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Economy

Nelle famiglie crescono il reddito e la prudenza

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Torna a crescere, dopo 8 anni, il potere d’acquisto delle famiglie (+0,8%) per la bassa inflazione (0,1% lo scorso anno), ma le tasse continuano a pesare in modo devastante sulla testa degli italiani: la pressione fiscale del 2015 è al 43,5%. Un piccolo passo in avanti si registra nel 2015 dal rapporto tra deficit e PIL, che scende al 2,6%.

L’instabilità dell’economia globale, però, viene confermata dal consigliere esecutivo Bce, Petere Praet, che lancia l’allarme: “Il periodo prolungato di bassa inflazione in cui ci troviamo oggi ha aumentato i rischi che l’inflazione inferiore agli obiettivi possa diventare persistente, il che sarebbe profondamente dannoso per l’economia”. Un rischio che la Bce non vuole correre: “E’ per questo che abbiamo reagito così energicamente per assicurare il nostro obiettivo – assicura Praet – e continueremo a farlo in futuro se necessario”.

In merito all’analisi ISTAT sul potere d’acquisto delle famiglie consumatrici, l’aumento del loro reddito reale dello 0,8% nel 2015 rappresenta il primo rialzo dal 2007, prima dello scoppio della crisi: guardando però all’ultimo trimestre dello scorso anno, c’è una flessione della capacità di spesa, almeno a livello congiunturale (-0,7%). La variazione si mantiene invece positiva su base annua (+0,9%). Una grossa mano l’ha data l’inflazione che non è mai stata così bassa dal 1959 (0,1%). Prendendo a riferimento invece il dato corrente, il reddito lordo disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,9% lo scorso anno, registrando nell’ultimo trimestre dell’anno una riduzione dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e un aumento dell’1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014.

Per quanto riguarda gli investimenti fissi lordi delle famiglie, nel 2015 sono aumentati dello 0,5% e il tasso di investimento per l’acquisto immobiliare è rimasto stabile al 6,2% rispetto al 2014.

Per quanto riguarda i consumi finali delle famiglie, arrivano dall’ISTAT dati incoraggianti, che registrano l’aumento dell’1%nel 2015 (+0,8% nel 2014). Inoltre, nell’ultimo trimestre del 2015 il rialzo è stato pari allo 0,4% a livello congiunturale e all’1,5% in termini tendenziali.

Per i conti pubblici nel 2015, le uscite totali sono aumentate dello 0,1% rispetto all’anno precedente e il corrispondente rapporto rispetto al Pil è stato pari a 50,5% (51,2% nel 2014), mentre le entrare totali sono salite dell’1%, con un’incidenza sul Pil del 47,9% (-0,3% rispetto al 2014). Di fronte al peggioramento del quadro economico internazionale, però, il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, sostiene che quest’anno non si sente il bisogno di una manovra correttiva, in quanto sarà sufficiente un aggiustamento in via amministrativa.

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