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Food service e ospitalità, imprese +8,7% in cinque anni

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Nel settore food service e ospitalità ci sono 386 mila imprese in Italia, + 1,7% in un anno e + 8,7% in cinque, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, sul registro imprese. In Lombardia sono 55 mila. Prima Milano con 19 mila (+16% in 5 anni), seguita da Brescia con 8 mila (+0,6%), Bergamo (quasi 6 mila, + 5,5%) e da Varese con 4 mila e da Monza, Como, Pavia con circa 3 mila. In Italia prime Roma con oltre 30 mila (+20%), Milano con 19 mila (+16%), Napoli con 18 mila (+16%), Torino (13 mila, + 2%), Salerno, Brescia e Bari (oltre 8 mila).

Nei giorni scorsi si è svolta la presentazione di EFCEM Italia, Associazione dei Produttori di Apparecchiature Professionali per Food Service e Ospitalità presso il Mandarin Oriental Hotel di Milano, con la partecipazione del Presidente Evaldo Porro e Beatrice Zanolini, consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Tra i temi affrontati: l’andamento del mercato di settore, etichettatura energetica e relativi controlli di mercato, gli sviluppi futuri come connectivity.

“Come Camera di commercio – ha dichiarato Beatrice Zanolini, consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi – siamo impegnati con controlli che riguardano l’efficienza energetica delle apparecchiature professionali. Un lavoro che mantiene elevata la qualità dei prodotti, grazie a una concorrenza leale tra gli operatori”.

Evaldo Porro Presidente EFCEM Italia, Associazione dei Produttori di Apparecchiature Professionali per Food Service e Ospitalità: “Sono positivi i dati sull’andamento del commercio estero dell’industria italiana delle apparecchiature professionali. La nostra capacità di coniugare accoglienza e innovazione è sempre di più un punto di riferimento internazionale”.

Il 2017 è da registrare come uno degli anni più interessanti dell’intero decennio per EFCEM Italia” ha dichiarato il presidente Evaldo Porro. Per il quinto anno consecutivo gli indicatori sono stati tutti in positivo. La domanda in Italia è cresciuta tra +8% e +12% (a seconda della tipologia di prodotto) e ancora meglio è andata in Spagna (+15%) in un contesto Europeo generalmente in crescita, con l’eccezione della Gran Bretagna dove si registrano rallentamenti probabilmente causati dalle incertezze della Brexit.

Stabili gli Stati Uniti (+2%), in sofferenza il Sud America. La Cina si conferma la realtà più dinamica nello sviluppo della domanda interna. Il Giappone, uno dei maggiori poli produttivi mondiali di apparecchiature professionali, sta iniziando a dare segnali di apertura all’offerta made in Italy.

In Italia grazie al miglioramento della situazione economica generale e dei consumi, alla tendenza verso le culture gastronomiche etniche ed innovative e infine, all’andamento del flusso turistico (incremento di circa il 5%), appaiono positive le previsioni 2018 che puntano ad una stima di crescita del 5-7%.

L’Industria italiana delle attrezzature professionali si conferma leader in Europa con un fatturato di oltre 4 miliardi di euro e un export che copre oltre il 70% della produzione.

Il settore nazionale mostra condizioni economico-finanziarie particolarmente positive: nel 2016 il settore ha raggiunto il punto massimo sia nei fatturati che negli indici di redditività degli ultimi anni.

I margini operativi e l’efficienza d’uso del capitale investito risultano su livelli superiori a quelli precedenti la recessione iniziata nel 2008 e la capacità di autofinanziamento del settore appare generalmente elevata (il 45% delle imprese ha registrato nell’ultimo periodo un cash-flow superiore al 5% del valore della produzione) con un ricorso all’indebitamento contenuto: il rapporto tra debiti finanziari e capitale proprio (leverage) è inferiore a 0.25 per la metà delle imprese del settore.

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Redazione Cobalto

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