto più articolata e complessa e si impara a seguire procedure diverse e più complicate.
In entrambi i casi comunque, la passione è alla base di tutto, perché senza quella non si possono fare le corse.

I continui cambi regolamentari Dorna sono uno stimolo per ricerca & sviluppo di nuove soluzioni da travasare nella produzione in serie, o solo aumento esponenziale costi per i team?
L’ultimo regolamento ( ritorno alle 1000 c.c. ) è stato di sicuro un costo per le Aziende, ma ha anche introdotto le nuove CRT, che permettono ai privati di schierarsi con moto meno costose rispetto ai prototipi.
Probabilmente era un passo necessario da fare anche se il momento non è dei migliori da un punto di vista economico.

Le CRT ( acronimo di “Claiming Rule Team” telaio prototipo e motore 1000 c.c. derivato dalla serie ) che gareggiano da quest’anno in MotoGP, diventeranno alternativa economica alle MotoGP?
Non credo. I prototipi sono e rimarranno a mio parere il riferimento della MotoGP. Le CRT sono e saranno un’ottima alternativa per i privati.

Le performance di moto e gomme sono diventate fondamentali per avere successo nelle competizioni, è finita l’epoca del pilota che poteva fare la differenza?
Il pilota fa sempre la differenza.

La crisi, il taglio sponsorizzazioni, gli elevati costi dei team limitano la possibilità di veder emergere nuovi talenti ma senza sponsor che li sostengano adeguatamente?

Come tutti gli sport dei motori l’inizio non è facile senza risorse economiche adeguate.  È compito delle federazioni nazionali e delle Case creare campionati promozionali per aiutare i giovani anche in Paesi con poca tradizione motociclistica.

Le formule minori ( a partire minimoto ) sono ancora propedeutiche al salto categoria o la ricerca risultato immediato dei piloti per emergere, ha snaturato l’esistenza come  laboratori/fucina di campioni?
In ogni caso le formule minori sono ancora la cosa migliore.

La scomparsa di Simoncelli e le difficoltà di Rossi, in futuro la mancanza personaggi carismatici potrebbe allontanare pubblico e sponsor dalla MotoGP a favore di altri campionati?
Nel breve periodo probabilmente si, ma questo campionato ha una lunga tradizione e prima o poi arriveranno altri giovani in grado di far appassionare anche i non specializzati come ha fatto e fa Valentino. La scomparsa di Simoncelli, che ha lasciato un vuoto incolmabile nel cuore di tutti noi, è stata una terribile fatalità.
Negli ultimi anni la Dorna ha fatto un ottimo lavoro per la sicurezza e anche se il motociclismo rimarrà sempre uno sport pericoloso, è dovere di tutti noi continuare a lavorare in questo senso.

Chi ritieni fra i piloti quelli più temibili quest’anno?
Casey, Jorge e Dani sembrano al momento avere ancora qualcosa in più rispetto agli altri, ma Ben Spies e Andrea Dovizioso possono essere anche loro della partita.

Come nelle imprese arriva il momento del passaggio generazionale dopo Lorenzo, Pedrosa, Rossi e Stoner chi potenzialmente delle nuove leve potrà raccogliere in futuro il loro scettro e quali caratteristiche dovrà avere? 

E’ presto per dirlo, perché soprattutto Lorenzo, Stoner e Pedrosa sono ancora piuttosto giovani, e Valentino non penso abbia voglia di smettere.

Lo sport è spesso usato come metafora dell’impresa, cosa suggerisci ai ns. imprenditori e manager per cavalcare la crisi?

Pensare differente, essere creativi e saper rischiare. I risultati arriveranno!

testo di Alberto Claudio Tremolada – Manager di Metatech Group – Membro gruppo lavoro UNI e socio in Adaci sez. Lombardia/Liguria (Ass. It. di Management degli Approvvigionamenti)

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