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Senigallia è una città ricca di monumenti e di luoghi di interesse: una località turistica adatta, insomma, non solo a chi ha voglia di fare il bagno nell’Adriatico, ma anche a coloro che desiderano tuffarsi – solo in senso metaforico – nell’arte, nella storia e nella cultura delle Marche

Come non prendere in considerazione, per esempio, la Rocca roveresca, così chiamata per ricordare i Della Rovere che la commissionarono? Caratterizzata da uno stile rinascimentale, si presenta come uno dei monumenti più importanti della città: una vera e propria fortezza che all’esterno sembra essere contraddistinta da un aspetto semplice e lineare, che però diventa molto più elaborato e complesso all’interno. Sì, perché gli spazi interni risultano addirittura labirintici. Misteri ed enigmi si alimentano e si accavallano in una irregolarità che pare, però, studiata nei minimi dettagli: e così è, visto che è stata ideata e progettata appositamente da Baccio Pontelli, responsabile dei lavori di costruzione, che ha voluto dare vita a un contesto di questo tipo per generare un senso di disorientamento. Missione compiuta, non c’è che dire.

Chi ha voglia di vivere e scoprire un edificio storico altrettanto antico, ma di sicuro più invitante e accogliente, può invece fare riferimento al Castello di Monterado, un hotel con piscina a Senigallia che in passato è appartenuto a nobili ed ecclesiastici, e che ora si presenta come una struttura ricettiva raffinata e maestosa.

Il tour tra i monumenti di Senigallia prosegue con una visita al Palazzo Ducale, collocato proprio davanti alla Rocca, risalente alla metà del Cinquecento e fatto edificare da Guidobaldo II Della Rovere. Progettato da Gerolamo Genga e fatto ampliare da Francesco Maria II Della Rovere, in passato era la dimora di rappresentanza per la corte nobiliare, oltre che per i suoi illustri ospiti: chi ha la possibilità di ammirarlo da vicino può notare la bellezza del soffitto a cassettoni, opera di Taddeo Zuccari.

Passeggiando per la città ci si imbatte anche nei Portici Ercolani, che devono il proprio nome a Giuseppe Maria Ercolani, il monsignore che li ha progettati intorno alla metà del Settecento per volontà di Papa Benedetto XIV. Nati al fine di ospitare la fiera della Maddalena, un appuntamento annuale, si dilungano in ben 126 arcate realizzate in pietra d’Istria, e costeggiano tutta la riva destra del fiume Misa, che bagna la città scorrendo nei pressi del centro storico.

Infine, merita qualche fotografia il Palazzetto Baviera (curato a sua volta da Baccio Pontelli), non lontano dalla Rocca Roveresca, importante soprattutto per gli stucchi che lo impreziosiscono e che sono stati realizzati da Federico Brandani, scultore urbinate, che vi ha raffigurato, tra l’altro, scene estratte dalle dodici fatiche di Ercole, dall’Iliade, dalla storia di Roma e dalla Genesi. Sono ben cinque le sale che possono vantare queste opere.

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