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L’agorafobia: ecco come intervenire

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L’agorafobia è una condizione patologica di carattere psicologico che si associa di frequente al disturbo di panico: contraddistinta dall’ansia o dal timore di trovarsi in una situazione o in un luogo da cui sarebbe imbarazzante o complicato allontanarsi, si presenta come una sensazione di grave disagio o di paura, per risolvere la quale può essere necessario l’intervento di una psicoterapeuta a Roma. In sostanza, chi soffre di agorafobia prova un forte imbarazzo nel momento in cui si trova in uno spazio all’aperto di grandi dimensioni o in un ambiente che non gli è familiare, poiché ha paura di non essere in grado di tenere sotto controllo la realtà che lo circonda: insomma, è motivato dal desiderio di scappare, vuole una via di fuga che gli permetta di raggiungere nel minor tempo possibile un luogo che considera sicuro.

Grazie al supporto di una psicoterapeuta a Roma, pertanto, un agorafobico può trovare una soluzione al disturbo che lo attanaglia e ricominciare a frequentare luoghi a cui non è abituato o pubblici. Il livello di gravità dei comportamenti evitanti e dello stato di ansia che caratterizzano l’agorafobia varia, ovviamente, in funzione di diversi fattori: quel che è certo, e che può essere considerato come un comune denominatore, è che questo disturbo è una manifestazione ansiosa decisamente problematica perché invalidante, visto che chi ci ha a che fare in molti casi diventa dipendente dai luoghi che gli sono consoni. Il rischio di chiudersi tra le mura di casa è molto concreto, e si abbandona la propria abitazione solo se si è in compagnia di altre persone.

Per altro, sono molti gli oggetti dell’agorafobia: si può trattare della paura di uscire di casa, come detto, ma anche di viaggiare da soli su un autobus, di entrare in un negozio, di trovarsi accanto ad altre persone in un luogo pubblico, di prendere il treno, di salire su un aereo, e così via. Un attacco di panico, in un caso come questo, può essere motivato dal terrore di non poter ricevere alcun aiuto in pubblico, ma si può verificare anche in situazioni molto più comuni e molto più banali: per esempio, in un supermercato in cui non si sa dove si trovano le uscite di sicurezza.

Come è facile intuire, una crisi di panico innescata da agorafobia può avere conseguenze sociali anche molto rilevanti e a sua volta diventa una fonte di difficoltà emotiva, innescando un circolo vizioso da cui è molto difficile uscire. Si è terrorizzati dalle relazioni con il mondo esterno: ciò si traduce nella mancanza di volontà di confrontarsi con episodi sconosciuti, con persone nuove, con eventi diversi dal solito, con situazioni non comuni, poiché non ci si sente tutelati e protetti, per esempio da un contesto familiare. La famiglia, appunto, viene considerata un’ancora di salvezza, un appiglio a cui fare riferimento per contrastare il caos e la confusione del mondo esterno, anonimo e affollato al tempo stesso.

Redazione Cobalto

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