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Addio alla plastica dal 2025. Si punta sui prodotti biodgradabili.

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Addio alla plastica entro il 2025. A dirlo è la Commissione Europea che ha presentato le nuove, e ambiziose, misure nel quadro della strategia per ridurre i rifiuti plastici.

Entro il 2025 infatti gli Stati membri dovranno raccogliere il 90 percento delle bottiglie di plastica monouso per bevande. Direttiva che si unisce al divieto di vendita di stoviglie, cannucce, agitatori per bevande, bastoncini di cotone per le orecchie e bastoncini per palloncini in plastica.

Secondo il progetto di direttiva, inoltre, i contenitori per bevande in plastica saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore. Per i contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica, gli Stati membri dovranno fissare obiettivi nazionali di riduzione. I produttori saranno inoltre chiamati a coprire i costi di gestione dei rifiuti per prodotti come i mozziconi di sigaretta, palloncini e attrezzi da pesca in plastica.

La produzione mondiale di plastica è in continua crescita ed è arrivata due anni fa a 335 milioni di tonnellate contro le 322 dell’anno precedente, con un aumento del 4%. Dieci anni fa, nel 2009, i milioni di tonnellate erano 250, all’inizio del nuovo millennio circa 200 e nel 1989 erano ancora 100. Il 1990 è stato l’anno in cui la produzione di plastica ha superato quella di acciaio, che pure ha continuato e continua a crescere.

Stoviglie Biodegradabili, l’alternativa che premia

Già oggi posate, bicchieri e piatti biodegradabili e compostabili stanno prendendo piede, sia tra privati sia tra aziende. Si parla di prodotto biodegradabile quando, secondo la direttiva europea, è in grado di decomporsi al 90 percento entro sei mesi. Si parla invece di bioplastica compostabile se si possono disintegrare in 3 mesi, diventando poi compost.

I materiali utilizzati per i prodotti di eco packaging sono per lo più: polpa di canna da zucchero, PLA (acido polilattico, una plastica biodegradabile ricavata dall’amido di mais), CPLA (variante del comune PLA), carta, cartone e legno e PSM (resina termoplastica).

L’educazione al “bio” che parte dalle scuole

Un buon esempio in tema di utilizzo di materiali bio arriva da molte scuole su tutto il territorio nazionale. Ad esempio, nelle scuole milanesi, dal 2012 piatti, bicchieri (e non solo) sono in materiale ecosostenibile. Il merito di questa scelta è da riconoscere a Milano Ristorazione, la società creata dal Comune di Milano nel 2001 per garantire il servizio di ristorazione a favore di nidi d’infanzia, scuole pubbliche dell’infanzia, primarie, secondarie di primo grado, case di riposo, anziani con servizio a domicilio e centri di prima accoglienza.  Ad oggi, la scelta di utilizzare stoviglie in materiale biodegradabile e compostabile al 100% ha permesso all’azienda di risparmiare 720mila chili di plastica.

Le stoviglie utilizzate fino all’ultimo trimestre del 2015 erano in polpa di cellulosa, successivamente sono state introdotte stoviglie in Mater-bi, bioplastiche completamente biodegradabili e compostabili. Durante lo scorso anno scolastico, 2016-2017, l’iter si è concluso: oggi in tutte le utenze scolastiche le stoviglie sono in materiale ecosostenibile.

Redazione Cobalto

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