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Scatto dell’euro sul dollaro: l’analisi

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Le sedute delle borse Europee, del giorno 18 giugno 2017, saranno annoverate tra quelle in cui l’Euro si è rafforzato in maniera più sensibile nei confronti del Dollaro, portandosi ad una quotazione di 1,1555. Senza dubbio questo valore oggi causerà alcuni cambiamenti nella vita dei 510 milioni di cittadini U.E. e delle imprese ad essi collegati. Tra queste ultime quelle che si sono attrezzate meglio a stare sui mercati internazionali non si spaventeranno davanti a tale apprezzamento.

Infatti le imprese europee che hanno consolidato e migliorato le loro performance nel campo della competitività, aumentando la loro percentuale di esportazioni ed adeguando così i loro business e la loro produttività, sono diventate vere e proprie realtà sui mercati internazionali non accusando eventuali variazioni di cambio.

Nel merito di questa corsa dell’Euro sul Dollaro, bisogna affrontare due fattori socio/economici fondamentali. Da una parte la forte crisi accusata all’interno del partito repubblicano USA che ha messo in dubbio la realizzazione, da parte del Presidente Trump, delle innovative riforme economiche contenute nel suo programma pre-elettorale. Dall’altra come in Europa, al momento, si sia scongiurato il pericolo della deflazione, ovvero della repentina diminuzione del livello generale dei prezzi, azione che induce i soggetti attivi nell’economia a posticipare a tempo indeterminato sia i consumi personali che gli investimenti nelle imprese.

A ciò si uniscono altre tensioni ed incertezze che continuano ad influenzare i mercati:

  1. le trattative Brexit che porteranno a definire i dettagli economici dell’uscita dalla U.E. da parte del Regno Unito
  2. il rischio populismo che resta sempre nell’ombra, nonostante la sconfitta in Olanda ed in Francia
  3. la crisi in Grecia
  4. la crisi delle Banche italiane
  5. la BCE che si sta avvicinando, a passo spedito, al tapering, ovvero la graduale diminuzione dello “stimolo monetario indotto” tramite il rialzo dei tassi di interesse, ed un taglio significativo agli acquisti previsti dal piano di Quantitative Easing – ossia acquisti indotti su larga scala di titoli di stato dei paesi U.E. da parte della BCE per immettere denaro fresco nell’economia

Analizzando nel merito il cambio Dollaro-USA alla data di ieri, si vede come detto valore porti a registrare il “tetto massimo” negli ultimi 14 mesi, con un incremento percentuale dell’Euro, negli ultimi tre mesi, dell’8% sul Dollaro. Significativo è anche il fatto che il Dollaro ha perso oltre il 5 % nei confronti delle altre principali valute, sempre nello stesso periodo. A livello economico chi ha sentito immediatamente, ed in maniera negativa, tale incremento è il governo tedesco il quale ha visto deprimere il DAX30 (indice che fotografa i migliori titoli tedeschi per capitalizzazione) del 1,25 %, e ciò a causa della diminuzione del volume delle proprie esportazioni.

Nel breve periodo, si può prevedere un ridimensionamento a ribasso del cambio Euro/Dollaro dovuto ai seguenti motivi

  1. l’intervento della Fed impegnata a rialzare i tassi d’interesse, con un rafforzamento dell’economia USA
  2. la BCE che guarda con insistenza al tapering soprattutto dopo la vittoria di Macron in Francia
  3. la riuscita di Donald Trump ad uscire dall’impasse che lo coinvolge in prima persona, con politiche economiche che sosteranno la crescita USA aumentando, di fatto, il valore del Dollaro.

di Fabio Accinelli

Redazione Cobalto

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