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L’IoT e l’arredamento per ufficio

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Si chiama IoT, ergo Internet of Things. Una vera e propria rivoluzione che parla di oggetti connessi tra loro con l’obiettivo di facilitare la vita delle persone. In ambiti molteplici e anche distanti tra loro: ufficio, case, attrezzature per il lavoro, condizionatori ecc.
L’IoT è un fenomeno non certo nuovo ma in continua evoluzione perché sono in continua crescita i dispositivi “connessi” e in grado di produrre una gran quantità di dati, ergo i “big data”.
Con IoT si intendono tutti quei dispositivi che si collegano a internet o tra di loro grazie a una rete. L’Obiettivo? Semplificare, ottimizzare e risparmiare. Una triade sempre più necessaria soprattutto in ufficio dove un risparmio di tempo diventa un maggior guadagno e dove ottimizzazione diventa sinonimo di maggior efficienza.

Qualche numero per spiegare la grandezza di questo fenomeno: In Italia i ricavi del settore Internet delle Cose o Internet of Things (IoT) nel 2020 sono valutati al 5,4% del PIL e per quella data il mercato degli oggetti connessi in rete nel nostro Paese crescerà ad un tasso medio annuale del 20,4%. Questi i dati diffusi ad agosto dall’Ufficio studi di Confartigianato. Tra i settori maggiormente interessati dalle soluzioni IoT vi sono il manifatturiero, il trasporto e la logistica, l’autoriparazione e l’impiantistica (interessata dallo sviluppo della domotica), in cui operano 800.305 imprese artigiane con 2.077.433 addetti, che rappresentano il 73,6% dell’occupazione dell’artigianato.

Secondo quanto si legge nel nuovo studio di Gartner, si stima che la IoT includerà 26 miliardi di unità installate entro il 2020 sparse per l’intero globo e, per quella data, i fornitori di prodotti e servizi per la IoT genereranno entrate incrementali di oltre 300 miliardi di dollari, la maggior parte in servizi.

L’IoT entra nell’arredamento per ufficio

E cosa succede quando la tecnologia entra in ufficio? Connessione si traduce in ottimizzazione dei tempi e degli spazi, ottimizzazione dei costi e un valore aggiunto per l’efficienza di chi quell’ufficio lo vive. Alcuni esempi di oggetti intelligenti? Termostati, videocamere, rilevatori di luminosità, rilevatori di umidità, orologi, warable (oggetti da indossare come braccialetti connessi e orologi) e sensori ambientali e territoriali.

Grazie a questo nuovo modo di pensare l’interazione con oggetti e web, gli spazi aziendali diventano più efficienti sia per i lavoratori che per i datori di lavoro.
Ad esempio nelle sale riunioni possono essere utilizzati dei sensori che rilevano il numero di persone presenti cosi da creare uno storico di dati e capire, in caso di incontri di lavoro non prefissati, qual è la disponibilità in tempo reale di uffici e sale.

Illuminazione e clima

Anche l’illuminazione sarà un elemento che potrà essere rivoluzionato dalle tecnologie IoT. Una buona regolamentazione della luce infatti garantisce un ottimo risparmio economico e l’IoT serve già a questo soprattutto nelle città. Negli uffici invece la luce può essere regolamentata sulla base delle persone all’interno delle sale e sull’utilizzo effettivo degli spazi. Non solo la luce, ma anche il raffreddamento, il riscaldamento e la qualità dell’aria.

Scrivanie e postazioni

Sulle scrivanie possono essere posizionati dei sensori. Questi rilevano la presenza o meno di una persona alla scrivania cosi da permettere al sistema di rendere nota o meno la disponibilità. Oltre naturalmente la possibilità di regolare una serie di applicazioni e funzionalità direttamente dalla scrivania.

Per arrivare a realizzare un ufficio “connesso” è necessario prima di tutto affidarsi ad aziende specializzate che offrono un servizio chiavi in mano, dalla progettazione alla realizzazione complessiva dell’ufficio.

Redazione Cobalto

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