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Tecnologie

L’ecosistema “democratico” dell’innovazione

Conferenza UGM 2015
L’innovazione oggi vive e cresce in un vero e proprio ecosistema. Un mondo articolato che si alimenta e cresce in contesti molteplici, ibridi, fisici e digitali. Uno spazio in cui la community degli innovatori trova il suo habitat naturale, linfa e nutrimento nella sua continua sfida verso la realizzazione dei prodotti del futuro.
Una azienda che voglia servire chi vive facendo innovazione non può oggi fornire solo prodotti ma deve orientarsi verso una piattaforma di lavoro, completandola con la capacità di creare relazioni e mettere a disposizione contenuti. In questo modo diventa un membro guida della comunità e contribuisce alla creazione di un ecosistema completo, aperto, condiviso in cui i contenuti crescono esponenzialmente come i membri stessi della comunità.

E’ questo il messaggio di fondo emerso dalla Convergence 2015, l’Ansys User Group Meeting che ha raccolto a Bologna oltre 200 ingegneri, esperti, docenti e tecnici provenienti dal mondo delle imprese, delle istituzioni e dell’università per discutere e condividere le ultime novità nel campo della simulazione numerica e dei processi che favoriscono l’innovazione.

“Siamo al centro di una grande community – ha sottolineato Paolo Colombo, European Strategic Programs Manager ANSYS – che ci vede sempre più numerosi e protagonisti. Come Ansys, che in Italia è cresciuta molto in questi anni e che offre agli utenti un ricco panorama di opportunità di networking: da eventi specifici fino alle piattaforme web e social. Oltre a un servizio sempre più stratificato e personalizzato a cominciare da un avanzato programma di assistenza fino alle soluzioni cloud che consentono di superare i limiti hardware e software residenti in azienda”.

Nella due giorni che si è svolta a metà maggio sono emersi tanti importanti punti di vista, ma tutti convergenti verso un’unica prospettiva: in un mondo complesso, votato alla competitività e alle performance, non è più possibile restare a guardare.

Lo sa bene una realtà leader mondiale come Ferrari che, nel settore corse, vive all’estremo i processi di miglioramento e performance e deve continuamente evolvere attraverso soluzioni che offrano anche la miglior garanzia di risultato. L’evento è stato aperto dal pilota e collaudatore Ferrari, Andrea Bertolini, che ha raccontato come nel mondo delle corse ad ogni gara si parte da zero. In pista conta solo la performance, fare bene nelle qualifiche se si vuole partire davanti agli altri, e fare bene durante la gara stessa per poter salire sul podio o vincere. Finita la corsa, bisogna subito iniziare a concentrarsi sulla successiva. Questo significa che la vettura deve essere performante e soprattutto affidabile, configurata per ciascun circuito, ed è necessario sfruttare ogni minuto del tempo tra una gara e l’altra per mettere a punto il veicolo. La simulazione ha cambiato il modo di lavorare perchè permette di prevedere velocemente il comportamento della vettura e come le variazioni pensate dagli ingegneri influenzeranno le performance.

Proprio la giusta direzione diventa l’orizzonte spesso più difficile da trovare per le aziende che ogni giorno tentano soddisfare la “promessa” che fanno nei confronti dei loro clienti. “Questa è la vera sfida – ha spiegato Gary Panes, European Marketing Director di ANSYS – perché i nostri prodotti sono la promessa più importante che facciamo con il mercato. E la simulazione consente di ottimizzare enormemente il processo che passa dall’idea al prodotto finito. Tutto questo tenendo conto che, ormai, i prodotti sono veri e propri sistemi multifisici e occorre verificare non soltanto i singoli componenti, ma il sistema nella sua totalità e complessità”.

Un bisogno crescente da parte degli addetti ai lavori che – secondo Panes – avranno sempre più accesso al mondo della simulazione numerica: “Nel 2005 un ingegnere su 22 utilizzava la simulazione. Stimiamo che nel 2020 la quasi totalità degli ingeneri ne farà uso. È la democratizzazione della simulazione”. Per questo, tra le novità presentate al convegno, anche ANSYS AIM, un ambiente di lavoro multidisciplinare dall’interfaccia semplificata e intuitiva, pensato per automatizzare il più possibile i processi di simulazione e rendere questa tecnologia complessa alla portata di quanti più ingegneri e progettisti possibile, senza rinunciare ad avere solutori di alto profilo, garanzia di risultati attendibili.

La conferma di un approccio sempre più intensivo e performante sulle soluzioni che favoriscono i processi d’innovazione arriva direttamente dal mondo dell’impresa. La presentazione di General Electric Oil & Gas ha fatto vedere in concreto come sia possibile per una azienda implementare la Simulation Driven Product Development, ovvero lo sviluppo di prodotto basato sulla simulazione. GE impiega la simulazione addirittura prima di aver iniziato a concepire un nuovo prodotto: Quando un cliente fornisce le specifiche su cui deve essere progettata una nuova macchina, si procede alla simulazione per verificare che sia costruibile e quali sfide si dovranno affrontare, in modo da essere in grado di decidere se accettare la commessa e definire a priori i costi e il prezzo.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche da un’altra realtà di spicco come Magneti Marelli che ha evidenziato quanto ampio possa essere lo spettro di ipotesi realizzative in riferimento al briefing e alle esigenze di un cliente. La sfida si vince riuscendo, attraverso la simulazione e all’analisi, ad ottimizzare il prodotto, rendendolo altamente performante. Su questo si gioca la partita della competitività.

Sì, perché in certi casi non si può sbagliare, soprattutto quando in gioco non c’è la realizzazione di un macchinario, ma la vita umana. Come nel caso dell’ingegneria biomedica che applica le nuove tecnologie nel campo della chirurgia più avanzata: “Abbiamo applicato la simulazione numerica – ha spiegato il professor Gabriele Dubini del Politecnico di Milano – per studiare e comprendere il comportamento a fatica degli stent periferici. Questo ci ha permesso di colmare una lacuna nella letteratura medica e di offrire importanti chiarimenti ai chirurghi rispetto alle scelte migliori in base ai loro pazienti”.

Le opportunità e i campi di applicazione della simulazione numerica per favorire l’innovazione sono molteplici, ma occorrono anche soluzioni tecnologiche avanzate e sistemi informatici robusti per consentire le migliori performance del software.

“Molte aziende – ha precisato Nicola Venuti, direttore tecnico di Nice – hanno problemi di gestione, performance e sicurezza relativamente ai propri sistemi informatici. E’ possibile offrire un panorama nuovo di opportunità attraverso il “Technical cloud”, ossia un nuovo modo di approcciare il cloud in cui le applicazioni stesse girano in remoto e l’utente finale visualizza i risultati dove vuole. Questo consente di sfruttare al meglio le opportunità della simulazione numerica senza bisogno di investire su hardware specifico in azienda”.

Tuttavia in alcuni casi la potenza, le performance dell’hardware e della struttura IT sono fondamentali per gestire situazioni ed esigenze specifiche. “Alcune realtà – ha sottolineato Piero Altoè, VP of Research and Innovation di E4 Computer Engineering – hanno bisogno di soluzioni totalmente personalizzate nel campo dell’high perfomance computing. E’ possibile progettare e studiare in ogni suo aspetto l’architettura hardware affinché affronti in maniera specifica i particolari bisogni di un’azienda”. “A questo evento abbiamo accolto i rappresentatni di 142 aziende e 44 università e centri di ricerca”, ha commentato Carlo Gomarasca, amministratore delegato di ANSYS Italia. “Abbiamo raccontato loro novità importanti come le nuove possibilità del cloud computing, ANSYS AIM, l’acquisizione e l’integrazione di prodotti come Spaceclaim che rendono la simulazione più facile e ci avvicinano a tecnologie come la stampa 3D e l’additive manufacturing. Ma soprattutto abbiamo ascoltato i nostri clienti, dai colossi come GE al piccolo studio di ingegneria, che spesso riescono a stupire anche noi con l’impiego che fanno dei nostri prodotti e con i risultati che ne ottengono. Abbiamo premiato alcuni di loro tra quelli che hanno presentato dei paper tecnologici: GE Oli & Gas, Politecnico di Milano, Link Engineering, Università di Pisa, Aeronautica Militare e Università di Firenze. E’ sempre una scelta difficile vista la qualità dei contenuti, e per questo raccogliamo i lavori in un libro prezioso, l’Innovabook. La cosa più importante rimane comunque il senso di comunità: due giorni in un ambiente informale dove incontriamo i nostri clienti, li facciamo conoscere tra loro e li mettiamo in contatto con i nostri partner locali ed internazionali”.

L’appuntamento è per l’anno prossimo, ma nel frattempo l’attività prosegue con seminari, workshop e webinar che è possibile trovare su www.fareinnovazione.org


Per maggiori informazioni:ANSYS Italia – via G.B. Pergolesi 25 – 20124 Milano – Tel. +39.02.89013378 –italyinfo@ansys.com

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