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Giri di poltrona

Cetti Galante eletta Presidente AISO: outplacement in prima linea nel secondo atto del Jobs Act

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Cetti Galante  è stata eletta con votazione all’unanimità da parte del Comitato Direttivo, Presidente di AISO, l’Associazione Italiana delle Società di Outplacement.
Con successiva votazione si rinnovano le cariche anche del Comitato Direttivo, con la nomina dei due Vicepresidenti  Giovanni Pedone e Marco Tagliabue e del Presidente del Comitato Etico Franco Faoro. AISO è nata nel 1988 per promuovere la cultura della ricollocazione professionale in Italia e rappresentare un polo di eccellenza nel settore

Cetti Galante e il Comitato Direttivo nei due anni del loro mandato mirano a raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Promuovere la cultura del supporto alla ricollocazione professionale nel nostro Paese.
  • Rafforzare AISO come soggetto che identifica le società di outplacement di qualità, ovvero società che operano nel pieno rispetto degli standard qualitativi previsti dal regolamento dell’Associazione.
  • Riportare AISO a essere un soggetto di interlocuzione con le Istituzioni in materia di rientro nel mercato del lavoro.

Durante il percorso di outplacement – spiega Marco Tagliabuele società di AISO fanno un lavoro costante, intenso, e personalizzato su ogni singola persona, questo è alla base dei risultati che otteniamo” .  

Oggi è fondamentale tutelare la qualità del servizio – afferma Franco Faoro – ecco perché il focus di AISO sarà fortemente concentrato su questo, nel fissare alti standard per l’ammissione di nuovi membri e nel riverificare costantemente la permanenza dei requisiti richiesti sulle società che oggi fanno parte di AISO”.

“Oggi è molto complesso ritrovare lavoro da soli per questo il servizio non dovrebbe essere offerto in alternativa a una monetizzazione – aggiunge Giovanni Pedone -. Il ricorso sistematico a questo servizio porterebbe, pertanto, a ridurre i tempi di rientro nel mercato del lavoro, con un importante beneficio per le casse dello Stato e per le persone”.

”Auspichiamo, pertanto – conclude Galante -, che l’outplacement in Italia diventi presto obbligatorio, come già avviene in altri Paesi europei, tutelando però la qualità del servizio attraverso requisiti stringenti per l’accreditamento delle società autorizzate, e qui AISO vuole tracciare la strada”.

Business&Gentlemen

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