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L’’UE propone l’’inserimento di dati biometrici nelle future carte d’’identità

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Al fine di garantire una maggiore sicurezza ai cittadini, e ridurre le possibilità per i criminali di commettere reati, la Commissione Europea ha presentato nuove misure tra le quali rientra il miglioramento delle carte d’identità. Queste verranno integrate con dati biometrici, come impronte digitali e immagini del volto, e saranno conservate in un chip inserito nel documento. Bruxelles stima che sono 80 milioni gli europei in possesso di carte d’identità che non si prestano alla lettura automatizzata e che sono prive di identificatori biometrici.

Se passeranno le proposte presentate dalla Commissione Europea, nel giro di due anni a partire dall’entrata in vigore del regolamento, le carte d’identità cartacee dovranno essere tolte dalla circolazione e cesseranno di essere valide oppure alla scadenza del documento, se precedente. Le minacce alla nostra sicurezza non svaniscono, criminali e terroristi usano nuovi strumenti per danneggiarci, ma oggi dimostriamo di essere più veloci e più intelligenti. Oggi adottiamo una serie di strumenti per essere un passo avanti, per restringere gli spazi”, ha dichiarato il commissario agli affari interni Avramopoulos.

I presidenti del Parlamento europeo, la presidenza di turno del Consiglio e la Commissione europea hanno firmato, lo scorso 14 dicembre, una dichiarazione comune contenente le priorità legislative dell’UE per il periodo 2018-2019, nella quale si è sottolineata l’importanza di una maggiore protezione dei cittadini. Tra le iniziative gli elementi di sicurezza che caratterizzeranno le carte d’identità. Il fine è quello di ridurre l’uso di documenti falsi cui potrebbero ricorrere terroristi e criminali per entrare nell’Unione Europea da paesi terzi.

Dopo gli attacchi che abbiamo fronteggiato non è più accettabile che 88 mln di cittadini europei usino carte d’identità in carta, anche per viaggiare al di là dei confini. I controlli sistematici sui cittadini Ue ai confini esterni si fondano pesantemente sui dati biometrici. Nessun criminale o terrorista dovrebbe potersi nascondere dietro una carta d’identità falsa”, continua Avramopoulos.

Tutti i cittadini dell’Unione Europea di età superiore a 12 anni, disporranno di una carta d’identità contenente due dati biometrici, quali impronte digitali e immagini del volto. Queste saranno conservati in un chip inserito nel documento. I documenti d’identità non conformi saranno gradualmente eliminati alla data di scadenza o almeno entro cinque anni e quelli meno sicuri, che non si prestano alla lettura automatizzata, verranno eliminati nel giro di due anni.

La Commissione UE ha ricordato ad ogni modo che il regolamento proposto non introduce carte d’identità obbligatorie in tutta l’UE, ma aggiorna gli elementi di sicurezza di quelle esistenti, “lasciando interamente ai singoli Stati membri il compito di disciplinare altri elementi relativi agli aspetti formali delle carte d’identità nazionali“.

Sistemi di riconoscimento biometrico, quali riconoscimento facciale, dell’iride e impronte digitali, sono già utilizzati in diversi paesi al fine di controllare ed identificazione gli immigrati alle frontiere e nelle applicazioni con passaporto. Ciò conferma come la biometria si stia convertendo come uno dei metodi più sicuri per l’identificazione e la sicurezza. Inoltre, secondo recenti ricerche la biometria multimodale, ovvero la combinazione di due o più tecnologie biometriche, rappresenta l’aspetto più innovativo di identificazione sicura.

Un’altra delle proposte della Commissione in materia di sicurezza, riguarda l’accesso semplificato alle cosiddette prove elettroniche, come email o documenti conservati sul cloud. Le autorità di polizia e giudiziarie potra
nno così ottenere più facilmente e più rapidamente le prove elettroniche per indagare, perseguire e condannare criminali e terroristi. Attualmente quasi due terzi dei reati non possono essere oggetto di indagini o azioni penali efficaci in quanto occorre troppo tempo per acquisire le prove elettroniche o perché il quadro giuridico è troppo frammentato.

Secondo il regolamento verrà creato un “ordine di produzione europeo”, basandosi sul quale l’autorità giudiziaria potrà richiedere prove elettroniche direttamente al fornitore del servizio accessibile da uno stato membro, a prescindere dall’ubicazione dei dati. Il provider sarà tenuto a rispondere entro 10 giorni o 6 ore in casi di emergenza, non potrà cancellare i dati e dovrà nominare un rappresentante legale nell’UE. L’intera procedura verrà effettuata nel rispetto della legge sulla p
rotezione dei dati personali e la carta dei diritti fondamentali dell’UE.

Redazione Cobalto

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