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Conviene sviluppare le competenze dei collaboratori?

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Le competenze dei collaboratori sono un importante valore aggiunto per le aziende. Quanto conta quindi sviluppare le competenze dei propri collaboratori? ne abbiamo parlato con Angelo Pasquarella, amministratore delegato di Projectland

La competizione finisce con l’erodere il margine delle imprese e schiaccia i redditi dei propri dipendenti. Molti vedono nella formazione e nello sviluppo delle competenze la soluzione. Cosa ne pensa?
Il valore aggiunto all’interno dei prodotti, sia materiali che immateriali, dipende soprattutto dalla quantità di “intelligenza” in essi contenuta. Un prodotto indifferenziato, che non ha una precipua caratterizzazione, è difficilmente profittevole e consente all’azienda di sopravvivere solo in funzione del basso costo (e quindi anche di un basso costo del lavoro). Per uscire da questa “trappola” le aziende sono costrette ad innovare e devono farlo molto rapidamente in quanto la società globale fa sorgere minacce impreviste in ogni parte del mondo.

Ma come può l’azienda evitare le minacce e riuscire a sopravvivere in situazioni così critiche?
Il punto chiave delle aziende passa attraverso lo sviluppo dei cosiddetti knowledge worker, di coloro cioè che, sia dal punto di vista del mercato che del prodotto che del processo, sono in grado di mantenere molto alto il monitoraggio della concorrenza, il livello di obsolescenza del prodotto e dei sistemi di produzione. Per far questo l’azienda deve sviluppare continuamente e costantemente l’intelligenza presente al suo interno. É la sua àncora di salvezza. Alcuni studiosi di management hanno sostenuto che l’azienda deve divenire una “learning organization”: un’azienda che è in grado di accrescere continuamente il proprio sapere e la capacità, attraverso l’innovazione, di adattarsi a situazioni in evoluzione cavalcando il gusto e i desideri dei clienti, nel più ampio contesto possibile.

Lo sforzo di mantenere viva questa tensione non è da poco…
Ecco perchè la crescita professionale dei collaboratori diviene il fattore critico di successo dell’azienda che deve quindi stimolare ogni occasione di crescita e di apprendimento delle proprie risorse offrendo loro grandissime occasioni di imparare e di crescere professionalmente. Se il lavoro dell’azienda consiste in gran parte nel produrre innovazione, idee e soluzioni originali, chi gestisce l’impresa ha la necessità di sviluppare continuamente competenze per sostenere adattamento alle nuove situazioni e soluzione di problemi.

Ma più i dipendenti diventano preparati e più sono appetibili anche per il mercato. Non si rischia di preparare personale per i propri concorrenti?
Certamente, migliorando i propri collaboratori se ne aumenta anche  il valore sul mercato del lavoro.
Ma non c’è scampo: se sviluppi le competenze dei collaboratori rischi che se ne vadano, se non le sviluppi non ti servono a nulla.

E allora?

Non c’è storia. Dobbiamo procede sulla via dello sviluppo continuo delle competenze senza mai stancarci.
Se la nostra azienda è basata sula cultura della continua crescita professionale, è difficile che qualche persona, seppure preparata, possa ricostruire altrove il clima aziendale e la tensione innovativa che abbiamo saputo creare. Le conoscenze invecchiano rapidamente e i knowledge worker che giocano la carta di vendere le proprie competenze senza avere un sufficiente “humus” aziendale nel quale svilupparne delle nuove rischiano di diventare obsoleti in poco tempo.
É comunque il sistema che vince, cioè l’insieme tra persone motivate ed un ambiente premiante verso l’innovazione.

Testo a cura di Fabrizio Amadori

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