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Marketing e Comunicazione

É tempo di “convertire” i vostri siti web

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Ormai la stragrande maggioranza delle imprese ha un proprio sito web e moltissime hanno compreso quanto questo strumento sia diventato sempre più strategico nelle politiche di marketing, siano esse b2b o b2c. Oggi le potenzialità della rete sono davvero straordinarie, ma per essere colte è necessario un approccio corretto e funzionale agli obiettivi prefissati

Il sito web non è la brochure dell’azienda messa online. É uno strumento che deve necessariamente essere costruito secondo principi completamente differenti, in linea con le esigenze di fruizione dell’utenza affinché possa “convertire”, ovvero possa generare davvero valore.

Di seguito mi permetto di evidenziare alcuni (solo alcuni) frequenti errori che riscontro in moltissimi casi durante la mia vita professionale.

Il più frequente è probabilmente quello di fare un sito web senza aver definito prima le ragioni e gli obiettivi che il sito deve centrare. Non basta fare il sito perché bisogna farlo, perché ce l’hanno tutti. A meno che non si abbiano soldi da buttare. E definire gli obiettivi (vendere online, supporto commerciale, richiesta contatto, presentazione azienda o prodotti, ecc.) per cui si vuole fare il proprio sito web è un aspetto fondamentale da cui occorre necessariamente partire. Non si può, quindi, progettare un sito partendo dalla grafica, dal layout della home page, bisogna partire dalle ragioni per cui si vuole farlo.

Un altro errore frequente è quello di pensare che il sito sia come un quadro finito. Ossia che una volta online debba restare così in eterno. Non si tratta soltanto di prevedere un aggiornamento costante, si tratta di valutare modifiche all’architettura e al layout in base alle informazioni che derivano dalle statistiche. Inutile, ad esempio, tenere un claim in home page che parla della nostra storia se poi nessuno lo clicca.

A proposito di statistiche, molto spesso non vengono nemmeno settate sui siti web oppure ci sono (ad esempio Google analytics è un servizio gratuito straordinario) ma non vengono mai analizzate. L’analisi delle statistiche è importantissima perché ci fornisce un sacco di utili informazioni sul comportamento dell’utenza, sulla sua acquisizione e molto altro ancora. Certo le statistiche vanno interpretate in modo corretto, soprattutto sui piccoli numeri. Se siamo in due e tu mangi due piatti di pastasciutta mentre io nessuno, fare media ha poco senso. In realtà, uno dei due sta morendo di fame.

Molti siti, poi, non mettono bene in evidenza in home page (e in modo chiaro) cosa fa l’azienda. Non viene studiata alcuna immagine di comunicazione e l’utente prima di capire se l’azienda produce bottoni o vende camicie ci mette troppo fino a scegliere di andarsene. La gente non ragiona come i webmaster o come i grafici creativi. La gente si fa delle domande e vuole risposte, ha delle esigenze e vuole essere soddisfatta.

Oggi poi, con la pressante ricerca della conversione, si chiede sempre più frequentemente agli utenti di compilare form, magari pieni di campi da riempire, senza tener conto del processo temporale necessario per acquisire la giusta consapevolezza. Non credo che abbiamo chiesto subito a nostra moglie di uscire la sera, quindi non pretendiamo che gli utenti ci lascino immediatamente una miriade di dati su di loro o vogliano subito mettersi in contatto con noi.

É ovvio poi che i contenuti sono diventati un elemento sempre più strategico. La qualità dei contenuti di un sito web è ormai fondamentale. Non possiamo pretendere di avere successo sul sito se i testi li ha scritti la nostra segretaria perché era brava in italiano. Un testo per il web deve essere realizzato tenuto conto di precise tecniche di comunicazione, deve essere originale, autentico, deve essere dalla parte del lettore.

Infine è inutile investire un sacco di soldi sul proprio sito web se questo non è ottimizzato per i motori di ricerca e per i dispositivi mobile. É come aver fatto una bellissima casa ma senza strade per raggiungerla. Oggi è probabile che sia necessario investire molto più nel Seo e Sem (indicizzazione, ottimizzazione e promozione sui motori di ricerca) che sul sito stesso. Se poi quando aprite la vostra pagina web su uno smartphone o un tablet vi sembra un’opera di Picasso, forse state perdendo un terzo del vostro business.

Testo di Mauro Milesi

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