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L’era digitale: più tecnologici ma meno produttivi

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La rivoluzione tecnologica ha cambiato le nostre vite ma non riesce a imprimere una svolta alla crescita globale. L’efficienza delle imprese frena sempre più, eppure gli investimenti sull’innovazione non si fermano.

Negli ultimi vent’anni il mondo è cambiato moltissimo. Prendiamo i soldi in banca o ci facciamo il biglietto aereo da soli. Passiamo la vita davanti al computer e abbiamo imparato che esiste davvero un deus ex machina: sta dietro allo schermo e si chiama algoritmo. E poi Snapchat, Twitter, Spotify, Netflix e Facebook, i lettori ottici, i droni. Siamo sballottati da una rivoluzione tecnologica perenne che ci offre una nuova meraviglia al giorno. Una manna per chi si occupa di marketing, una preoccupazione per gli economisti. Perché, a sentir loro, il mondo si agita tanto ma resta fermo.

Il metro di misura è la produttività, ovvero quanto produciamo per ora lavorata. Alla lunga, è il costante aumento della produttività che assicura il costante miglioramento del benessere e del tenori di vita. Lo testimoniano gli ultimi due secoli di rivoluzione industriale. Ma il meccanismo sembra essersi inceppato. Fra il 1970 e la fine del secolo, con il boom dell’informatica, la produttività aumentava nel mondo fra l’1,5 e il 2,5 per cento ogni anno. Ora gli statistici prevedono che negli Stati Uniti la produttività nel 2016 sia destinata a diminuire, per la primo volta dopo trent’anni.

In dubbio che la rivoluzione tecnologica in corso non fosse paragonabile a quella esplosa a cavallo del Novecento, più di un economista, da Cowen a Gordon, l’aveva già avuto. Ma nelle scorse settimane l’Ocse, l’organizzazione che raggruppa i Paesi ricchi, ha fornito i numeri. L’Italia dove l’indicatore è fermo a zero da dieci anni, è un caso limite e del tutto particolare. Peraltro il mistero della produttività svanita prevade economie assai più dinamiche della nostra. In America cresceva dell’1,52 per centro fra il 1970 e il 1996, del 2,5 per centro a cavallo del millennio e del boom informatico e diminuirà quest’anno, ma già fra il 2004 e il 2014 aveva rallentato fino all’1,12 per cento. La Germania, invece, è in caduta dagli anni ’80 (1,90%) al 2000 (1,68%) al 2004-2014 (0.86%).

La produttività sta rallentando di più proprio nei settori in cui si prevedeva che le innovazioni digitali e tecnologiche dessero i dividendi più alt: finanza, assicurazioni, comunicazioni, informazione.

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