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Ecosostenibile

New York, il take away diventa ecologico

contenitori take away

Da quest’estate a New York sono stati vietati i contenitori di polistirolo, considerati degli oggetti ad alti impatto ambientale. Il divieto era già in vigore in altre città degli Stati Uniti. 

Con il nuovo anno a New York è iniziato il conto alla rovescia: a ristoranti, mense e ambulanti (ma non solo) sono stati concessi sei mesi di tempo per dotarsi di contenitori take away in materiale eco compatibile.

Da luglio è scattato infatti il divieto di utilizzare contenitori in polistirolo, come anche le cosiddette “noccioline” da imballaggio.

Dopo aver consultato le imprese, le associazioni non-profit, i fornitori e le altre parti interessate, il Dipartimento di igiene statunitense (Dsny) ha stabilito che il polistirolo espanso non può essere riciclato, cosa che che ha portato al divieto; ha inoltre constatato che attualmente non esiste un mercato per il materiale post-consumo raccolto in modo differenziato.

Il cosiddetto polistirolo espanso (o polistirene) è una resina plastica da cui si ricavano numerosi prodotti, spesso usati come contenitori usa e getta di cibo.

Il Dipartimento di igiene ha raccolto nel 2014 circa 28.500 tonnellate di polistirolo, di cui circa il 90 per cento costituito da questo tipo di prodotti monouso.

Sono circa 23mila le tonnellate di polistirolo che vengono gettate via ogni anno a New York, con un costo per la città di almeno 86 dollari a tonnellata. «Questi prodotti possono causare reali danni ambientali e non hanno posto a New York City. Abbiamo opzioni migliori, alternative migliori e, se più città in tutto il paese seguiranno il nostro esempio e imporranno divieti simili, queste alternative diventeranno presto più numerose e costeranno di meno», ha dichiarato il sindaco Bill de Blasio.

Dal divieto sono esentate le imprese con introiti inferiori ai 500mila dollari annui nel caso in cui possano dimostrare che l’acquisto di contenitoli “eco-friendly” provochi “un danno economico ingiusto”.


Negli Stati Uniti sono oltre settanta le città che hanno già vietato l’uso di questo materiale e molte altre si stanno unendo a questa causa.

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