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Benessere

L’evoluzione del fitness

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“Mens sana in corpore sano”: tutto passa da qui. La locuzione latina di Giovenale ha attraversato secoli e secoli sino a giungere a noi, rimanendo nel corso del tempo un’inconfondibile verità, tanto da essere utilizzata come slogan da molte associazioni e al contempo impiegata semplicemente nel linguaggio verbale.

A partire dagli antichi Greci, dove lo sviluppo fisico corrispondeva a uno stato di forza, vigoria e conseguentemente potere, l’evoluzione del fitness ha compiuto un viaggio intenso e piuttosto costante. Poco prima della metà del XX secolo, Roosevelt chiese di sviluppare la forma fisica, anche perché doveva essere elemento essenziale per poter affrontare al meglio la Seconda Guerra Mondiale, riconoscendo anche il valore del suo lato più nascosto – almeno per i tempi – ossia quello psicologico.

Uno dei grandi pionieri della palestra negli anni ’50 fu Jack LaLanne, che sviluppò il termine, concentrandosi sulla quantità di muscoli presenti nel corpo di ogni essere umano. 

Il concetto di fitness, come anticipato, non si è mai stabilizzato e attraverso gli anni si è indirizzato verso la concezione contemporanea. Dopo il grande boom dei fisici scolpiti, erculei e talvolta portati all’eccesso (si ricordi “l’esplosione dei muscoli” nel periodo di massima del culturismo), la ricerca della struttura atletica e delineata ha preso il sopravvento. Le donne, sempre attente alla cura del corpo e della bellezza nel senso più manifesto, hanno mantenuto un ruolo in prima fila, anche se la vera novità – negli ultimi anni – riguarda il sesso maschile. Sono sempre in maggior numero gli uomini che dedicano del tempo, quotidiano o settimanale, al controllo della forma fisica: la bellezza, dunque, non è più prerogativa e privilegio del gentil sesso, ma è condivisa sotto ogni profilo.

L’allenamento del singolo individuo è affiancato spesso e in maniera esponenziale a quello con un personal trainer, pronto a stimolare e soprattutto indirizzare – in maniera professionale – l’esercizio del soggetto grazie a programmi personalizzati creati ad hoc e a un controllo costante sul lavoro svolto.

Alla palestra, vista come luogo di lavoro muscolare ed aerobico, si è affiancato tuttavia il concetto di benessere. Questo termine, utilizzato spesso nelle campagne pubblicitarie, assume una rilevanza sempre crescente, poiché l’uomo moderno, stressato dal lavoro e dai ritmi frenetici imposti dalla società, decide sempre più consapevolmente di potersi dedicare a momenti di coccole e relax nel corso della giornata in un ambiente il più possibile confortevole e con un numero limitato di persone. 

L’esplosione dei centri benessere, spesso accoppiati con le palestre, è innegabile ed evidente, anche se a fianco di questa realtà, soprattutto nel recentissimo periodo, se n’è affiancata un’altra, altrettanto importante. La criticità del periodo e la conseguente instabilità economica ha condotto a una nuova via, quella dei centri low cost. In queste strutture, nate sul modello di quelle americane, il lavoro viene svolto in maniera individuale e tutti i surplus vengono corrisposti a parte: la persona ha così la possibilità di scegliere il proprio percorso in maniera autonoma, soddisfando le esigenze private e con un attenzione al proprio budget.

Un’altra via, anch’essa richiesta ma tendenzialmente più elitaria, riguarda il medical fitness: l’attività non si limita essenzialmente a un lavoro aerobico o muscolare, ma è affiancata anche a un recupero motorio e in taluni casi medico. Ciò induce a un benessere psicofisico, imprescindibile nella vita di ogni individuo, grazie all’apporto di professionisti del settore altamente qualificati. Mente e corpo viaggiano sempre sulla stessa lunghezza d’onda.

 

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