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La sperimentazione virtuale, un’occasione per imprese e traino per l’occupazione

international CAE conference

In oltre 700 da tutta Europa alla 28esima edizione della  International CAE Conference. Da Stanford (USA) il professor Parviz Moin: l’innovazione è traino per nuovi posti di lavoro, ma serve dialogo tra Università e Aziende.  Remuzzi (Mario Negri): con la simulazione virtuale più efficaci la prevenzione e la ricerca medica.

 

La sperimentazione virtuale: un’opportunità occupazionale per i giovani ma soprattutto un investimento in termini di qualità e risparmio per le aziende. Una sperimentazione che tocca tutti i settori, nessuno escluso e che è stata protagonista della 28esima edizione della International CAE Conference, evento di riferimento per il mondo della sperimentazione virtuale e del CAE (Computer-aided engineering, ovvero sia l’ingegneria assistita dal computer) e che vede l’Italia protagonista sul piano europeo. La conferenza internazionale, in programma per oggi e domani, martedì 23 ottobre, all’Hotel Parchi del Garda a Lazise (VR), ha visto la partecipazione di 700 persone arrivate da tutto il mondo, in rappresentanza del mondo della ricerca, universitario e delle aziende che operano nel settore. Decine le aziende di caratura internazionale e le istituzioni che hanno preso parte all’evento partendo da HP, IBM, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, il Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso, Engin Soft, Ansys, Nvidia, Esteco, Mentor Graphics, Lms, Avl, SCSK e molte altre.

Ospite d’eccezione della mattinata è stato il Professor Parviz Moin, direttore e fondatore del Center for Turbulence Research alla Stanford University (California). Il Centro è stato creato nel 1987 come consorzio di ricerca tra la NASA e l’Università di Stanford ed è dedicato agli studi sui moti turbolenti che trovano applicazione in moltissimi frangenti della nostra vita quotidiana: dall’aviazione all’energia eolica, dalla medicina alla biologia. Il Professor Moin ha aperto la strada all’utilizzo del Large Eddy Simulation, ovvero sia una particolare metodologia per la simulazione delle turbolenze che è oggi punto di riferimento del settore.

La conferenza è stata aperta dalla lettera di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, che nonostante la sua assenza ha voluto portare il proprio saluto. Squinzi ha evidenziato la necessità, da parte delle imprese di “rimboccarsi le maniche per affrontare le contingenze senza perdere di vista gli scenari competitivi di medio termine”, sottolineando inoltre che “le tematiche trattate nella CAE Conference rappresentano senza ombra di dubbio leve competitive di primordine per sviluppare prodotti migliori, con costi e tempi di realizzazione ridotti”.

Il professor Moin, nel suo intervento, ha sottolineato il ruolo giocato dalla sperimentazione sia sul fronte del business e degli investimenti sia per quanto il mondo del lavoro.
La simulazione è importante perché migliora l’efficienza per le aziende e fa diminuire le spese – ha spiegato. – La sperimentazione virtuale oggi è utilizzata non solo per validare degli esperimenti di laboratorio ma soprattutto per fare nuove scoperte, oltre naturalmente al lavoro di progettazione di nuovi prodotti. Le simulazioni sono sempre più accurate; in particolare nella progettazione le prestazioni sono migliorate di 20mila volte rispetto alle origini”.
 
Dove si utilizza la simulazione? Come spiega Moin si tratta di un’innovazione “che tocca trasversalmente tutti i settori: dal design delle turbine degli aerei all’analisi dell’inquinamento fino ai sistemi di raffreddamento nell’automotive”. E la simulazione virtuale può diventare un’occasione di lavoro per i giovani: “L’industria sta adottando la simulazione nei processi di progettazione e di produzione quindi ci sono grosse opportunità di lavoro – ha concluso il professor Moin. – Ma è essenziale puntare sulla formazione che deve avere solide basi come l’analisi matematica, la fisica e l’informatica”.
 
Tra le aziende protagoniste, Enginsoft, leader mondiale nella consulenza all’innovazione, nella sperimentazione virtuale e CAE oltre che promotrice dell’evento. Stefano Odorizzi, Presidente e Fondatore di Enginsoft, nel suo intervento ha evidenziato quanto sia cresciuta la simulazione negli anni e soprattutto ha sottolineato l’ampio ventaglio di settori in cui può essere utilizzata. “Attraverso la simulazione numerica è possibile riprodurre il comportamento di un determinato soggetto in diverse situazioni, potenzialmente infinite. Dalla meccanica alla dinamica dei fluidi all’acustica fino al settore biomedico la simulazione permette grandi passi avanti riproducendo la realtà in modo fedele. Abbiamo imparato che fare rete è la chiave per promuovere l’innovazione perché ogni settore ha qualcosa da dare in termini di Know How. Unendo le forze si possono ottenere risultati migliori”.
 
La simulazione ha trovato i suoi risvolti positivi anche in campo biomedico, come ha testimoniato Andrea Remuzzi, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Biomedica all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Remuzzi ha presentato il progetto di ricerca per “la validazione di modelli computazionali per la pianificazione chirurgica dell’accesso vascolare nei pazienti in emodialisi”. Attualmente sono circa 2 milioni le persone che nel mondo sono affette da una malattia renale allo stadio finale, una condizione che nella maggior parte dei casi richiede il ricordo all’emodialisi. Come ha spiegato lo stesso Remuzzi, attualmente la causa principale di complicanze e ospedalizzazione nei pazienti in emodialisi è costituita dalle disfunzioni a breve e lungo termine dell’accesso vascolare utilizzato per collegare la circolazione sanguigna del paziente al rene artificiale. “Attraverso questo progetto – ha spiegato l’Ingegner Remuzzi – sono stati sviluppati degli strumenti computazionali specifici per prevenire complicazioni nella fase operatoria”. Il prossimo step sarà quello di validare lo studio sul fronte clinico per capire l’efficacia, la funzionalità e l’impatto di questo nuovo strumento che potrebbe dare il via ad altre applicazioni della simulazioni in campo biomedico.
 

 

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