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Al primo posto nell’efficienza dei porti e della rete aeroportuale, primi per la qualità della rete stradale; terzi per la capillarità delle ferrovie e quinti per rapidità di trasporto delle merci. Agli olandesi va la palma di miglior Paese della UE in fatto di trasporti.

La classifica arriva dalla Commissione Europea, che mettendo insieme varie fonti – Eurostat, l’Agenzia Europea per l’Ambiente e le statistiche del World Economic Forum – ha appena pubblicato il Transport Scoreboard 2016, che fotografa lo stato dell’arte del sistema dei trasporti dei Paesi membri dell’Unione. Cinque i Paesi di punta: oltre all’Olanda, nell’ordine, la Svezia, la Germania, l’Austria e la Danimarca. Fanalini di coda invece la Grecia e quattro Paesi della Nuova Europa: Slovenia, Bulgaria, Croazia e all’ultimo posto la Romania.

L’Italia? Si trova a metà classifica, diciassettesima su 28 Paesi. La Commissione europea le riconosce un ottimo piazzamento nella categoria “diffusione delle automobili a metano e Gpl”, ma le imputa piazzamenti sotto la media UE in fatto di qualità delle ferrovie, del trasporto aereo, delle strade e soprattutto dei porti.

Particolarmente interessante l’indicatore della rapidità di consegna delle merci, che fotografa l’efficacia dell’impianto logistico di un Paese: secondo questo indice (che concretamente misura il tasso di puntualità nella consegna di merci), al primo posto ci sarebbe il Lussemburgo, ma più significativo è il secondo posto della Germania e il quarto dell’Olanda, che si confermano potenze logistiche e commerciali. L’Italia si piazza al 12esimo posto, davanti a Spagna e Irlanda ma dietro a Francia e Inghilterra.

Stando ai dati della Commissione Europea, la rete delle infrastrutture risulta sensibilmente migliorata in molti dei Paesi dell’Est: in Ungheria soprattutto, ma anche in Lettonia si registra una certa effervescenza nei lavori di ampliamento delle reti infrastrutturali. Mentre la Polonia, fra tutti i Paesi europei, è quello con il più alto tasso di completamento dei progetti nell’ambito della Rete trans-europea dei trasporti (Ten-t), il network di corridoi viari e ferroviari transnazionali (alta velocità inclusa) voluti dalla UE per interconnettere tra loro tutti gli Stati membri. Per questo maxi piano, il cui completamente è fissato per il 2020, Bruxelles ha stanziato 31,7 miliardi di euro suddivisi su nove anni.

Quali sono i Paesi più avanti sulla realizzazione dei corridoi? Sul fronte dell’alta velocità ferroviaria Belgio, Olanda e Finlandia avrebbero già fatto la propria parte, la Germania è a metà strada mentre Italia, Francia, Austria e Spagna hanno quanto meno cominciato l’opera. Ma oltre la metà dei Paesi europei sembrerebbe ancora ai nastri di partenza. Molto migliore la situazione dei corridoi stradali, dove una ventina di Paesi sarebbero già al 50% dei lavori avviati.

Quello dei trasporti è un capitolo importante per Bruxelles. Non solo per i fondi che distribuisce ai Paesi membri. Ma anche per le direttive e i regolamenti che emette in materia, ai quali i 28 si devono adeguare. Chi non lo fa, rischia la procedura d’infrazione. Ed è curioso notare come sia proprio la ligia Germania ad aggiudicarsi la maglia nera del rispetto delle regole. Con quattro procedure aperte al 2016, infatti, Berlino guida la classifica dei Paesi europei con più infrazioni per quanto riguarda i trasporti stradali: l’Italia, per una volta, non ne ha nemmeno una a carico.

Sempre la Germania, con 6 procedure, è risultata la peggiore nel rispetto dei regolamenti in campo ferroviario (un’infrazione sola per l’Italia) e anche in fatto di trasporti aerei (sei la Germania, 4 l’Italia), mentre in materia di trasporti marittimi il meno rigoroso è il Belgio (con quattro infrazioni all’attivo, mentre il nostro Paese ne ha solo una).

E la maglie nere dell’Italia? Sono una, alla voce “soddisfazione dei cittadini per i trasporti urbani”: a quanto pare, gli italiani sono i più frustrati d’Europa dal traffico e dalla carenza di mezzi pubblici in città.

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Redazione Cobalto

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