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Il mondo del lavoro si incontra sul web

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Grazie a Freelancer.com, più di 2,7 milioni di progetti nel mondo sono stati esternalizzati. Ora il portale internet nato in Australia nel 2004 approda in Italia per creare nuove opportunità per i lavoratori autonomi

Una grande piattaforma virtuale dove far incontrare domanda e offerta di lavoro indipendente. Un portale che in soli otto anni ha permesso di esternalizzare oltre 2,7 milioni di progetti per un valore complessivo di 650 milioni di dollari. Ora Freelancer.com, la più grande piattaforma mondiale di outsourcing e crowdsourcing, è arrivata in Italia. Gli iscritti provenienti dall’Italia sono oltre 21.000. Le 4.500 aziende italiane iscritte hanno già inserito in questi anni quasi 18.000 progetti. Le città più attive sono nell’ordine: Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna, Firenze, Palermo, Genova.

Fondata nel 2004 in Australia, Freelancer ha circa 4,4 milioni di utenti in tutto il mondo e opera in oltre 240 Paesi.
I progetti inseriti partono da un valore di 20 euro, e in genere hanno una media di 150 euro. Freelancer opera in modo simile ad eBay ma, invece di vendere e offrire beni, permette ad aziende e professionisti di offrire e acquistare servizi nel più grande mercato del mondo.
In questa intervista Matt Barrie, amministratore delegato di Freelancer.com, ci racconta le potenzialità e i vantaggi di questo portale innovativo. Barrie nel 2011, è stato nominato l’Imprenditore BRW dell’anno, dalla più prestigiosa pubblicazione d’affari dell’Australia. È stato anche nominato Imprenditore tecnologico dell’anno 2011 da Ernst & Young. Nel 2012, è stato nominato nella top 100 degli ingegneri più influenti da Engineers Australia, e Uomo Influente 2012 dalla rivista Men’s Style.

Come funziona Freelancer? Si può lavorare “in rete” con tutto il mondo?
Le aziende stanno sempre più esternalizzando il loro lavoro. Possono esternalizzare ogni cosa, dal design al marketing, dalla progettazione alla realizzazione di un nuovo software per rendere il loro business più competitivo. Usare Freelancer è facile. L’azienda si registra, carica un lavoro e poi aspetta che freelancers altamente qualificati rispondano con la loro offerta di lavoro. Sono tutti recensiti, a garanzia di qualità.

Quali sono i settori più attivi su Freelancer?
Attualmente tutto il business si sta spostando sull’online per attivare commerci globali. Le aree che risultano più attive infatti sono quella dell’e-commerce, del web design e dell’online marketing. Attraverso internet e i propri siti web, le aziende italiane commercializzano in tutto il mondo.

Come sono le aziende che usano questa piattaforma? Sono piccole, medie o grandi?
Le imprese presenti su Freelancer sono di qualsiasi dimensione, ma prevalentemente troviamo aziende piccole e medie. Spesso le piccole imprese si appoggiano a Freelancer per lavori che non hanno il tempo di portare a termine, in modo da non perderlo. Le piccole imprese, che non sono abituate a fare outsourcing, si stanno rendendo ora conto di quanto una strategia simile le possa rendere più produttive e competitive. È un area in grande crescita.

Freelancer è appena sbarcato in Italia. Quali sono i settori e i servizi nei quali gli italiani possono dimostrare di essere più di successo degli altri paesi?
Gli italiani sono bravi in qualsiasi cosa. Hanno buoni programmatori, designer e operatori di online marketing. Penso che le imprese italiane e i freelancer troveranno un punto d’incontro in qualsiasi area.

Freelancer è la prova che il mondo del lavoro è cambiato: minore sicurezza e certezze, ma più flessibilità e più spazio alle idee e iniziative personali. Dal 2004, come è cambiato l’approccio al mercato del lavoro?

Il mercato del lavoro è stato completamente rivoluzionato dal 2004. Si tratta di una rivoluzione nelle dinamiche commerciali e del mercato del lavoro tanto che il rispettato economista americano ed ex consigliere presidenziale Alan Blinder paragona le modifiche apportate agli sconvolgimenti della rivoluzione industriale.
Miliardi di persone sono ora online e per la prima volta le imprese e freelancer di ogni Paese del mondo possono lavorare insieme attraverso un semplice click del mouse.
Nonostante questo non siamo neanche a metà strada. Ancora miliardi di persone nei Paesi in via di sviluppo non sono online, persino nelle grandi economie emergenti come l’India.  Anche le imprese in occidente, come in Italia, stanno ancora imparando a sfruttare internet per il loro business. Ma il cambiamento sta avvenendo molto velocemente. Il lavoro autonomo è in crescita in tutte le principali economie. Anche se è spesso visto come un fatto negativo.  Meno sicurezza per maggiore libertà. Ma devo ancora incontrare un lavoratore autonomo o un proprietario di azienda che si senta meno sicuro.  In tutti i Paesi in Europa, migliaia di persone stanno perdendo il cosiddetto posto di lavoro a tempo indeterminato.

Imprenditori e freelancer hanno meno sicurezza o certezze di queste persone?
Io non penso. Le aziende grazie a internet possono crescere rapidamente e i freelancer hanno ora accesso a posti di lavoro in tutto il mondo. Internet sta aiutando le persone a diventare più sicure in modo da assicurare che i loro sforzi siano giustamente ricompensati.

Questo significa che dobbiamo conservare o dimenticare (abbandonare) l’idea di un lavoro a tempo indeterminato?

L’idea del posto indeterminato sarà sempre presente, ma proprio perché molte persone hanno perso il lavoro di recente a causa della recessione, sono maggiormente disposti a prendere dei rischi e ad avviare una propria attività. Le persone con cui parlo mi dicono che avrebbero voluto farlo già anni fa.

I vantaggi offerti da Freelancer sono molti, ma con l’uso di internet si perdono le relazione umane dirette…
Molte imprese esternalizzano quelle operazioni che non possono essere svolte internamente. In passato sarebbero state costrette a rinunciare a queste operazioni e ciò non avrebbe comunque avvantaggiato il contatto umano. Inoltre, molte aziende esternalizzano aree tecniche e non necessitano l’assunzione di professionisti per lunghi periodi di tempo, cosa questa che in passato non sarebbe stata possibile. I freelancer possono lavorare da casa, ma il problema non riguarda la carenza di contatto umano. Infatti continuiamo a comunicare efficacemente grazie a Skype e le email. Anzi, l’efficacia della comunicazione è migliorata e si è velocizzata sempre di più. Al di là del lavoro, nonostante la crescita di internet, abbiamo più tempo da passare in compagnia con la nostra famiglia e gli amici. Internet ci ha permesso di essere più social. Ad esempio, le persone trovano grazie a internet club locali di lettura. Senza internet il fenomeno “Meet Up” (incontro) non sarebbe esistito e invece permette alle persone sia nella sfera lavorativa che in quella privata, di incontrarsi e attivare relazioni umane.  La diffusione dell’uso di internet quindi ci permette di essere più efficienti e di spendere più tempo con le persone alle quali teniamo.

Quali sono i prossimi passi dopo il lancio della versione italiana?
Abbiamo appena incorporato vWorker, il quarto sito più grande del mondo. Ci stiamo rapidamente espandendo e siamo oggi il più grande sito di outsourcing del mondo. Più di tutti i nostri competitor messi insieme. Prevedo ulteriori crescite e l’Italia, con il suo tessuto imprenditoriale, sarà centrale in questo trend.

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