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Produttività: i premi andranno anche ai dirigenti

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Novecento milioni di euro nel 2017 e un miliardo nel 2018 per incentivare la contrattazione aziendale di produttività. Il rilancio del ruolo del sindacato passa anche da qui visto che la condizione per arrivare agli incentivi è la presenza di un accordo sindacale. Rispetto ai 400 milioni di quest’anno le risorse sono più che raddoppiate: “Produttività è la parola chiave che accomuna diverse misure nella manovra, e questa è uno dei cardini” fa notare Marco Leonardi, consigliere economico della presidenza del Consiglio che ha seguito la partita. Ma rispetto all’anno scorso non cambia solo l’entità delle risorse.

Il premio produttività potrà andare a coloro che guadagnano fino a 80 mila euro lordi l’anno: si stima che nel commercio potrà accedervi così il 15-20% dei dirigenti. Il premio pagato in welfare continuerà a essere del tutto detassato e decontribuito.

Tra le novità per l’anno prossimo anche un’agevolazione aggiuntiva per il welfare sotto forma di previdenza e sanità integrativa. Oggi i tetti di deducibilità dall’imponibile sono pari a 5.165 euro l’anno per la spesa in previdenza e 3.615 per quella in sanità integrativa. I premi di produttività fino a 4.000 euro pagati sotto forma di previdenza e sanità integrativa non concorreranno a questi tetti.

Un modo per premiare il welfare “pesante” rispetto a quello “leggero” come l’iscrizione alla palestra? “In un certo senso si – risponde Leonardi – anche se è giusto che rimanga un ampio ventaglio di scelta, che per l’anno prossimo sarà addirittura allargato“.

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Redazione Cobalto

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