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152mila le imprese di donne in Lombardia e 50 mila a Milano

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152mila le imprese di donne in Lombardia e 50 mila a Milano
2mila le nuove imprese femminili che saranno create in Italia per Expo
Imprese, 1 tecnologica su 10 e 1 creativa su 5 guidate da una donna
Milano, 30 settembre 2014. Iniziative per coinvolgere anche i bambini in vista di Expo: dalla guida che racconta Milano attraverso le sue storie, i personaggi famosi e i monumenti alla app per riconoscere la frutta e verdura di stagione, dal portale dedicato alle mamme e ai problemi della nutrizione fino alla playroom a spinta per risolvere i problemi delle famiglie con bambini piccoli quando visitano fiere, eventi, parchi. Ci sono poi la prima piattaforma internazionale di crowdfunding dedicata al mondo della letteratura, il progetto di ricettività turistica all’aria aperta che offre servizi di qualità a prezzi accessibili con installazioni a basso impatto ambientale e quello che prevede un itinerario alla scoperta dell’apicoltura. Sono solo alcuni dei 30 progetti del Tavolo Expo Donne, questa sera dalle 17,30 in Camera di commercio, palazzo Giureconsulti, piazza Mercanti 2.
“Expo rappresenta un’opportunità per le donne imprenditrici, per la ricaduta economica e occupazionale e anche per la creazione di nuove imprese – ha dichiarato Federica Ortalli – Presidente comitato Imprenditoria Femminile e membro di Giunta della Camera di commercio di Milano -. Abbiamo organizzato questo Tavolo dedicato alle donne imprenditrici per aiutare le imprese femminili a  cogliere le occasioni economiche e di lavoro offerte dalla manifestazione”.
La mappa delle imprese femminili in Italia per contenuto tecnologico. Elettronica, industria aereo spaziale, prodotti farmaceutici: delle 1.287 attività femminili italiane impegnate in questi settori ad alta tecnologica la maggior parte si concentra a Roma e Milano (109 e 108) ma la provincia più specializzata tra le prime risulta essere Ancona dove oltre il 25% del totale delle imprese tecnologiche è guidata da donne (rispetto a una media italiana dell’11,7%). Nei settori a medio-alto contenuto tecnologico, dai prodotti chimici alla cosmetica, dai macchinari ai mezzi di trasporto, prima per numero è Milano con 559 imprese femminili, seguita da Torino (301) e Brescia (246) ma la più specializzata è Bergamo dove il 14,4% delle attività è al femminile (contro una media nazionale del 10,9%). Metallurgia, produzione di articoli in vetro, plastica, ceramica, gomma, utensili sono invece alcune delle attività a contenuto tecnologico medio-basso in cui prime risultano Milano (590), Torino (438) e Napoli (410), Firenze quella con il peso maggiore delle femminili sul totale (14,6% contro il 10,3% italiano). Tessile, abbigliamento e accessori, gioielli, industria alimentare, settori più tradizionali a basso contenuto tecnologico, vedono in testa Firenze (2.893 attività femminili) seguita da Milano (2.663) e Roma (2.609). La più specializzata? Prato dove ben il 34% di queste imprese è guidato da donne, segue Perugia (30,3%). La media italiana è del 23,1%. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al I e II trimestre 2014relativi alle imprese femminili secondo la classificazione Ocse.
In Lombardia più donne nei settori creativi: una impresa tecnologica su dieci una impresa creativa su cinque sono guidate da una donna. Dalla moda alla produzione alimentare delle 43 mila attività lombarde a basso contenuto tecnologico ma spesso ad alta creatività una su cinque è guidata da donne (8.742) mentre il peso è una su dieci tra quelle ad alto o medio alto contenuto tecnologico.
Sono quasi 152 mila le imprese femminili in Lombardia, 50mila a Milano a giugno 2014, +0,7% rispetto a marzo (sono invece stabili le maschili), danno 360 mila posti di lavoro in regione e 123 mila nel capoluogo. In Lombardia è femminile quasi un’impresa su cinque, una su sei a Milano. Settori principali sono commercio (41.108 in Lombardia di cui 13.593 a Milano), servizi alla persona (20.534 in Lombardia, di cui 5.883 a Milano) e alloggio e ristorazione (15.295 in Lombardia, di cui 4.041 a Milano). Ma sono Sondrio e Pavia le economie più al femminile: quasi un’impresa su quattro è guidata da donne. A Milano, Brescia e Bergamo le imprese femminili più numerose (49.652, 21.687, 16.574), a Monza e Brianza la maggior crescita: +1,2%. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al I e II trimestre 2014 relativi alle imprese femminili in tutti i settori.
Tavoli Expo: più di 800 i progetti che le imprese stanno portando avanti in vista dell’esposizione. La Camera di Commercio di Milano ha costituito i “Tavoli Tematici Expo 2015” per coinvolgere il sistema economico-imprenditoriale nelle opportunità generate da Expo 2015.
La ricaduta di Expo Milano 2015 sull’economia milanese dal 2012 al 2020: 102mila i posti di lavoro che saranno attivati, 27mila nel resto della Lombardia su un totale nazionale di 191mila. Sul territorio milanese la produzione aggiuntiva sarà di 12,7 miliardi, su un totale nazionale di 23,6 e lombardo di 15,8. Da una ricerca sull’impatto economico diretto e legacy dell’evento promossa dalla Camera di Commercio di Milano e dalla Società Expo 2015 e affidata a un team di analisti economici coordinati da Alberto Dell’Acqua professore SDA Bocconi.
11 mila nuove imprese grazie a Expo, 2 mila saranno femminili. Secondo la stessa ricerca, gli effetti sul sistema imprenditoriale si vedranno anche sotto forma delle nuove imprese che nasceranno, in Italia ne sono previste circa 11mila, a partire dal settore costruzioni, turismo e servizi alle imprese e per il tempo libero, di cui oltre 2mila femminili.
Iniziative per coinvolgere anche i bambini in vista di Expo: dalla guida che racconta Milano attraverso le sue storie, i personaggi famosi e i monumenti alla app per riconoscere la frutta e verdura di stagione, dal portale dedicato alle mamme e ai problemi della nutrizione fino alla playroom a spinta per risolvere i problemi delle famiglie con bambini piccoli quando visitano fiere, eventi, parchi. Ci sono poi la prima piattaforma internazionale di crowdfunding dedicata al mondo della letteratura, il progetto di ricettività turistica all’aria aperta che offre servizi di qualità a prezzi accessibili con installazioni a basso impatto ambientale e quello che prevede un itinerario alla scoperta dell’apicoltura. Sono solo alcuni dei 30 progetti del Tavolo Expo Donne, presentati nei giorni scorsi in Camera di Commercio.
“Expo rappresenta un’opportunità per le donne imprenditrici, per la ricaduta economica e occupazionale e anche per la creazione di nuove imprese – ha dichiarato Federica Ortalli – Presidente comitato Imprenditoria Femminile e membro di Giunta della Camera di commercio di Milano -. Abbiamo organizzato questo Tavolo dedicato alle donne imprenditrici per aiutare le imprese femminili a  cogliere le occasioni economiche e di lavoro offerte dalla manifestazione”.

La mappa delle imprese femminili in Italia per contenuto tecnologico
Elettronica, industria aereo spaziale, prodotti farmaceutici: delle 1.287 attività femminili italiane impegnate in questi settori ad alta tecnologica la maggior parte si concentra a Roma e Milano (109 e 108) ma la provincia più specializzata tra le prime risulta essere Ancona dove oltre il 25% del totale delle imprese tecnologiche è guidata da donne (rispetto a una media italiana dell’11,7%). Nei settori a medio-alto contenuto tecnologico, dai prodotti chimici alla cosmetica, dai macchinari ai mezzi di trasporto, prima per numero è Milano con 559 imprese femminili, seguita da Torino (301) e Brescia (246) ma la più specializzata è Bergamo dove il 14,4% delle attività è al femminile (contro una media nazionale del 10,9%). Metallurgia, produzione di articoli in vetro, plastica, ceramica, gomma, utensili sono invece alcune delle attività a contenuto tecnologico medio-basso in cui prime risultano Milano (590), Torino (438) e Napoli (410), Firenze quella con il peso maggiore delle femminili sul totale (14,6% contro il 10,3% italiano). Tessile, abbigliamento e accessori, gioielli, industria alimentare, settori più tradizionali a basso contenuto tecnologico, vedono in testa Firenze (2.893 attività femminili) seguita da Milano (2.663) e Roma (2.609). La più specializzata? Prato dove ben il 34% di queste imprese è guidato da donne, segue Perugia (30,3%). La media italiana è del 23,1%. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al I e II trimestre 2014relativi alle imprese femminili secondo la classificazione Ocse.
In Lombardia più donne nei settori creativi: una impresa tecnologica su dieci una impresa creativa su cinque sono guidate da una donna. Dalla moda alla produzione alimentare delle 43 mila attività lombarde a basso contenuto tecnologico ma spesso ad alta creatività una su cinque è guidata da donne (8.742) mentre il peso è una su dieci tra quelle ad alto o medio alto contenuto tecnologico.
Sono quasi 152 mila le imprese femminili in Lombardia, 50mila a Milano a giugno 2014, +0,7% rispetto a marzo (sono invece stabili le maschili), danno 360 mila posti di lavoro in regione e 123 mila nel capoluogo. In Lombardia è femminile quasi un’impresa su cinque, una su sei a Milano. Settori principali sono commercio (41.108 in Lombardia di cui 13.593 a Milano), servizi alla persona (20.534 in Lombardia, di cui 5.883 a Milano) e alloggio e ristorazione (15.295 in Lombardia, di cui 4.041 a Milano). Ma sono Sondrio e Pavia le economie più al femminile: quasi un’impresa su quattro è guidata da donne. A Milano, Brescia e Bergamo le imprese femminili più numerose (49.652, 21.687, 16.574), a Monza e Brianza la maggior crescita: +1,2%. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al I e II trimestre 2014 relativi alle imprese femminili in tutti i settori.
Tavoli Expo: più di 800 i progetti che le imprese stanno portando avanti in vista dell’esposizione. La Camera di Commercio di Milano ha costituito i “Tavoli Tematici Expo 2015” per coinvolgere il sistema economico-imprenditoriale nelle opportunità generate da Expo 2015.

La ricaduta di Expo Milano 2015 sull’economia milanese dal 2012 al 2020: 102mila i posti di lavoro che saranno attivati, 27mila nel resto della Lombardia su un totale nazionale di 191mila. Sul territorio milanese la produzione aggiuntiva sarà di 12,7 miliardi, su un totale nazionale di 23,6 e lombardo di 15,8. Da una ricerca sull’impatto economico diretto e legacy dell’evento promossa dalla Camera di Commercio di Milano e dalla Società Expo 2015 e affidata a un team di analisti economici coordinati da Alberto Dell’Acqua professore SDA Bocconi.
11 mila nuove imprese grazie a Expo, 2 mila saranno femminili. Secondo la stessa ricerca, gli effetti sul sistema imprenditoriale si vedranno anche sotto forma delle nuove imprese che nasceranno, in Italia ne sono previste circa 11mila, a partire dal settore costruzioni, turismo e servizi alle imprese e per il tempo libero, di cui oltre 2mila femminili.
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